Perché ho in testa tutte queste cazzate? Perché penso a cose che non accadranno mai, ad essere magra, ad essere bella, a far questa e quest'altra cazzata, a cosa compare, a come buttare i miei soldi? Perché questo mare di cazzate mi perseguitano? Perché non penso più solo a studiare? Perché sono distratta? Mi ha rovinata lui, prima non le pensavo queste stronzate. Prima pensavo a fare gli esami, li affrontaVo in termini di vivere o morire. Passavo le giornate a studiare insieme al mio ex, poi senza di lui, ma sempre allo stesso modo.
Andate via dalla mia testa.
Quando A. mmi scrive sono come ubriaca, non connetto più. Questa cosa mi sta facendo male. Molto male. Un'aUn'altra storia che mi distrugge la mente.
giovedì 31 dicembre 2015
mercoledì 30 dicembre 2015
Crisi respiratorie, esattamente come 10 anni fa. Vorrei piangere ma non ne ho la forza. O forse sono così abituata che non riesco nemmeno più a piangere. Cosa sento? Non lo so. Un po come quando dissi al mio ex di non provare emozioni. Che poi non è che non provo emozioni, provo sempre le stesse emozioni da anni e ormai sono diventata refrattaria un po come quando ti abitui a vivere con l'ansia, o con la pressione alta, o con la glicemia alta. Diventa tutto normale. Io mi sono abituata ad essere depressa. Sono così abituata alla depressione, alle delusioni, ai fallimenti che ormai non provo più niente. Finalmente non ho più il vuoto nel petto. Finalmente dormo senza sentire quel peso. Ma tutto il resto è rimasto. Mi chiedo solo perché non posso godere di un cazzo. Mi chiedo perché va sempre tutto a finire male. Non va mai come voglio da almeno 10 anni. Giuro che le ho passate tutte, solo che adesso non mi faccio più domande. Perché è andata cosi? Semplicemente perché doveva andare così. Non è colpa mia, del mio peso, di ciò che ho fatto, di come ho studiato, di cosa faccio trasparire. È solo che doveva andare così. Deve sempre andare tutto così.
Però ho ancora le crisi respiratorie. Nell'uLtimo anno le ho avute di continuo. Ho avuto per tutto l'anno segni sul braccio e crisi respiratorie.
Però adesso inizia un nuovo anno forse posso lasciarmi tutto alle spalle, e vivere davvero senza emozioni, perché quelle fanno solo male.
Farò ciò che ho sempre fatto, eviterò cose, persone, situazioni. Vivrò in un metro quadrato con il cane, le sigarette e i libri da studiare. Non voglio più un contatto con il mondo. I contatti con il mondo fanno solo male, anche se li inizi via Chat
Non mi farò mai più un film mentale, non mi farò mai più prendere da una situazione, non farò più nulla, a parte i miei esami, le mie diete, le mie cagate da disagiata del cazzo.
Sto sempre peggio, mi chiedo se mai andrà meglio. Mi chiedo se mai qualcosa andrà per il verso giusto.
Almeno vita di merda, fammi passare questo esame, e poi anche gli altri. Fammi laureare, fammi avere questo lavoro di merDa. Fammi lavorare per guadagnare soldi che non saprò mai come spendere, perché di mangiare non mangio, di uscire non esco, di comprare bei vestiti nemmeno.
Così avrò delle mattinate di cui lamentarmi, dei colleghi da disprezzare, delle conversazioni su una famiglia che non avrò mai, altre cazzate contro cui combattere. Tanto poi finira tutto. Morirò, per vecchiaia o per suicidio. E che strano, mentre scrivo tutto cio non provo davvero un cazzo. L'eNnesima porta sbattuta in faccia e io calo giù la mia dose del cazzo di antidepressivi. alla mia età cazzo!
ma ci ho fatto il callo, chissà quante boccette finiro ancora, prima di morire. E mi sento stupida a dire tutto ciò. Ma non vedo più una via d'uscita. Se esiste una via d'uscita la vedo chiusa a chiave. Penso che riflettero su questo schifo con alex e simo che si ricordano che esisto.
Mi illudo da sola, mi illude la vita e pOi cado giù. Mi faccio male e mi rialzo, fino a che reggerO.
Ma cosa voglio reggere? È una vita che combatto. Ma cosa ho ottenuto? Forse qualche esame in più e qualche kg in meno. Ma per farci cosa? Non vedo vie d'uscita, non ho stimoli. Non ho più niente. Faccio solo storcere il naso ai miei che faranno i salti mortali per dirmi che la vita non fa così schifo. E forse se non penso a morire è solo per loro.
Penso che riapriro quel libro. Che farò finta di niente, ancora una volta. E spero di aver imparato la lezione, almeno stavolta. Cosa faccio? Imparo e mando tutto a fanculo o incasso il colpo e continuo a combattere come se stavolta il colpo non mi avesse fatto nulla?
Ma fammene andare bene una cazzo! Almeno una volta.
18 anni di merDa. anni universitari di merda, partendo già indietro con gli esami, correndo correndo senza recuperare mai, un ex che ha solo peggiorato il mio quadro clinico. Altre prese in culo che mi hanno solo smorzata ancora di più.
Però ho ancora le crisi respiratorie. Nell'uLtimo anno le ho avute di continuo. Ho avuto per tutto l'anno segni sul braccio e crisi respiratorie.
Però adesso inizia un nuovo anno forse posso lasciarmi tutto alle spalle, e vivere davvero senza emozioni, perché quelle fanno solo male.
Farò ciò che ho sempre fatto, eviterò cose, persone, situazioni. Vivrò in un metro quadrato con il cane, le sigarette e i libri da studiare. Non voglio più un contatto con il mondo. I contatti con il mondo fanno solo male, anche se li inizi via Chat
Non mi farò mai più un film mentale, non mi farò mai più prendere da una situazione, non farò più nulla, a parte i miei esami, le mie diete, le mie cagate da disagiata del cazzo.
Sto sempre peggio, mi chiedo se mai andrà meglio. Mi chiedo se mai qualcosa andrà per il verso giusto.
Almeno vita di merda, fammi passare questo esame, e poi anche gli altri. Fammi laureare, fammi avere questo lavoro di merDa. Fammi lavorare per guadagnare soldi che non saprò mai come spendere, perché di mangiare non mangio, di uscire non esco, di comprare bei vestiti nemmeno.
Così avrò delle mattinate di cui lamentarmi, dei colleghi da disprezzare, delle conversazioni su una famiglia che non avrò mai, altre cazzate contro cui combattere. Tanto poi finira tutto. Morirò, per vecchiaia o per suicidio. E che strano, mentre scrivo tutto cio non provo davvero un cazzo. L'eNnesima porta sbattuta in faccia e io calo giù la mia dose del cazzo di antidepressivi. alla mia età cazzo!
ma ci ho fatto il callo, chissà quante boccette finiro ancora, prima di morire. E mi sento stupida a dire tutto ciò. Ma non vedo più una via d'uscita. Se esiste una via d'uscita la vedo chiusa a chiave. Penso che riflettero su questo schifo con alex e simo che si ricordano che esisto.
Mi illudo da sola, mi illude la vita e pOi cado giù. Mi faccio male e mi rialzo, fino a che reggerO.
Ma cosa voglio reggere? È una vita che combatto. Ma cosa ho ottenuto? Forse qualche esame in più e qualche kg in meno. Ma per farci cosa? Non vedo vie d'uscita, non ho stimoli. Non ho più niente. Faccio solo storcere il naso ai miei che faranno i salti mortali per dirmi che la vita non fa così schifo. E forse se non penso a morire è solo per loro.
Penso che riapriro quel libro. Che farò finta di niente, ancora una volta. E spero di aver imparato la lezione, almeno stavolta. Cosa faccio? Imparo e mando tutto a fanculo o incasso il colpo e continuo a combattere come se stavolta il colpo non mi avesse fatto nulla?
Ma fammene andare bene una cazzo! Almeno una volta.
18 anni di merDa. anni universitari di merda, partendo già indietro con gli esami, correndo correndo senza recuperare mai, un ex che ha solo peggiorato il mio quadro clinico. Altre prese in culo che mi hanno solo smorzata ancora di più.
lunedì 28 dicembre 2015
"la paziente si lamenta di episodi depressivi ricorrenti in cui si lascia totalmente andare, fin dall'eta di 16 anni, non fa uso di sostanze stupefacenti, riferisce uso costante di caffè e stimolanti per studiare, non abusa frequentemente di alcol, ha una preoccupazione eccessiva per il peso e l'imagie corporea, riferisce di essere stata gassa nell'adolescenza, ha fatto diete molto restrittive, eccesso di attività fisica fino a perdere 17kg, ad oggi pesa 38kg, ma riferisce di vedersi ancora grassa e sgraziata, lamenta frequenti cambi dell'umore da un giorno all'altro, con episodi depressivi anche molto lunghi, momenti in cui si sente dio e momenti in cui si sente la merda della merda, ha una forte instabilità affettiva, paura di rimanere da sola, lamenta oscillazioni della percezione corporea in concomitanza degli sbalzi d'umore, lamenta un perfezionismo ossessivo, voglia di prendere 30 a tutti gli esami, senso di inadeguatezza quando prende un 29, paura di potersi fermare da un momento all'altro, paura di non ottenere il risultato sperato, ha un perfezionismo ossessivo anche nel mangiare, evita grassi e zuccheri, mmangia senza condimenti, ha adottato condotte espulsive in seguito ad abbuffate dettate da rabbia, segni di autolesionismo; tagli da lametta, si lamenta di non ottenere mai ciò che merita dalla vita, si sente spesso sola ed annoiata, lamenta paura dei luoghi affollati e di uscire da sola, oltre che di guidare e di prendere mezzi pubblici"
COOsa è cambiato da allora? Se tutto avviene per un motivo, perché a me capita tutto questo? Mamma dice che se A. è totalmente disinteressato è perché non era destino, dio non vuole perché sa che mi farebbe soffrire. Allora perché mi ha fatto conoscere il mio ex? Questa roba è nata da quando ho conosciuto lui. Prima stavo bene. Forse. No. Non lo so, ma stavo meglio di ora. E adesso ogni nuova presa in culo che vivo peggiora solo ciò che sono.
COOsa è cambiato da allora? Se tutto avviene per un motivo, perché a me capita tutto questo? Mamma dice che se A. è totalmente disinteressato è perché non era destino, dio non vuole perché sa che mi farebbe soffrire. Allora perché mi ha fatto conoscere il mio ex? Questa roba è nata da quando ho conosciuto lui. Prima stavo bene. Forse. No. Non lo so, ma stavo meglio di ora. E adesso ogni nuova presa in culo che vivo peggiora solo ciò che sono.
domenica 27 dicembre 2015
Mi da fastidio essere nata in questo posto di merda, continua a pesarmi ancora adesso, mi da fastidio essere nata come sono nata, mi da fastidio tutto il mio passato, anche se ora sono diversa. Mi da fastidio non essere le persone che invidio. mi da fastidio avere meno di loro. Mi da fastidio faticare senza mai una gioia.
Sono stufa delle cose difficili, di innamorarmi di chi non posso avere, dei film mentali e degli esami preparati in un mese. Sono stanca di provare a gestire la mia malattia senza farmaci, devi reprimere le emozioni perché ogni cosa può mandarti in un baratro da cui è difficile uscire. E tu non puoi finire nel baratro, non puoi perché devi tirare avanti, devi fare gli esami in tempo, sei una perfezionista e non puoi buttarti nel gelato e nei film drammatici. Devi mangiare sano, studiare tanto, correre più veloce, non fallire mai, non lasciarti mai andare, non fare la stupida a feste stupide. Quindi non fai ciò che vorresti perché hai paura che poi ti lasci solo il vuoto, perché poi vai in depressione e con la depressione perdi le forze, perdi te stessa, e quindi fallisci nei tuoi obblighi, e ciò non fa altro che aumentare la depressione.
Il perfezionismo si accompagna alla costante paura di smettere di essere così perfetta da un momento all altro. Alla paura di non arrivare mai a ciò che si vuole. Al Non apprezzare adeguatamente ciò che si ottiene. Perché un 29 non è un 30, perché 45kg non sono un peso ideale, perché un uscita non è mai abbastanza divertente.
È triste essere bipolare e perfezionista, e triste non vedere mai andare le cose come vorresti. È triste buttare soldi per vedersi ancora grassa e sgraziata. Combatto contro di me da troppi anni. Combatto contro i miei fantasmi, contro il passato, contro ciò che mi ha resa così come sono ora.
Quindi le giornate le passo a studiare e a consumare sigarette, caffè, pasticche eccitanti, qui, in una buia stanza, reperimendo ogni emozione che può sballate il mio umore di merDa.
A volte sei depressa e non vuoi fare niente. A volte sei dio e non riesci a fare niente anche se vorresti fare tutto.
Il perfezionismo si accompagna alla costante paura di smettere di essere così perfetta da un momento all altro. Alla paura di non arrivare mai a ciò che si vuole. Al Non apprezzare adeguatamente ciò che si ottiene. Perché un 29 non è un 30, perché 45kg non sono un peso ideale, perché un uscita non è mai abbastanza divertente.
È triste essere bipolare e perfezionista, e triste non vedere mai andare le cose come vorresti. È triste buttare soldi per vedersi ancora grassa e sgraziata. Combatto contro di me da troppi anni. Combatto contro i miei fantasmi, contro il passato, contro ciò che mi ha resa così come sono ora.
Quindi le giornate le passo a studiare e a consumare sigarette, caffè, pasticche eccitanti, qui, in una buia stanza, reperimendo ogni emozione che può sballate il mio umore di merDa.
A volte sei depressa e non vuoi fare niente. A volte sei dio e non riesci a fare niente anche se vorresti fare tutto.
giovedì 24 dicembre 2015
Qui l'aria è malsana, sa di respiri faticosi, sa di un mare di sigarette accese per calmare l'ansia, sa di parole lette sui libri, di cose che non ho e che non avrò mai. No, perché io non sono poi così speciale. Non vado poi così bene agli esami, non sono poi così avanti, non sono interessante e non sono carina. Sembrano dei deliri da 12enne, perché forse non sono mai cresciuta, perché forse non mi hanno mai fatto crescere. ho le paura di una bambina, le crisi di una bambina. E cosa serve per farmele passare?
Non serve l'iimpegno, non serve la fortuna, non serve uno psicologo.
Non capisco più niente. Cosa ho? Cosa mi manca? Cosa sono?
Partiamo dall'inizio, da quando andare a scuola era una tortura, da quando odiavo aprire i libri, da quando non avevo amici, da quando avevo 20kg in più, da quando mangiavo 2 cornetti di nascosto nel bagno della scuola, da quando tornavo a casa e saltavo i pasti, da quando ho visto gli altri come nemici, da quando odiavo la mia famiglia, da quando mi chiudevo nel cessò a piangere, da quando tornavo da scuola e mi tagliavo.
Poi l'universita; i primi amici, la mentalità che cambia, i primi sbalzi d'umore, le solite prese in culo, le diete, gli alcolici, gli antidepressivi, il primo amore, i primi voti buoni, le prime uscite, le crisi di ansia che avevo già dalle prime delusioni.
Non sono più una obesa pigra e rassegnanta, non sono più dipendente dalle circostanze. Ma sono sempre piena di sfiga. Ora sono il contrario, perfezionista, ossessiva, maniacale, lasciata andare, senza voglia di far niente.
Oggi pensavo ad A. E chissà perché non posso mai essere ricambiata da chi mi ruba il cuore. Non posso più dare la colpa al mio peso, ora la colpa è solo della sfiga. Del fatto che non sono nata diversa, dal fatto che sono io. Ma alla fine dovevo aspettarmelo, come me lo aspettavo anni fa. Mi ero abituata. Ora devo farci nuovamente l'al'abitudine.
Perché faccio sforzi immensi, per avere il solito mare di niente. Vorrei solo una pausa dalla vita. Vorrei solo dei sonniferi PEr svegliarmi rilassata tra qualche mese.
Non serve l'iimpegno, non serve la fortuna, non serve uno psicologo.
Non capisco più niente. Cosa ho? Cosa mi manca? Cosa sono?
Partiamo dall'inizio, da quando andare a scuola era una tortura, da quando odiavo aprire i libri, da quando non avevo amici, da quando avevo 20kg in più, da quando mangiavo 2 cornetti di nascosto nel bagno della scuola, da quando tornavo a casa e saltavo i pasti, da quando ho visto gli altri come nemici, da quando odiavo la mia famiglia, da quando mi chiudevo nel cessò a piangere, da quando tornavo da scuola e mi tagliavo.
Poi l'universita; i primi amici, la mentalità che cambia, i primi sbalzi d'umore, le solite prese in culo, le diete, gli alcolici, gli antidepressivi, il primo amore, i primi voti buoni, le prime uscite, le crisi di ansia che avevo già dalle prime delusioni.
Non sono più una obesa pigra e rassegnanta, non sono più dipendente dalle circostanze. Ma sono sempre piena di sfiga. Ora sono il contrario, perfezionista, ossessiva, maniacale, lasciata andare, senza voglia di far niente.
Oggi pensavo ad A. E chissà perché non posso mai essere ricambiata da chi mi ruba il cuore. Non posso più dare la colpa al mio peso, ora la colpa è solo della sfiga. Del fatto che non sono nata diversa, dal fatto che sono io. Ma alla fine dovevo aspettarmelo, come me lo aspettavo anni fa. Mi ero abituata. Ora devo farci nuovamente l'al'abitudine.
Perché faccio sforzi immensi, per avere il solito mare di niente. Vorrei solo una pausa dalla vita. Vorrei solo dei sonniferi PEr svegliarmi rilassata tra qualche mese.
lunedì 21 dicembre 2015
vorrei ricordarmi ogni secondo quanto è sbagliato farsi film mentali.
Mi sento sola e vuota, più passa il tempo e più sto male. Odio tutto ciò che mi circonda, sono stanca di fare esami, esami che non portano a nulla, voti che un giorno saranno dimenticati.
È evidente che qualcosa mi manca. Non so di preciso cosa, ma so che sono nata nel posto sbagliato.Non so cosa penso, cosa faccio, non sopporto più le voci di nessuno. Sono passati anni, ma non è cambiato un cazzo. Le mie fobie si sino amplificate.
ciò che potrebbe farmi star bene ovviamente va male.
domenica 20 dicembre 2015
Pensavo, in tuti questi anni ho maturato una grande fobia verso l'altro sesso. Non ci sono ragioni, o forse si, forse il contatto con i compagni di classe, con tutti i maschi che ho conosciuto, con la loro mentalità stupida, o con il semplice fatto di non provare un interesse nei loro confronti, con il fatto che non ero assolutamente il tipo di ragazza con cui ci avrebbe provato uno di loro... erano grezzi, cafoni, cattivi, provocatori, non li ho mai sopportati. Poi anche gli atteggiamenti del mio ex e il fatto di non sentirmi a mio agio con lui In certi momenti. Ho attraversato anche una fase in cui credevo di non essere davvero attratta da uomini.
Quando è stato il momento in cui qualcosa è cambiato? Quando ho conosciuto quelli gentili, seri, sensibili e disadattati. Quando ho conosciuto A. ed ora, che ho conosciuto M.
Forse sono solo attratta da gente come me, non era un problema relazionale, era che mi rapportavo con le persone sbagliate. È che ora ho capito che non sono tutti così. E poi, contrariamente ai luoghi comuni, i veri signori non hanno la giacca e la cravatta, non sono vestiti bene, non hanno macchine costose.
I veri signori ne hanno passate tante, hanno i piedi per terra, non fanno l'universita e non indossano camicie e scarpe eleganti. loro mi guardano con occhi diversi dal resto del mondo, e io ci sto bene. A quanto pare sono anche io normale, dovevo solo trovare le persone giuste.
Quando è stato il momento in cui qualcosa è cambiato? Quando ho conosciuto quelli gentili, seri, sensibili e disadattati. Quando ho conosciuto A. ed ora, che ho conosciuto M.
Forse sono solo attratta da gente come me, non era un problema relazionale, era che mi rapportavo con le persone sbagliate. È che ora ho capito che non sono tutti così. E poi, contrariamente ai luoghi comuni, i veri signori non hanno la giacca e la cravatta, non sono vestiti bene, non hanno macchine costose.
I veri signori ne hanno passate tante, hanno i piedi per terra, non fanno l'universita e non indossano camicie e scarpe eleganti. loro mi guardano con occhi diversi dal resto del mondo, e io ci sto bene. A quanto pare sono anche io normale, dovevo solo trovare le persone giuste.
mercoledì 16 dicembre 2015
Basta film mentali. Ho sbagliato io, ancora una volta, ciò che è successo è stato uno scherzo della mia mente, ma perché la mia mente mi fa ciò? Per cio che sono stata e per ciò che sono ora.
ciò che detesto è ciò che mi ha stomacata in passato. Cio che non voglio conoscere è frutto di un trauma passato. Ciò che ricerco è ciò che si differenzia da ciò che odio.
Ho ancora la convinzione che il nostro aspetto fisico sia influenzato da ciò che siamo dentro. Ho preso una sua foto, occhi spenti, tristi, sguardo dolce, testa coperta da un cappuccio di felpa. è stato vedendo quella foto che ho capito che potevo uscire con lui.
Ma sto divagando adesso. E se lui, così com'è fosse stato uno dei tanti? Non credo me ne sarei innamorata.
In fondo la più grande cazzata che racconto a chiunque e a me stessa è questa: che io non trovo nessuno perché non mi piace nessuno. Ma se non mi piace nessuno non è certo perché cerco l'impossibile. Cerco solo qualcuno da capire con uno sguardo. Uno sguardo e so chi è. Sembra follia. Sono più attratta da una personalità dilagante che da ciò che vedo con i miei occhi.
frequento solo i posti sbagliati. Non è in queste facoltà per sfigati paesani che troverò un battito in sincronia con il mio. Cosa ne sanno questi ragazzini vuoti, Cosa ne sanno quando la loro preoccupazione massima è quella di essere venuti male in foto. Cosa ne sanno se spendono tutti i loro soldi per andare in localini tristi a ballare musica triste e a bere in bottiglie del cazzo da fotografare.
Anche simo se ne va, forse andrà via anche Alex un giorno. I miei amici disadattati, loro che mi hanno regalato un sorriso. Loro che mi hanno cercata quando nessuno lo faceva, loro che mi hanno capita. La distanza è sempre una brutta cosa... soprattutto quando prende chi vorresti sempre al tuo fianco.
ciò che detesto è ciò che mi ha stomacata in passato. Cio che non voglio conoscere è frutto di un trauma passato. Ciò che ricerco è ciò che si differenzia da ciò che odio.
Ho ancora la convinzione che il nostro aspetto fisico sia influenzato da ciò che siamo dentro. Ho preso una sua foto, occhi spenti, tristi, sguardo dolce, testa coperta da un cappuccio di felpa. è stato vedendo quella foto che ho capito che potevo uscire con lui.
Ma sto divagando adesso. E se lui, così com'è fosse stato uno dei tanti? Non credo me ne sarei innamorata.
In fondo la più grande cazzata che racconto a chiunque e a me stessa è questa: che io non trovo nessuno perché non mi piace nessuno. Ma se non mi piace nessuno non è certo perché cerco l'impossibile. Cerco solo qualcuno da capire con uno sguardo. Uno sguardo e so chi è. Sembra follia. Sono più attratta da una personalità dilagante che da ciò che vedo con i miei occhi.
frequento solo i posti sbagliati. Non è in queste facoltà per sfigati paesani che troverò un battito in sincronia con il mio. Cosa ne sanno questi ragazzini vuoti, Cosa ne sanno quando la loro preoccupazione massima è quella di essere venuti male in foto. Cosa ne sanno se spendono tutti i loro soldi per andare in localini tristi a ballare musica triste e a bere in bottiglie del cazzo da fotografare.
Anche simo se ne va, forse andrà via anche Alex un giorno. I miei amici disadattati, loro che mi hanno regalato un sorriso. Loro che mi hanno cercata quando nessuno lo faceva, loro che mi hanno capita. La distanza è sempre una brutta cosa... soprattutto quando prende chi vorresti sempre al tuo fianco.
martedì 15 dicembre 2015
Forse esiste un modo per uscirne, limitare il mio peefezionismo ossessivo. Sono così da quando sono diventata una perfezionista. Da quando ha iniziato ad importarmi di essere magra, di prendere sempre 30, di avere le sopracciglia perfettamente simmetriche, di essere la migliore, sempre, di riuscire in tutto ciò che faccio, di finire ogni esame in tempo, di andare avanti correndo.
Ma forse qualcosa si può fare prima di cadere nel limbo per sempre.
Ma forse qualcosa si può fare prima di cadere nel limbo per sempre.
domenica 13 dicembre 2015
Ormai non sopporto più le delusioni, sono più di 20 anni che vivo a delusioni, che mi nutro di delusioni, è diventato un meccanismo ripetuto, uno strazio. È un po come quando fumi per anni, 20-30-40 anni, inizialmente non succede niente, poi cominci ad avere la nausea, i denti gialli, la tosse, non riesci più a fare sforzi, ti ammali. Fino a che anche l'aria inquinata ti porta ad una riacutizzazione, fino a che non riesci più nemmeno a salire una rampa di scale o ad uscire indenne da un banale raffreddore.
Va così.
Ho sopportato le prese in giro per il mio peso, mi sono distrutta con diete e corsa, tutt'ora non ho il concetto di "shopping terapeutico", perché è così, non potevo vestirmi bene prima perché non mi stava nulla bene, ora sono come un povero che diventa ricco di botto, un ricco che non sa cosa farsene di tutti quei soldi. Comprare vestiti era uno stress prima e continua ad esserlo.
Ho sopportato gli scherzi di cattivo gusto, lo stress della scuola, un inferno. Si, quelli che dovevano essere gli anni più belli sono stati solo un inferno. Così, anziché arrivare rilassata all'universita, prepararmi ad affrontare la vita, sono arriva con i nervi a pezzi. Troppo a pezzi per affrontare la vita.
Ho sopportato chi mi ha fatto sentire la merda della merda, la mia famiglia in primis. Ho sopportato ogni cosa.
Ora non ne posso più. basta delusioni, basta tutto.
Sono bipolare e basta poco per affondarmi o farmi arrivare troppo su, per poi cadere e farmi male.
Sono stanca di tutto. Voglio solo la vita dei miei colleghi, semplice. Fare esami, senza arrivare distrutta, senza mangiarmi le mani fino a sanguinare, senza soffrire di tricotillomania. Uscire la sera senza scocciarmi. Avere amici con cui passare serate interessanti. Avere un fidanzato con cui studiare o semplicemente da vedere la sera quando esce dal lavoro. fare shopping senza che sia uno stress, mangiare e bere senza sensi di colpa.
basta mangiare fuori e vomitare, basta a chi mi dice di no o peggio, a chi mi illude per poi manifestare il proprio disinteresse, basta a chi mi pugnala alle spalle, basta alle relazioni fatte di spintoni e schiaffi, basta alla mia famiglia che mi fa pressioni, che mi limita e mi manipola. Basta all'ansia che mi mette la gente che vedo. Basta ai cafoni che sopprimono la mia libido, basta tormenti. Non ne posso più :(
Riguardo a te, te di cui parlo in tutti i miei post, te che hai distrutto il mio già piccolo e debole cuore senza ritegno, senza contegno, te che vivi così lontano per non vedermi e non sentirmi ma abbastanza vicino per usarmi, te che mi avevi ridato una speranza, te che hai fatto andare talmente su il mio umore che ora, cadendo, mi sono fatta molto male, te che sei solo uno dei tanti stronzi che mi hanno portato dove sono.... LO SO BENISSIMO CHE LEGGI OGNI MIO POST, LO SO CHE MI SEGUI.
ora rileggi attentamente ogni mia parola, ogni riga e spero ti vengano i sensi di colpa, perché si, sei una merda. Potevi mettere le cose in chiaro da subito, potevi dirmi subito che non te ne fregava un cazzo di me, potevi giustificati anche con un "mi fai vagare stronza sfigata, io sono troppo per te che non vali un cazzo" ma cazzo, potevi dirmi subito che per te ero un passatempo, che volevi dimenticarti la tua ex, che ero una della tua collezione. Un grande vaffanculo anche a te!
Va così.
Ho sopportato le prese in giro per il mio peso, mi sono distrutta con diete e corsa, tutt'ora non ho il concetto di "shopping terapeutico", perché è così, non potevo vestirmi bene prima perché non mi stava nulla bene, ora sono come un povero che diventa ricco di botto, un ricco che non sa cosa farsene di tutti quei soldi. Comprare vestiti era uno stress prima e continua ad esserlo.
Ho sopportato gli scherzi di cattivo gusto, lo stress della scuola, un inferno. Si, quelli che dovevano essere gli anni più belli sono stati solo un inferno. Così, anziché arrivare rilassata all'universita, prepararmi ad affrontare la vita, sono arriva con i nervi a pezzi. Troppo a pezzi per affrontare la vita.
Ho sopportato chi mi ha fatto sentire la merda della merda, la mia famiglia in primis. Ho sopportato ogni cosa.
Ora non ne posso più. basta delusioni, basta tutto.
Sono bipolare e basta poco per affondarmi o farmi arrivare troppo su, per poi cadere e farmi male.
Sono stanca di tutto. Voglio solo la vita dei miei colleghi, semplice. Fare esami, senza arrivare distrutta, senza mangiarmi le mani fino a sanguinare, senza soffrire di tricotillomania. Uscire la sera senza scocciarmi. Avere amici con cui passare serate interessanti. Avere un fidanzato con cui studiare o semplicemente da vedere la sera quando esce dal lavoro. fare shopping senza che sia uno stress, mangiare e bere senza sensi di colpa.
basta mangiare fuori e vomitare, basta a chi mi dice di no o peggio, a chi mi illude per poi manifestare il proprio disinteresse, basta a chi mi pugnala alle spalle, basta alle relazioni fatte di spintoni e schiaffi, basta alla mia famiglia che mi fa pressioni, che mi limita e mi manipola. Basta all'ansia che mi mette la gente che vedo. Basta ai cafoni che sopprimono la mia libido, basta tormenti. Non ne posso più :(
Riguardo a te, te di cui parlo in tutti i miei post, te che hai distrutto il mio già piccolo e debole cuore senza ritegno, senza contegno, te che vivi così lontano per non vedermi e non sentirmi ma abbastanza vicino per usarmi, te che mi avevi ridato una speranza, te che hai fatto andare talmente su il mio umore che ora, cadendo, mi sono fatta molto male, te che sei solo uno dei tanti stronzi che mi hanno portato dove sono.... LO SO BENISSIMO CHE LEGGI OGNI MIO POST, LO SO CHE MI SEGUI.
ora rileggi attentamente ogni mia parola, ogni riga e spero ti vengano i sensi di colpa, perché si, sei una merda. Potevi mettere le cose in chiaro da subito, potevi dirmi subito che non te ne fregava un cazzo di me, potevi giustificati anche con un "mi fai vagare stronza sfigata, io sono troppo per te che non vali un cazzo" ma cazzo, potevi dirmi subito che per te ero un passatempo, che volevi dimenticarti la tua ex, che ero una della tua collezione. Un grande vaffanculo anche a te!
sabato 12 dicembre 2015
Vorrei qualcuno depresso come me da abbracciare, come la mia migliore amica del passato, di quando andavo a scuola, che poi si è rivelata una strOnza, ma con cui ho anche pianto insieme. Veniva a trovarmi quando stavo male, senza che glielo chiedessi, rallegrava le mie giornate di merda che passavo a scuola. Quando era tutto uno schifo ci mandavano messaggi e mi faceva sorridere. Aspettavo finissero quelle 5 ore di merda a scuola perché tanto nel pomeriggio avrei visto lei e sarebbe passato tutto. Era bello quando eravamo solo noi, prima che si mettesse in mezzo il suo ragazzo.
era bello quando sapevo che avrei cambiato città e sarei andata all'universita, non avrei più rivisto quelle facce che odiavo.
Un buco nell'ac qua, perché dopo qualche anno di università sei Di nuovo punto e a capo.
Sola, senza una famiglia su cui contare, senza veri amici, senza un fidanzato.
Simo dice che dovrei trovarmi uno psico. Ma a che servirebbe? Ormai è andata. Sono così ed è così che voglio essere. Voglio quello che voglio. Sono insoddisfatta. Ci sono tante cose che non ho, poi puntualmente vedo i miei colleghi e allora mi viene da piangere. Loro sono felici, sono in regola con gli esami, tirano avanti, non hanno sbalzi d'umore, non vomitano se mangiano troppo, nessuno gli fa pesare se sono grassi, vestono bene, sono a loro agio in un pub o in mezzo alla gente. Non hanno paura della folla. Hanno il loro fidanzatocon cui studiare, che puntualmente piace a tutta la famiglia, vanno in vacanza insieme senza che la loro madre si preoccupi del fatto che dormiranno insieme.
Io sono qui e nemmeno il cane mi vuole bene. I miei e le loro cattiverie, i libri che non si studiano da soli, combattere contro il vuoto per andare avanti, fare qualche esame, prendere un voTo mai abbastanza alto.
Piango, ho un nodo in gola.
Mi manca l'aria, mi manca tutto.
Devo avere qualcosa di terribilmente sbagliato. Perché nessuno ammette che ho solo tanta sfiga? La colpa non è mia, non è degli altri, e solo sfiga.
potevo innamorarmi di Alessio, Gentile, disponibile, messaggi su messaggi, vive a soli 5 minuti di macchina. Invece no! Ho scelto lo stronzo che vive lontano, troppo lontano, che non risponde ai messaggi, che mo fa fare 400 km per pOi darmi quasi buca, lasciarmi in una città deserta a piangere, presentarsi la notte come se niente fosse, darmi buca il giorno dopo Dimenticandosi di me.
È sfiga quando ho studiato tutto e mi chiedono ciò che non so. È sfiga tutto.
Anche il mio ex che decide di tradirmi davanti ai Miei occhi. Anche le serate che passavamo a litigare e tirarci schiaffi al posto di stare come le persone normali.
era bello quando sapevo che avrei cambiato città e sarei andata all'universita, non avrei più rivisto quelle facce che odiavo.
Un buco nell'ac qua, perché dopo qualche anno di università sei Di nuovo punto e a capo.
Sola, senza una famiglia su cui contare, senza veri amici, senza un fidanzato.
Simo dice che dovrei trovarmi uno psico. Ma a che servirebbe? Ormai è andata. Sono così ed è così che voglio essere. Voglio quello che voglio. Sono insoddisfatta. Ci sono tante cose che non ho, poi puntualmente vedo i miei colleghi e allora mi viene da piangere. Loro sono felici, sono in regola con gli esami, tirano avanti, non hanno sbalzi d'umore, non vomitano se mangiano troppo, nessuno gli fa pesare se sono grassi, vestono bene, sono a loro agio in un pub o in mezzo alla gente. Non hanno paura della folla. Hanno il loro fidanzatocon cui studiare, che puntualmente piace a tutta la famiglia, vanno in vacanza insieme senza che la loro madre si preoccupi del fatto che dormiranno insieme.
Io sono qui e nemmeno il cane mi vuole bene. I miei e le loro cattiverie, i libri che non si studiano da soli, combattere contro il vuoto per andare avanti, fare qualche esame, prendere un voTo mai abbastanza alto.
Piango, ho un nodo in gola.
Mi manca l'aria, mi manca tutto.
Devo avere qualcosa di terribilmente sbagliato. Perché nessuno ammette che ho solo tanta sfiga? La colpa non è mia, non è degli altri, e solo sfiga.
potevo innamorarmi di Alessio, Gentile, disponibile, messaggi su messaggi, vive a soli 5 minuti di macchina. Invece no! Ho scelto lo stronzo che vive lontano, troppo lontano, che non risponde ai messaggi, che mo fa fare 400 km per pOi darmi quasi buca, lasciarmi in una città deserta a piangere, presentarsi la notte come se niente fosse, darmi buca il giorno dopo Dimenticandosi di me.
È sfiga quando ho studiato tutto e mi chiedono ciò che non so. È sfiga tutto.
Anche il mio ex che decide di tradirmi davanti ai Miei occhi. Anche le serate che passavamo a litigare e tirarci schiaffi al posto di stare come le persone normali.
Mi trattano tutti male, anche mia madre quando dice certe cattiverie. Dopo una conversazione con lei mi vien sempre l'istinto di tagliarmi e va così da quando avevo 14 anni.
Ho questo rapporto di amore odio.
Sono legata ma non li sopporto.
Me le ricordo ancora tutte le cattiverie che mi han fatto e che mi han detto.
Il terrorismo psicologico, il buttarmi a terra, il dare sempre la colpa a me per tutto. ora si incazzano anche perché non credo in me stessa, se non mi alzo per fare l'esame non credo in me stessa se frequento uno brutto non credo in me stessa, se frequento uno che non ha 10 premi Nobel non credo in me stessa, se la mia amica è una zoccola non credo in me stessa.
forse andrebbe ben farsi qualche domanda ogni tanto. Se i primi a farmi terrorismo psicologico siete voi, cosa volete?
Se mi dite che non sono mai abbastanza brava, se mi avete fatto abbuffare quando ero già obesa, se mi dite che il mio ragazzo mi tradirá, se mi dite che vesto male, che faccio schifo, che ho una faccia oscena quando piango, che sono debole, che sono un peso, che sono un errore, cosa volete?
E i vostri regali di merda teneteveli, tanto con o senza faccio schifo lo stesso.
E un grande vaffanculo anche a mio fratello, lui che si crede dio, lui che vuol dirmi cosa è giusto e cosa è sbagliato, lui che spara a zero su tutto, lui che era il primo a chiamarmi "obesa di merda"
Ho questo rapporto di amore odio.
Sono legata ma non li sopporto.
Me le ricordo ancora tutte le cattiverie che mi han fatto e che mi han detto.
Il terrorismo psicologico, il buttarmi a terra, il dare sempre la colpa a me per tutto. ora si incazzano anche perché non credo in me stessa, se non mi alzo per fare l'esame non credo in me stessa se frequento uno brutto non credo in me stessa, se frequento uno che non ha 10 premi Nobel non credo in me stessa, se la mia amica è una zoccola non credo in me stessa.
forse andrebbe ben farsi qualche domanda ogni tanto. Se i primi a farmi terrorismo psicologico siete voi, cosa volete?
Se mi dite che non sono mai abbastanza brava, se mi avete fatto abbuffare quando ero già obesa, se mi dite che il mio ragazzo mi tradirá, se mi dite che vesto male, che faccio schifo, che ho una faccia oscena quando piango, che sono debole, che sono un peso, che sono un errore, cosa volete?
E i vostri regali di merda teneteveli, tanto con o senza faccio schifo lo stesso.
E un grande vaffanculo anche a mio fratello, lui che si crede dio, lui che vuol dirmi cosa è giusto e cosa è sbagliato, lui che spara a zero su tutto, lui che era il primo a chiamarmi "obesa di merda"
venerdì 11 dicembre 2015
Ho bisogno di una pausa dalla vita.
Viene qui, dimmi che verrai, poi portami con te o non andare più via. Abbracciami, dimmi che mi posso fidare, ti direi tutto ciò che non sai di te. Togli via le mie ansie, dimmi che so sarai per sempre, togli via il cattivo umore, ripetimi che ci sarai per sempre. Portami via da qui almeno per un po.
Vorrei staccare per tornare. Vorrei abbracciare qualcuno mentre dormo, vorrei aspettarti tutti i giorni tornare dal tuo lavoro. Vorrei stare sul tuo divano a studiare mentre tu non ci sei, aspettando il tuo ritorno. Vorrei che mi portassi in giro, perché si sa, quando devo guidare ho sempre tanta ansia, quando vedo gente voglio scappare, quando non sono in buona compagnia mi chiedo che me l'ha fatta fare.
Vorrei prendere i tuoi vestiti mentre non ci sei ed indossarli, per sentirmi più sicura, per sentire il tuo abbraccio e il tuo profumo. Voglio te che mi prendi in braccio e mi poggi sul divano. Voglio le tue mani sui miei capelli, voglio che mi sistemi i capelli con le tue mani per farmi venire bene in foto.
Voglio che vieni a darmi un bacino la mattina quando ho il trucco della Sera prima su tutta la faccia e i capelli scombinati, come Dopo la nostra prima sera insieme.
Dai, torna da me.
Viene qui, dimmi che verrai, poi portami con te o non andare più via. Abbracciami, dimmi che mi posso fidare, ti direi tutto ciò che non sai di te. Togli via le mie ansie, dimmi che so sarai per sempre, togli via il cattivo umore, ripetimi che ci sarai per sempre. Portami via da qui almeno per un po.
Vorrei staccare per tornare. Vorrei abbracciare qualcuno mentre dormo, vorrei aspettarti tutti i giorni tornare dal tuo lavoro. Vorrei stare sul tuo divano a studiare mentre tu non ci sei, aspettando il tuo ritorno. Vorrei che mi portassi in giro, perché si sa, quando devo guidare ho sempre tanta ansia, quando vedo gente voglio scappare, quando non sono in buona compagnia mi chiedo che me l'ha fatta fare.
Vorrei prendere i tuoi vestiti mentre non ci sei ed indossarli, per sentirmi più sicura, per sentire il tuo abbraccio e il tuo profumo. Voglio te che mi prendi in braccio e mi poggi sul divano. Voglio le tue mani sui miei capelli, voglio che mi sistemi i capelli con le tue mani per farmi venire bene in foto.
Voglio che vieni a darmi un bacino la mattina quando ho il trucco della Sera prima su tutta la faccia e i capelli scombinati, come Dopo la nostra prima sera insieme.
Dai, torna da me.
giovedì 10 dicembre 2015
Non va non va non va.
Seppur con minore frequenza sto continuando a tagliarmi, poi in certi momenti non ce la faccio più, butto fuori tutta l'aria che ho nei polmoni e piango, e poi non riesco a fermarmi.
non ho voglia di rispondere ai messaggi e li cancello. SBotto. Mi manca qualcosa, mi manca il respiro, mi manca un abbraccio.
Riuscivo a tirare avanti quando c'era chi mi abbracciava.
ora ci vorrebbero le parole di mio padre, si, mi sembra quasi di sentirlo, "io ti mantengo all'universita e tu ti tagli? Secondo me hai paura del buio, secondo me hai paura di tutto, dovresti essere ricoverata"
No, la verità è che non ho il loro supporto. Sono un peso, una piaga, una merdina, una disagiata, una figlia malata, un po come se non sapessi parlare e fossi attaccata ad un respiratore. Ma io sto bene. Forse non abbastanza, ma in fondo non sono malata.
Tutto questo schifo si poteva evitare. Potevo rispettare i tempi, potevo studiare quando avrei dovuto, potevo farmi una vita quando avrei dovuto, potevo vivere al posto di rimanere congelata tutti questi anni. Potevo avere degli amici, potevo avere un fidanzato, potevo aprire un libro, potevo imparare a vestirmi.
Sono un ripeto, lo sono un po per tutti. Per i miei sono la figlia che hanno avuto e che devono tenersi, per qualche altro stronzo sono una con cui uscire solo perché la ragazza lo ha tradito, per qualcuno sono quella a cui chiedere un passaggio. È così.
Ma alla fine, perché continuo a sentirmi vuota? Perché continuo a tagliarmi? Perché continuo con questo finto perfezionismo? Perché esco con gente che non mi interessa e a cui io non interesso? Perché nemmeno questa merda di cane a cui do l'anima mi vuole bene????
Perché non sono come tutti? Perché non ho la vita di tutti? Perché non me ne va bene una?
Forse farei bene a non vedere nessuno per un po, perché incontrare qualcuno e parlare mi fa soffocare.
Seppur con minore frequenza sto continuando a tagliarmi, poi in certi momenti non ce la faccio più, butto fuori tutta l'aria che ho nei polmoni e piango, e poi non riesco a fermarmi.
non ho voglia di rispondere ai messaggi e li cancello. SBotto. Mi manca qualcosa, mi manca il respiro, mi manca un abbraccio.
Riuscivo a tirare avanti quando c'era chi mi abbracciava.
ora ci vorrebbero le parole di mio padre, si, mi sembra quasi di sentirlo, "io ti mantengo all'universita e tu ti tagli? Secondo me hai paura del buio, secondo me hai paura di tutto, dovresti essere ricoverata"
No, la verità è che non ho il loro supporto. Sono un peso, una piaga, una merdina, una disagiata, una figlia malata, un po come se non sapessi parlare e fossi attaccata ad un respiratore. Ma io sto bene. Forse non abbastanza, ma in fondo non sono malata.
Tutto questo schifo si poteva evitare. Potevo rispettare i tempi, potevo studiare quando avrei dovuto, potevo farmi una vita quando avrei dovuto, potevo vivere al posto di rimanere congelata tutti questi anni. Potevo avere degli amici, potevo avere un fidanzato, potevo aprire un libro, potevo imparare a vestirmi.
Sono un ripeto, lo sono un po per tutti. Per i miei sono la figlia che hanno avuto e che devono tenersi, per qualche altro stronzo sono una con cui uscire solo perché la ragazza lo ha tradito, per qualcuno sono quella a cui chiedere un passaggio. È così.
Ma alla fine, perché continuo a sentirmi vuota? Perché continuo a tagliarmi? Perché continuo con questo finto perfezionismo? Perché esco con gente che non mi interessa e a cui io non interesso? Perché nemmeno questa merda di cane a cui do l'anima mi vuole bene????
Perché non sono come tutti? Perché non ho la vita di tutti? Perché non me ne va bene una?
Forse farei bene a non vedere nessuno per un po, perché incontrare qualcuno e parlare mi fa soffocare.
mercoledì 9 dicembre 2015
L'ultima volta che ho avuto una crisi del genere dovevo ancora iscrivermi all'università. È successo più di 5 anni fa. Poi zero. Ora di nuovo. Non imparo mai un cazzo, mi lascio uccidere da cose che mi cerco io. Mi sento nuovamente sbagliata, inutile, sfigata, non all'altezza. Sempre di serie B. Alla fine è questo che ll'esperienza ti insegna.
Chissà come sarebbero ora le cose se quella sera fosse andata diversamente, se non avessimo rischiato la vita, se fossi tornata tranquillamente a casa mia, se non fossi uscita proprio.
Probabilmente sarebbe andato tutto liscio, io continuerei a prendere antidepressivi, ad aver bisogno degli ansiolitici per uscire e per guidare, a sentire il vuoto tra i polmoni quando mi sveglio, a guardarmi allo specchio e sentirmi malata e brutta. avrei continuato a studiare in maniera ossessiva per il gusto di non pensare, a mangiare e stare male, a sentirmi la merda della merDA, ad accumulare soldi per comprare ciò che vita non mi ha mai dato, a trovarmi in situazioni spiacevoli pur di arrivare dove voglio.
Adesso è andata così. Ho dimenticato il passato, mi sento quasi a mio agio, mi vedo carina, sono rilassata, non ho più paura di uscire, non prendo più farmaci, riesco a parlare con la gente, a sopportare gli impegni, a guidare per lunghe distanze.
Forse è solo per questo che ho dovuto conoscerlo. O forse solo per star male un altro po. Per capire che le cose non finiscono quando credi che sia la fine, per capire che quando sei nel limbo senza vita un evento inaspettato cambia tutto. Li la mia vita stava cambiando per sempre, sono quasi morta, ma forse dovevo rischiare la vita per apprezzarla e ricominciare a vivere.
è stata come una metafora reale, morire e ricominciare a vivere, via i vecchi pensieri, via il corpo brutto che avevo quando ero una sfigata che andava a scuola; via le ansie, via tutto. Ora però sono morta di nuovo.
Probabilmente sarebbe andato tutto liscio, io continuerei a prendere antidepressivi, ad aver bisogno degli ansiolitici per uscire e per guidare, a sentire il vuoto tra i polmoni quando mi sveglio, a guardarmi allo specchio e sentirmi malata e brutta. avrei continuato a studiare in maniera ossessiva per il gusto di non pensare, a mangiare e stare male, a sentirmi la merda della merDA, ad accumulare soldi per comprare ciò che vita non mi ha mai dato, a trovarmi in situazioni spiacevoli pur di arrivare dove voglio.
Adesso è andata così. Ho dimenticato il passato, mi sento quasi a mio agio, mi vedo carina, sono rilassata, non ho più paura di uscire, non prendo più farmaci, riesco a parlare con la gente, a sopportare gli impegni, a guidare per lunghe distanze.
Forse è solo per questo che ho dovuto conoscerlo. O forse solo per star male un altro po. Per capire che le cose non finiscono quando credi che sia la fine, per capire che quando sei nel limbo senza vita un evento inaspettato cambia tutto. Li la mia vita stava cambiando per sempre, sono quasi morta, ma forse dovevo rischiare la vita per apprezzarla e ricominciare a vivere.
è stata come una metafora reale, morire e ricominciare a vivere, via i vecchi pensieri, via il corpo brutto che avevo quando ero una sfigata che andava a scuola; via le ansie, via tutto. Ora però sono morta di nuovo.
sabato 5 dicembre 2015
A certe cose non ci si abitua mai, non mi sono mai abituata a studiare, mmai a stare con gli altri, mai a controllare il mio umore... ma soprattutto non mi sono mai abituata alle delusioni, ora ho paura di tutto, di uscire, di fare esami. C'eC'è questo perfezionismo che mi schiaccia.
C'è che dovevo aspettarmi che non avrei trovato l'amore sbattendo contro un muro e risvegliandomi in ospedale.
Alcuni amori ti distruggono il cuore, altri anche la faccia.
Persone strane si trovano in situazioni strane che si sono cercate da se. Non capisco, non lo capisco, non so cosa vuole, cosa fa, cosa pensa, è come me. Dovremmo fare pace con noi stessi.
C'è che dovevo aspettarmi che non avrei trovato l'amore sbattendo contro un muro e risvegliandomi in ospedale.
Alcuni amori ti distruggono il cuore, altri anche la faccia.
Persone strane si trovano in situazioni strane che si sono cercate da se. Non capisco, non lo capisco, non so cosa vuole, cosa fa, cosa pensa, è come me. Dovremmo fare pace con noi stessi.
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