Mi sento sbagliata, da che ho memoria. Me lo hanno messo in testa mamma e papà, dicevano cosa dovevo dire, cosa dovevo pensare, come mi dovevo comportare, come mi dovevo vestire, cosa avrei dovuto fare nella mia vita.
Quando dicevano nero e io ero nero o al limite grigio, ecco che invece doveva essere bianco. Allora ti davi al bianco, ma non andava più bene, era di nuovo nero. Poi la confusione. Cosa sono? Cosa voglio? Perché non vado bene così?
Ma mamma e papà erano un problema marginale. Mamma voleva che i miei capelli fossero in ordine, ma se anche lo fossero stati, il problema era il peso, il corpo. Cosa te ne fai dei capelli in ordine se ti chiamano tutti grassa, obesa, brutta, cicciona e simili. Sembravano essere tutti miei nemici, compresi mamma e papà, che continuavano a dirmi di crescere e di preoccuparmi delle cose serie. Ma quali sono le cose serie quando non hai più di 14 anni? Pressioni su pressioni, sé non ero considerata stupida ero considerata brutta, o negligente, o ribelle.
Ma sentirsi sbagliati a non più di 14 anni è una cosa normale, passa nel tempo, soprattutto se poi trovi la tua strada e scegli quella che vuoi sia la tua vita, nel mio caso, avevo le idee chiare e mi ero detta che mi sarei impegnata.
poi però è sempre lo stesso film, visto e rivisto, mi ero abituata, ma ogni tanto la vita mi prendeva nuovamente per il culo.
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