sabato 19 settembre 2015

Erano mesi che non mi tagliavo,  ricordo ancora l'ultima volta, una sera dopo esser tornata da una festa forse troppo triste per i miei gusti, con i miei amici dell'universita.  Avevo il pensiero del mio ex in testa, e Andrea che mi scriveva, ancor prima di incontrarlo.
Poi mi sono messa a letto e ho continuato per ore a parlare con Andrea, l'avrei incontrato la sera successiva. Sono passati molti mesi; alcuni esami; alcuni cambiamenti,  ho anche smesso di prendere gli antidepressivi; ma ora ci sono ricaduta ancora. Sono depressa e senza via d'uscita,  mi sono tagliata ancora. Sono comunque contenta di aver smesso senza astinenza per tutto questo tempo.  È un ottimo traguardo considerando che prima mi capitava tutte le sere.
Ma ora sono di nuovo in un vicolo cieco,  pero sono stanca di buttare i soldi per farmi dire quante gocce devo prendere e cosa devo fare. Che palle gli antidepressivi, non li voglio più,  non sopporto la fame che mi mettono,  l'insonnia,  la tachicardia.  Si può star bene anche senza.
io però dovevo andare avanti,  gli esami non aspettavano,  se ne fregavano del mio cervello sbagliato.  Cosa dovevo fare?
Uscire, diceva mia madre, uscire con quelli della mia età.  Detto fatto. Sai che palle;  la tua amica che parla dei suoi esami, il suo ragazzo che non è un tossico come il tuo, i suoi amici tutti per bene,  la noia, i silenzi;  il tuo sentirti fuori luogo perché loro sono vestiti bene e tu non ricordi nemmeno come si infila una t shirt, perché non ti vesti mai; non esci mai di casa,  se esci ti vedi con qualcuno che hai conosciuto in chat. Non ero mai stata abituata a tutto questo.  Per me le amicizie non si facevano a scuola o in palestra,  ma in chat.  Se ti andava bene conoscevi l'uomo della tua vita, se andava male passavi una serata davanti ad una birra facendo finta che ti fregasse a qualcosa delle cazzate che aveva da dire il tuo interlocutore.

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