Mi sento sbagliata, da che ho memoria. Me lo hanno messo in testa mamma e papà, dicevano cosa dovevo dire, cosa dovevo pensare, come mi dovevo comportare, come mi dovevo vestire, cosa avrei dovuto fare nella mia vita.
Quando dicevano nero e io ero nero o al limite grigio, ecco che invece doveva essere bianco. Allora ti davi al bianco, ma non andava più bene, era di nuovo nero. Poi la confusione. Cosa sono? Cosa voglio? Perché non vado bene così?
Ma mamma e papà erano un problema marginale. Mamma voleva che i miei capelli fossero in ordine, ma se anche lo fossero stati, il problema era il peso, il corpo. Cosa te ne fai dei capelli in ordine se ti chiamano tutti grassa, obesa, brutta, cicciona e simili. Sembravano essere tutti miei nemici, compresi mamma e papà, che continuavano a dirmi di crescere e di preoccuparmi delle cose serie. Ma quali sono le cose serie quando non hai più di 14 anni? Pressioni su pressioni, sé non ero considerata stupida ero considerata brutta, o negligente, o ribelle.
Ma sentirsi sbagliati a non più di 14 anni è una cosa normale, passa nel tempo, soprattutto se poi trovi la tua strada e scegli quella che vuoi sia la tua vita, nel mio caso, avevo le idee chiare e mi ero detta che mi sarei impegnata.
poi però è sempre lo stesso film, visto e rivisto, mi ero abituata, ma ogni tanto la vita mi prendeva nuovamente per il culo.
lunedì 21 settembre 2015
Mi disse "ogni tanto anche io sorrido"
una sola frase che ha fatto sorridere anche me.
Chissà perché scelgo sempre le cose più difficili, forse sono loro che scelgono me, potevo scegliere un corso di studi più facile, un amore più facile, una vita più facile, ma mi ritrovo così.
Sento un forte vuoto, una forte mancanza... la sua. Avevo trovato qualcuno davvero come me, come me, non una finta.
avevo già avuto la fortuna di conoscerlo, non poteva andarmi bene una seconda volta, non avevo la quantità giusta di fortuna per poterlo avere vicino a me o per poter iniziare una storia.
Sembra quasi una storia da 15enne, o forse è solo una triste realtà di una mente disturbata.
se non avessi una mente malata cercherei ciò He cercano tutte. Mi accontenterei di cio cHe fa accontentate le altre. Che bisogno avevo di innamorarmi di qualcuno che vedo una volta ogni 3 mesi Per poche ore?
Ma io avevo solo una mente malata, forse per colpa mia, forse per colpa degli altri.
Aveva ragione Andrea, sono una di quelle che si sente intrappolata nelle gabbie che crea la società. Ero dentro quelle gabbie, solo piegandomi agli scherzi della mia mente (o della realtà) potevo uscirne, non potevo più ribellarmi, le torture di quei luoghi di prigionia mi straziavano; mi avevano straziato troppo a lungo.
Non era solo colpa mia, era colpa di tutti.
una sola frase che ha fatto sorridere anche me.
Chissà perché scelgo sempre le cose più difficili, forse sono loro che scelgono me, potevo scegliere un corso di studi più facile, un amore più facile, una vita più facile, ma mi ritrovo così.
Sento un forte vuoto, una forte mancanza... la sua. Avevo trovato qualcuno davvero come me, come me, non una finta.
avevo già avuto la fortuna di conoscerlo, non poteva andarmi bene una seconda volta, non avevo la quantità giusta di fortuna per poterlo avere vicino a me o per poter iniziare una storia.
Sembra quasi una storia da 15enne, o forse è solo una triste realtà di una mente disturbata.
se non avessi una mente malata cercherei ciò He cercano tutte. Mi accontenterei di cio cHe fa accontentate le altre. Che bisogno avevo di innamorarmi di qualcuno che vedo una volta ogni 3 mesi Per poche ore?
Ma io avevo solo una mente malata, forse per colpa mia, forse per colpa degli altri.
Aveva ragione Andrea, sono una di quelle che si sente intrappolata nelle gabbie che crea la società. Ero dentro quelle gabbie, solo piegandomi agli scherzi della mia mente (o della realtà) potevo uscirne, non potevo più ribellarmi, le torture di quei luoghi di prigionia mi straziavano; mi avevano straziato troppo a lungo.
Non era solo colpa mia, era colpa di tutti.
sabato 19 settembre 2015
Erano mesi che non mi tagliavo, ricordo ancora l'ultima volta, una sera dopo esser tornata da una festa forse troppo triste per i miei gusti, con i miei amici dell'universita. Avevo il pensiero del mio ex in testa, e Andrea che mi scriveva, ancor prima di incontrarlo.
Poi mi sono messa a letto e ho continuato per ore a parlare con Andrea, l'avrei incontrato la sera successiva. Sono passati molti mesi; alcuni esami; alcuni cambiamenti, ho anche smesso di prendere gli antidepressivi; ma ora ci sono ricaduta ancora. Sono depressa e senza via d'uscita, mi sono tagliata ancora. Sono comunque contenta di aver smesso senza astinenza per tutto questo tempo. È un ottimo traguardo considerando che prima mi capitava tutte le sere.
Ma ora sono di nuovo in un vicolo cieco, pero sono stanca di buttare i soldi per farmi dire quante gocce devo prendere e cosa devo fare. Che palle gli antidepressivi, non li voglio più, non sopporto la fame che mi mettono, l'insonnia, la tachicardia. Si può star bene anche senza.
io però dovevo andare avanti, gli esami non aspettavano, se ne fregavano del mio cervello sbagliato. Cosa dovevo fare?
Uscire, diceva mia madre, uscire con quelli della mia età. Detto fatto. Sai che palle; la tua amica che parla dei suoi esami, il suo ragazzo che non è un tossico come il tuo, i suoi amici tutti per bene, la noia, i silenzi; il tuo sentirti fuori luogo perché loro sono vestiti bene e tu non ricordi nemmeno come si infila una t shirt, perché non ti vesti mai; non esci mai di casa, se esci ti vedi con qualcuno che hai conosciuto in chat. Non ero mai stata abituata a tutto questo. Per me le amicizie non si facevano a scuola o in palestra, ma in chat. Se ti andava bene conoscevi l'uomo della tua vita, se andava male passavi una serata davanti ad una birra facendo finta che ti fregasse a qualcosa delle cazzate che aveva da dire il tuo interlocutore.
Poi mi sono messa a letto e ho continuato per ore a parlare con Andrea, l'avrei incontrato la sera successiva. Sono passati molti mesi; alcuni esami; alcuni cambiamenti, ho anche smesso di prendere gli antidepressivi; ma ora ci sono ricaduta ancora. Sono depressa e senza via d'uscita, mi sono tagliata ancora. Sono comunque contenta di aver smesso senza astinenza per tutto questo tempo. È un ottimo traguardo considerando che prima mi capitava tutte le sere.
Ma ora sono di nuovo in un vicolo cieco, pero sono stanca di buttare i soldi per farmi dire quante gocce devo prendere e cosa devo fare. Che palle gli antidepressivi, non li voglio più, non sopporto la fame che mi mettono, l'insonnia, la tachicardia. Si può star bene anche senza.
io però dovevo andare avanti, gli esami non aspettavano, se ne fregavano del mio cervello sbagliato. Cosa dovevo fare?
Uscire, diceva mia madre, uscire con quelli della mia età. Detto fatto. Sai che palle; la tua amica che parla dei suoi esami, il suo ragazzo che non è un tossico come il tuo, i suoi amici tutti per bene, la noia, i silenzi; il tuo sentirti fuori luogo perché loro sono vestiti bene e tu non ricordi nemmeno come si infila una t shirt, perché non ti vesti mai; non esci mai di casa, se esci ti vedi con qualcuno che hai conosciuto in chat. Non ero mai stata abituata a tutto questo. Per me le amicizie non si facevano a scuola o in palestra, ma in chat. Se ti andava bene conoscevi l'uomo della tua vita, se andava male passavi una serata davanti ad una birra facendo finta che ti fregasse a qualcosa delle cazzate che aveva da dire il tuo interlocutore.
martedì 15 settembre 2015
Cosa c'è di peggio di un pensiero fisso? Un'ossessione.
Monotono resta li a tormentati, e tu cosa puoi fare? Vorresti strapparlo via, buttarlo lontano, ma non puoi.
E se questa fosse proprio la storia della tua vita? Voglio dire, se la tua vita fosse da anni tormentata dalla stessa ossessione, che cambia solo tempo e nome, cosa faresti?
Quando diventa un'abitudine ma poi non ci sei più abituato. Quando si ripete e ti fa sentire solo peggio, sempre peggio. è la storia degli inetti come me, avere una, una sola, ossessione logorante, ma non poter far nulla.
vorrei solo che smettesse questa triste storia, che la vita la smettesse di prendersi il gioco di me, perché mi fai questo?
Perché mi coinvolgi nel mare delle ossessioni quando sOno li tranquilla, cche tento di riprendermi dal disagio precedente? Perché fai di tutto per aggravare la mia malattia? Perché perché perché?
A volte la vita ti fa questo scherzo, fa di tutto per farti credere pazza, mette tutti i tasselli in maniera perfetta, e quando sai già di non essere normale continua ad infierire, così tu diventi sempre più grave, tutto ciò che ti capita ti fa capire che sei pazza, non hai i sintomi di una malattia però, è la vita che ti fa il solito scherzo, da anni, e tu ci caschi sempre, e non puoi guarire.
Chissà perché; nonostante tutto sono così sana, chissà perché non sono allo sbando come tutti gli altri, chissà perché faccio ancora tutto ciò che fanno le persone normali, solo con un cervello malato.
Monotono resta li a tormentati, e tu cosa puoi fare? Vorresti strapparlo via, buttarlo lontano, ma non puoi.
E se questa fosse proprio la storia della tua vita? Voglio dire, se la tua vita fosse da anni tormentata dalla stessa ossessione, che cambia solo tempo e nome, cosa faresti?
Quando diventa un'abitudine ma poi non ci sei più abituato. Quando si ripete e ti fa sentire solo peggio, sempre peggio. è la storia degli inetti come me, avere una, una sola, ossessione logorante, ma non poter far nulla.
vorrei solo che smettesse questa triste storia, che la vita la smettesse di prendersi il gioco di me, perché mi fai questo?
Perché mi coinvolgi nel mare delle ossessioni quando sOno li tranquilla, cche tento di riprendermi dal disagio precedente? Perché fai di tutto per aggravare la mia malattia? Perché perché perché?
A volte la vita ti fa questo scherzo, fa di tutto per farti credere pazza, mette tutti i tasselli in maniera perfetta, e quando sai già di non essere normale continua ad infierire, così tu diventi sempre più grave, tutto ciò che ti capita ti fa capire che sei pazza, non hai i sintomi di una malattia però, è la vita che ti fa il solito scherzo, da anni, e tu ci caschi sempre, e non puoi guarire.
Chissà perché; nonostante tutto sono così sana, chissà perché non sono allo sbando come tutti gli altri, chissà perché faccio ancora tutto ciò che fanno le persone normali, solo con un cervello malato.
domenica 13 settembre 2015
Ma poi, come fai a non avere una diagnosi come la mia se quello che ti offre la vita è questo?
Dagli 11 anni ai 19 ti senti un errore, è ciò che ti dicono sempre tua madre e tuo padre, perché non hai buoni voti, perché non hai buoni amici, perché guardi male la gente al posto di fare la simpatica con il presentatore TV ad un concorso di bellezza, perché non fai sport, perché non suoni uno strumento, perché ti abbuffi ma poi piangi perché sei grassa.
Poi sembra di stare meglio, trovi la tua strada, studi quel che ti piace, hai buoni voti, ti impegni perché sai che è quello che ti piace.
Ma è allora che comincia qualcosa di peggio, ti rendi conto che vieni abbandonata un po da tutti, quelli a cui tu non fai ribrezzo, chiaro.
quante volte è successo? Stavo anche meglio da quando quella chat mi ha regalato Andrea. Per una volta avevo conosciuto qualcuno che mi piacesse a 360 gradi. Quello che cercavo da anni, e cavolo, gli andavo pure bene, lo speravo considerando che ho perso 20kg di orrido grasso. Ma alla fine è così, se ti interessa tu non gli interessi, se ti interessa e tu gli interessi puoi aver fatto centro? Ovviamente no. Quand'è che una cosa è andata per il verso giusto?
Adesso è sparito, senza giustificazioni, senza un motivo, senza la solita frase "ill problema sono io", senza nemmeno dire addio.
Alla fine ci fai così tanto il callo che non ti importa più, è solo uno di quelli che ha seguito il corso naturale delle cose.
Eppure mi mancherai...
Dagli 11 anni ai 19 ti senti un errore, è ciò che ti dicono sempre tua madre e tuo padre, perché non hai buoni voti, perché non hai buoni amici, perché guardi male la gente al posto di fare la simpatica con il presentatore TV ad un concorso di bellezza, perché non fai sport, perché non suoni uno strumento, perché ti abbuffi ma poi piangi perché sei grassa.
Poi sembra di stare meglio, trovi la tua strada, studi quel che ti piace, hai buoni voti, ti impegni perché sai che è quello che ti piace.
Ma è allora che comincia qualcosa di peggio, ti rendi conto che vieni abbandonata un po da tutti, quelli a cui tu non fai ribrezzo, chiaro.
quante volte è successo? Stavo anche meglio da quando quella chat mi ha regalato Andrea. Per una volta avevo conosciuto qualcuno che mi piacesse a 360 gradi. Quello che cercavo da anni, e cavolo, gli andavo pure bene, lo speravo considerando che ho perso 20kg di orrido grasso. Ma alla fine è così, se ti interessa tu non gli interessi, se ti interessa e tu gli interessi puoi aver fatto centro? Ovviamente no. Quand'è che una cosa è andata per il verso giusto?
Adesso è sparito, senza giustificazioni, senza un motivo, senza la solita frase "ill problema sono io", senza nemmeno dire addio.
Alla fine ci fai così tanto il callo che non ti importa più, è solo uno di quelli che ha seguito il corso naturale delle cose.
Eppure mi mancherai...
domenica 6 settembre 2015
Non siamo solo il nostro cervello, i nostri voti, il nostro lavoro. Siamo persone, c'è altro.
Non voglio dire che il cervello non sia importante, insomma provate voi ad uscire con un nullafacente senza aspirazioni e senza amore per la scienza. No, a me non piace.
Però a volte gli obiettivi cambiano, sarei più felice se nello specchio non vedessi il mio corpo ridicolo che mi ha quasi fatto morire. A volte ti viene da dire fanculo gli esami, la scienza, la cultura. A volte per essere contenti non basta più un voto, un libro, la cultura.
A volte vuoi solo che la vita vada bene.
Allora pensavo: il dsm recita "un narcisista si sente speciale, pensa di dover avere un trattamento speciale, che la vita non gli da mai ciò che lui pensa gli sarebbe dovuto" ma cosa ne sanno loro? E se fosse davvero così? E se davvero la vita non ti da ciò che ti meriti? Perché alcuni hanno di più?
Mia madre dice che è colpa mia, che sono cattiva, che studio poco, che mangio poco.
Ma forse ciò che sOno è solo la catena dei miei fardelli, uno tira l'alTro.
Lui è sparito e forse è davvero colpa della mia insicurezza, che è colpa della forma del mio corpo, e se lui sparisce io sono triste, quindi non studio, non esco, mi deprimo e fallisco. E poi forse non avrò mai il lavoro che sogno, perché sono una inetta.
Quindi basterebbe cambiare fuori, poi non essere più mollata da chi mi piace, poi essere tranquilla e mantenere i miei obiettivi. Poi la vita.
Oggi invece va così...
Non voglio dire che il cervello non sia importante, insomma provate voi ad uscire con un nullafacente senza aspirazioni e senza amore per la scienza. No, a me non piace.
Però a volte gli obiettivi cambiano, sarei più felice se nello specchio non vedessi il mio corpo ridicolo che mi ha quasi fatto morire. A volte ti viene da dire fanculo gli esami, la scienza, la cultura. A volte per essere contenti non basta più un voto, un libro, la cultura.
A volte vuoi solo che la vita vada bene.
Allora pensavo: il dsm recita "un narcisista si sente speciale, pensa di dover avere un trattamento speciale, che la vita non gli da mai ciò che lui pensa gli sarebbe dovuto" ma cosa ne sanno loro? E se fosse davvero così? E se davvero la vita non ti da ciò che ti meriti? Perché alcuni hanno di più?
Mia madre dice che è colpa mia, che sono cattiva, che studio poco, che mangio poco.
Ma forse ciò che sOno è solo la catena dei miei fardelli, uno tira l'alTro.
Lui è sparito e forse è davvero colpa della mia insicurezza, che è colpa della forma del mio corpo, e se lui sparisce io sono triste, quindi non studio, non esco, mi deprimo e fallisco. E poi forse non avrò mai il lavoro che sogno, perché sono una inetta.
Quindi basterebbe cambiare fuori, poi non essere più mollata da chi mi piace, poi essere tranquilla e mantenere i miei obiettivi. Poi la vita.
Oggi invece va così...
sabato 5 settembre 2015
Aprile: esco con ***, conosciuto in Chat, è amore a prima vista.
Luglio: esco con un altro ragazzo conosciuto in Chat, sempre ****.
Agosto: rivedo **** (cconosciuto ad aprile)
Prima niente, gli unici con cui mi do appartamento sono gli psichiatri.
Si è vero non ricordo l'ultima volta che sono uscita con qualcuno non conosciuto in Chat, amiei o ragazzi.
la verità è che io non piaccio alle persone e a me non piacciono le persone.
Aspettiamo il miracolo, perché sembra che vada sempre così, o non provo interesse, o non succede niente, o va a finire di merDa.
Luglio: esco con un altro ragazzo conosciuto in Chat, sempre ****.
Agosto: rivedo **** (cconosciuto ad aprile)
Prima niente, gli unici con cui mi do appartamento sono gli psichiatri.
Si è vero non ricordo l'ultima volta che sono uscita con qualcuno non conosciuto in Chat, amiei o ragazzi.
la verità è che io non piaccio alle persone e a me non piacciono le persone.
Aspettiamo il miracolo, perché sembra che vada sempre così, o non provo interesse, o non succede niente, o va a finire di merDa.
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