domenica 29 novembre 2015

Ricordo quando papà mi tendeva la mano, voleva che io la prendessi per dire che era tregua,  che andava tutto bene, ma io mi giravo dall'altra parte. Ricordo quei giorni in cui mamma e papà erano lì con me, nella città in cui ho mosso i miei primi passi verso l'ingresso all'università.  Mamma e papà prendevano una granita, un dolce,  qualsiasi cosa, io non prendevo mai niente e li tormentavo con la mia faccia scontenta.  Ero grassa e non volevo peggiorare la mia situazione con un cioccolata calda o fredda che fosse. Ero triste e non rivolgevo loro la parola perché le cose andavano male, non andavano come volevo io, ma da qualsiasi punto di vista, andavano male. Andavano male rispetto a tutte le altre persone di 17 anni che conoscevo.
Continuano ad andare male anche adesso. Continuo a mangiare quei pasti tristi da ospedale,  anzi, forse nemmeno chi è in punto di morte mangia un petto di pollo grigliato per cena E un piatto di pasta integrale per pranzo.  Ma la verità è che non sono mai come mi vorrei. E no, non parlo del mio corpo ancora non abbastanza magro,  parlo di tutto, del fatto che più di 30 pagine al giorno non riesco a studiarle,  del fatto che sono 3 mesi che studio per lo stesso inutile esame,  del fatto che non sono mai abbastanza in tempo per avere una vita. Mi sento in colpa per aver tenuto il muso e pianto davanti ai miei, solo perché le cose non andavano come volevo io, solo perché erano ancora i primi esami,  o perché non ero ancora all'universita.  Solo perché ero grassa e brutta,  solo perché non potevo mangiare senza fare i miei calcoli.  Solo perché ero nata male. In fondo è così che mi sento anche oggi: nata male. Non ho mai qualcosa che mi renda contenta,  non arrivo mai al massimo,  mai al punto che vorrei.
Non chiedo molto per essere contenta,  qualche 30 in più sul libretto, finire gli esami un po prima, non vedere mai più una bocciatura per i prossimi 2 anni, non aver più i rotoli di grasso che rovinano il mio corpo, essere sicura di me stessa quando cammino per strada, non farmi più seghe mentali,  piacere a qualcuno che mi piaccia davvero,  per evitare le storie tristi come quella con il mio ex, che finiscono sempre con qualche schiaffo e tanta delusione,  per colpa mia, per colpa sua.
guardo i miei colleghi di università,  hanno tutti un fidanzato con cui studiare, passano gli esami senza arrivare allo sfinimento,  sono positivi ogni cazzo di giorno perché ricordano ciò che hanno studiato il giorno prima, hanno degli amici con cui fare qualcosa che vada loro a genio, prendono questi anni come un piacere piuttosto che come una tortura.  Le ansie le hanno tutti, ma ciò che ho passato io, lascia segni che in pochi hanno.
Sono stanca, stanca di studiare, stanca di tutto. I primi 18 anni della mia vita mi hanno prostrata più che prepararmi alla fatica del dopo. Combattere tutti i giorni, nessun amico,  nessun contatto, nemici, nemici in ogni angolo, in classe, fuori dalla scuola, ovunque.  Le gite scolastiche a cui ero costretta ad andare, con i fighetti all'ultimo posto del pullman, fastidi,  nessuno con cui parlare. Le gite scolastiche a cui non sono andata, i momenti no chiusa in camera, il mio aspetto ancora troppo brutto,  prima di perdere 17 kg,  prima che i miei tratti del viso assumessero questo aspetto apatico e tirato,  i vestiti brutti perché ero grassa e sformata, gli immani sacrifici per essere quella che sono,  i voti bassi di chi era troppo depre per studiare.  Sembra che abbia vissuto 50 aanni, invece erano solo 18.  Ogni anno era una pena,  ogni giorno una tortura. Poi ne sono uscita, tutto ha preso ad andar meglio, dall'inferno sono arrivata al purgatorio.  Ora aspetto solo il paradiso.  Aspetto qualcosa che mi spiega ad andare avanti per davvero,  e non per inerzia come sto facendo.  Ci sarà Mai?

sabato 28 novembre 2015

Non voglio essere nella norma, sono stufa, non mi va di essere così,  ne magra ne grassa,  ne bella ne brutta,  ne brava ne ciuccia, ne vestita bene ne vestita male, ne intelligente ne stupida.
non mi va di avere la ciccia nell'interno coscia e nella pancia, non mi va di avere cicatrici brutte, non mi va una misera media del 27,7, non mi va di finire gli esami con un po di ritardo, non mi va di avere un fidanzato brutto,  o uno che sta con me e guarda le altre, non mi vanno le cose normali.
Non mi vanno le serate tranquille, non mi va di essere una delle tante. Non mi va, non mi va, non mi va!!!
Voglio guardarmi allo specchio e piacermi,  voglio fare esami velocemente e con il massimo dei voti, non voglio passare tutto il pomeriggio a sforzarmi di capire cose che non capisco,  non mi va di studiare ad agosto perché ho scelto una facoltà più difficile di quella della mia vicina di casa, non mi va di piacere a chi non mi piace, non mi va di star sola quando tutti hanno qualcuno al loro fianco, non mi va mia madre che sclera,  non mi va di arrivare distrutta dopo un esame, non mi va che qualcuno abbia qualcosa che io vorrei e non posso avere, non mi va di spendere fiumi di soldi per non essere una ragazza grassa, non mi va di partire più svantaggiata di altri.
Voglio essere ciò che ho sempre voluto. E sono stufa di sudare e star male per ottenere cose che non sono mai il massimo.  Perché fottersi il cervello per un misero 27? Perché uscire con gente che non mi va a genio?
Stavo bene quando mi andava bene essere nella norma,  ora non più, ora voglio arrivate più un alto

martedì 24 novembre 2015

Mi trattano tutti male, a volte mi chiedo se ne sarebbero capaci anche i miei amici. Alex che è triste perché non ha una ragazza, che fa un lavoro di merda e ha un cane dolcissimo.  Simo che odia le ingiustizie,  mi ripete sempre che la curva più bella in una donna è il sorriso, come disse Bob Marley, mi dice che non è vero che sono brutta e depressa, dice solo che sono disadattata come lui. Poi mi ha detto che dai miei occhi si vede che sono triste e sola.  Mi dice sempre di non avercela con il mondo intero,  che ho solo sofferto,  che sono quello che sono non per colpa di ciò che mi hanno insegnato i miei. Continua a dirmi di non farmi problemi,  di non essere così riservata,  di vivere in pace con me stessa.
possono loro essere stronzi con me? Possono pugnalarmi alle spalle?  In fondo perché no, pensavo, anche Andrea sembrava dalla mia parte, anche lui mi han pugnalata alle spalle.
Se non gli avessi dato tutta questa fiducia forse ora ne soffrirei meno, ma sembrava proprio come me.
ora però sono infelice,  ciò che studio non mi piace più,  non mi soddisfa più.  Forse perché non ho più nulla da dimostrare a nessuno,  forse perché so già che il lavoro che farò non mi piacerà,  che lo farò solo per vivere senza chiedere niente a nessuno.
Ma si può lavorare se anche una mosca che volta ti turba, ti infastidisce?  Forse è solo un momento, un momento che dura da anni. Chi può dirlo. Ma ormai sono troppi avanti per mollare.
Forse è vero ciò che dice mio padre, sto mollando perché ho visto un'al tra strada,  ho visto Andrea che non fa nulla nella vita e vive lo stesso,  so che a lui non devo dimostrare di essere brava.
Forse voglio solo i miei farmaci come sempre, come quando ho studiato in un mese ciò che avrei dovuto fare in 3 ma che ero troppo depressa per farlo. Forse sono solo stanca, ho solo bisogno di tempo, forse di una motivazione.
Ma sono solo triste, non riesco ad andare avanti da sola, non ho più quei momenti in cui mi sento dio.

mercoledì 18 novembre 2015

Mi guardo Allo specchio e penso che mia madre aveva ragione. Ormai non c'c'è più nulla da contrastare. Le cosce non si toccano, la pancia è piatta, le costole che si vedono laddove non sono coperte dalla mia seconda scarsa di seno, il sedere piatto, i fianchi stretti e la vita segnata. È tutto svuotato,  eppure non sono contenta. E se volessi essere più magra? Ho ripreso a mangiare poco e fumare tanto. Non mi piaccio.  non mi piace nemmeno il viso. Nulla.
come si può avere visioni discordanti su tutto in un giorno solo?

martedì 17 novembre 2015

Oggi pensavo a quante cose sono cambiate in un anno. Sono sempre io, sempre la stessa diagnosi,  ma vivo tutto in modo diverso.  Il mio narcisismo si è accentuato, la mia ansia vitale è sparita.
Ho capito che quando ti accontenti soffri solo come un cane, passi la tua esistenza ad avvelenarti dentro,  quindi è meglio non avere niente.
Vivo così da sempre o quasi, tutto o nulla,  se non posso avere il massimo preferisco rinunciare. Non so come si faccia a vivere in una scala di grigi. Le persone sono fatte in Scala di grigi solo nelle radiografie, nella realtà sono bianche o nere, a contrasto.  Nel mio caso quasi tutti neri, nemici,  brutti, traditori,  stupidi,  inaffidabili, poco interessanti,  fastidiosi,  da rigettare.
Ci sarà mai qualcuno come me?
Certo, uno c'è,  glielo vorrei dire che di me si può fidare, che nemmeno io mi fido di nessuno.  Vorrei dirgli tante cose. Tante. Ma forse a modo suo è inaffidabile pure lui.  Come fai a fidarti? Cosa Mai potrà esserci?  Esiste solo distanza. Nulla di più.
E poi forse è vero, ho cercato nel posto sbagliato.
Un po come quando speri di conoscere un alternativo in discoteca.
Oggi ho preso molta più coscienza di me so chi sono, un po di più di ieri.
eppure continuo Ax avere scatti di rabbia intensi,  per un nulla, per qualcosa e qualcuno che non conta, per chi ti rivolge la parola quando tu non vorresti.  Perché il mondo non è fatto solo di persone come me o come lui.

domenica 15 novembre 2015

Oggi continuavo a pensare a lui, ci sono quelle poche caratteristiche che qualcuno deve avere per piacermi, in genere però tendo semPre ad essere flessibile e ad accontentarmi se ne rispetti solo qualcuna,  ma lui, lui le aveva tutte! È stato quel tipico incontro che mi ha cambiato la vita, penso sia per questo che non sono morta.
Ero bellissimo,  non rendeva in quelle foto che ho visto prima di incontrarlo,  era un orgasmo solo guardarlo.
Aveva i miei stessi gusti, stesso tipo di serate, stessa musica, stessi film,  stesso stile di vita.
Era intelligente,  mi piaceva parlare con lui,  potevi parlarè di tutto quando eri con lui, non ti annoia mai, non parlava di cazzate.
Aveva quella vena di tristezza nel cuore, il che non vuol dire chiudersi nel cessò a piangere tutto il giorno,  ma si vedeva che non era come tanti altri, non amava ridere,  pur avendo il sorriso più bello di tutti.
Sembrava uno di quelli legati,  uno che se sta con qualcuno ci sta per davvero,  uno che per vederti fa le peggiori cazzate (ccome del resto aveva fatto)
Aveva tutte le caratteristiche per farmi perdere la testa, le aveva tutte al 100%.
Questo era il motivo per cui gli altri ai miei occhi non erano nulla, questo era il motivo di tante cose che mi stavano succedendo.

domenica 8 novembre 2015

Tutto sta diventando pesante. Studiare non è più così piacevole come una volta.  Ho solo un gran mal di testa e non ricordo nulla, l'umore a puttane,  le sigarette aumentano sempre di più.
Mentre studio nella testa mi appare la sua immagine, A Turbare tutto quanto.
Ricordo ancora quando disse che ero la sua ragazza,  non so se fosse ubriaco o se lo pensasse. Non lo so, non so nemmeno che tipo è.  Come posso saperlo con tutTa questa distanza?
Chissà perché non riesco ad avere una relazione come tutti gli altri. Forse è vero, non sono solo malata, non sono solo selettiva, sono anche terribilmente narcisista.  Quante forme di narcisismo esistono? Due. Un tipo grida "io sono il massimo" l'altro grida "nnon sono ancora abbastanza" e lavora lavora lavora pee che vuole arrivarci ad "abbastanza". È quello con non è mai contento.  Io penso di essere così.
Pensavo: la miglior risposta che ho dato alle 4 teste di cazzo che hanno tentato di buttarmi giù è proprio questa.  Una bella facoltà borghese, ottimi voti, 17 kg persi, niente più grasso localizzato,  niente più vestiti brutti e capelli sporchi. desidero vedere tutti morti affogati,  ma poi penso a me e ai miei risultati,  a ciò che sono io e a ciò che sono loro, quindi godo anche di più.
Ora non ho più scuse, non sono più una sfigata,  obesa,  che si sveglia la notte per mangiare, cche si abbuffa a scuola di nascosto e poi salta il pranzo. Non sono più quella persona di merda,  eppure il mio cuore è rimasto così.
Da merda depressa e con disturbi alimentari sono passata a sbalzi d'ud'umore esagerati,  a rabbia intensa, a narcisismo.
Oggi è uno di quei giorni in cui mi sento dio,  mi guardo allo specchio e dico, cazzo,  ho un fisico da modella, dei tratti del viso carini, armonici,  go interessi interessanti,  non mo importa un cazzo di chi mi circonda,  sono superiore,  allora perché non ho una relazione?
forse perché davvero mi manca l'umilta.  Non sono un cessò che si accontenta dei cessi e di guardare fighi nei reality perché la vita fa schifo.  Ero un cessò che non si è accontentata.  Altrimenti adesso farei la commessa in qualche negozietto di merda del mio paese,  avrei un fidanzato grezzo e bruttbrutto,  sarei grassa e bulimica,  avrei amici di merda con cui parlare di quale tatuaggio è meglio tra cuoricino e stellina.

giovedì 5 novembre 2015

Ricorda sempre che questa "merda" che studi ti ha salvata, ti ha regalato momenti di gioia, oltre che di sconforto,  ti ha fatto trovare la prima relazione della tua vita, ti ha dato una motivazione,  ti ha fatto scappare da vecchi luoghi e da vecchie paure, ti ha dato una cultura, ti ha fatto scoprire cosa vuoi e cosa non vuoi, ti ha impegnato la mente quando avevi voglia di morire,  ti ha fatto credere do essere una persona migliore,  ti ha fatto sentire qualcno,  ti ha tolto da un mondo fatto di ansie e brutte strade.
Non lavorerai da giovane, rimarrai bambina fino a 25 anni, non avrai altri interessi,  non sarai autonoma, avrai grosse crisi per piccoli fallimenti, ma oggi fai qualcosa,  hai una scusa per dire che non fai nient'altro nella vita.
Forse questa facoltà oltre a tante cose brutte ha portato anche tante cose belle.  Bisogna coglierLe.

Oggi mia madre mi ha fatto anche capire il motivo dei miei tagli, una risposta che cercavo da tempo, ma che non trovavo sui libri. Spesso la realtà non puo essere espressa da qualche studio scientifico. È sempre una banalizzazione che va estesa al particolare. Non sempre i libri dicono la verità,  spesso sono solo ipotesi. Oggi mi conosco un po meglio. Forse lo devo ai libri, forse all'eTa,  forse a mia madre e al mio ex. Oggi so cosa non voglio, anche se non mi è chiaro quello che voglio.

mercoledì 4 novembre 2015

Pensavo, spesso ho incontrato gente che vorrei morisse affogata. non è facile trovare qualcuno che ti prenda con poche frasi, eppure....ehh eppure è successo,  nonostante la mia testa fosse altrove, volevo vederlo,  parlarci,  andavo all'universita solo per la connessione che mi avrebbe permesso di sentirlo.  Sentivo già una certa affinità.  Non si trattava di attrazione fisica pura e semplice, di belle facce ne è pieno il mondo, sono stati i vari discorsi con lui, tutto, li ho capito che volevo vederlo. Che strano, non è stato lui a farmi pressioni per vederci.  È andata così è basta, anche l'uscita è stata diversa, c'eRa una atmosfera diversa. Non volevo scappare,  stavo bene e basta.  Era stranamente gentile,  insolito per un uomo. Nessuno è mai gentile con me, o forse non lo percepisco io. Non credo di essere tagliata per apprezzare chiunque.  Cosa mi ha spinto ad innamorarmi non so. Perché di lui poi. L'uNico,  l'unico con cui non posso stare. Potevo innamorarmi di Alessio,  pochi km di distanza, convenzionale,  pressante.
Potevo innamorarmi di uno di quelli conosciuti dopo, tutti mandano cuori, tutti gentili.  Chissà.  Però ho scelto lui.
che triste scherzo che mi ha fatto la vita.
alcuni hanno tutto ciò che serve per essere felici, lui, un lavoro, un corpo, non lo so.
Io ho cominciato male la vita, digiuni, abbuffate, diete, vomitare nel cessò,  chat per sentirmi meno sola. le ho tentate tutte per non essere più la merda grassa che non combina un cazzo nella vita, ma nulla può renderti diverso da ciò che sei. I miei voti non sono abbastanza alti, il mio corpo non è abbastanza magro, il mio ragazzo non è mai come lo vorrei. Nulla è come lo vorrei. Perché?
Sono malata lo so. Se lui mi chiedesse di raggiungerlo lo farei, adesso, senza pensarci e senza fare le valigie.  l'ho visto 2 volte, ma ho perso la testa. Manderei a puttane 5 anni di universita,  21 esami fatti e messi in tasca. Meno 14 esami per la laurea. Ma forse lo farei.
Che storia è questa? Perché?  Ma poi lui è così instabile,  non affidabile,  dice la mia amica "ffuori legge"
ha la memoria fottuta,  pensa solo a bere e drogarsi,  dimentica di andare a lavoro.  Si, una classica persona da non frequentare. Eppure io lo amo così.  Lo trovo carino,  farei tutto per lui.

lunedì 2 novembre 2015

Comincio ad odiare questa città,  non mi ha portato ad altro che guai.
Delusioni negli esami, certo, le avevo anche prima di iscrivermi all'unniversita.  la prima storia, con l'unico psicopatico della facoltà, ma del resto l'ho scelto io in base a ciò che sono.  La scoperta che la gente è merda pura, dalla coinquilina zoccola al pezzente dell'estremo sud che vuol fotterti, così gli auguri Di tentare il suicidio e non riuscirci mai.
I colleghi esaltati, quelli che parlano di eSami,  si quanto era bello quel capitolo,  di quanto amano questa professione di merDa, che si fanno le foto a lezione tutti convinti. Le mie amiche del cazzo, quelle che non hanno argomentazioni se non il "ooh non sono uscita perché c'eRa un reality del cazzo in TV,  ora ci sono tizi con malattie strane e ripugnanti,  wow"
E infine...lui. nato e cresciuto qua,  accento di questa città. Ti scrive quando pensi ancora al tuo ex, ti illude,  ti fa innamorare,  ti fa credere che non sta forzando i tempi perché potrebbe importargli qualcosa di te, ma poi.... poi non ti scrive piu, se lo fa ti risponde dopo 3 giorni,  fino a cancellare il tuo numero.  Che bello, come dire in faccia che tu non sei niente per me.
Va bene, sono solo altri 2 anni, dopo andrò via di nuovo, sperando che le cose vadano meglio.