martedì 23 giugno 2015

Avevo accettato di incontrarlo, avevo pensato che non aveva tentato il solito approccio fastidioso,  che non aveva i soliti tratto che mi fanno ribrezzo, facevamo discorsi sensati,  almeno uno su un milione si salvava.
Discorsi su discorsi,  non la solita serata che non passa mai, il tempo passava veloce tra una birra e l'altra.  Allora sorrido e ricordo le uscite con qualcun altro. Una birra era già troppa, decidevo di tornare a casa subito dopo, i discorsi non mi coinvolgevano, ero passiva.
Questo era quello che succedeva di routine.
Con lui era diverso,  avevo perso la testa e dimenticato il resto,  chi pensava più al mio ex? Chi pensava più che la vita era un vicolo cieco?
Era diverso e si vedeva,  mi piacevano i suoi tratti,  il suo modo di vestire,  i suoi discorsi,  il tempo passato con lui.
Avevo percepito qualcosa di diverso,  qualcosa che lo rendeva affine a me, e nonostante sembrasse forte e sicuro di se, io vedevo una maschera.  Avevo intuito che potessimo avere la stessa diagnosi,  perché succede sempre così,  stessa diagnosi significa stesso carattere, e io non riuscivo ad essere attratta da chi non era così. poi la sua conferma.  Ormai ero arrivata ad un nuovo inizio, aspettavo lui...

venerdì 12 giugno 2015

Ormai mi sono rassegnata.
Il fatto di non trovare nessuno con cui possa andare d'accordo mi porta ad essere ossessionata quando finalmente trovo qualcuno con cui mi trovo bene.
tutto ciò succede sempre, si parte con una prima uscita in cui sono sicura che non perderò il controllo, sono riservata,  a disagio, provo a far finta di essere normale. Poi succede qualcosa, perdo la testa. Comincio a pensare, idealizzare, autoalimento la mia triste illusione e poi scatta l'ossessione.  Potrei arrivare al matrimonio con una sola uscita.
Questo è quanto è successo con lui, conosciuto su una chat,  dopo uno scambio di numeri di telefono, dopo un'uscita che doveva essere per una birra tranquilla.
Tutto ciò si è trasformato in una tragedia, troppo alcol,  una birra bevuta in piedi e una sigaretta,  lui si avvicina, poi un bacio che  ricordo in maniera molto vaga, ma non so dire di no.
poi un colpo alla testa, una serata finita male, il disagio di aver perso il controllo.  La mattina dopo ancora un bacio,  non dico di no,  lo so che sono già innamorata, ma c'è il pensiero del mio A., amavo solo lui e guardaVo solo lui.
Qualche messaggio,  la convinzione che tanto non ci saremo più rivisti. Poi perdo la testa.
Ora lo seguirei in capo al mondo se solo me lo chiedesse, mollerei tutto,  ho perso la testa. Penso a lui notte e giorno,  ma siamo stati insieme solo quanche ora.
Come si fa? Sarà una nuova delusione che mo porterà ancora una volta ad aumentare la dose di farmaci.
Prima o poi finira male questa storia, ma in fondo ho bisogno di tutto ciò.
Ho sentito di aver il bisogno di lui, di amare la sua guida pericolosa,  le sue frasi, le serate con lui,  i suoi messaggi,  tutto.