Perché ho in testa tutte queste cazzate? Perché penso a cose che non accadranno mai, ad essere magra, ad essere bella, a far questa e quest'altra cazzata, a cosa compare, a come buttare i miei soldi? Perché questo mare di cazzate mi perseguitano? Perché non penso più solo a studiare? Perché sono distratta? Mi ha rovinata lui, prima non le pensavo queste stronzate. Prima pensavo a fare gli esami, li affrontaVo in termini di vivere o morire. Passavo le giornate a studiare insieme al mio ex, poi senza di lui, ma sempre allo stesso modo.
Andate via dalla mia testa.
Quando A. mmi scrive sono come ubriaca, non connetto più. Questa cosa mi sta facendo male. Molto male. Un'aUn'altra storia che mi distrugge la mente.
giovedì 31 dicembre 2015
mercoledì 30 dicembre 2015
Crisi respiratorie, esattamente come 10 anni fa. Vorrei piangere ma non ne ho la forza. O forse sono così abituata che non riesco nemmeno più a piangere. Cosa sento? Non lo so. Un po come quando dissi al mio ex di non provare emozioni. Che poi non è che non provo emozioni, provo sempre le stesse emozioni da anni e ormai sono diventata refrattaria un po come quando ti abitui a vivere con l'ansia, o con la pressione alta, o con la glicemia alta. Diventa tutto normale. Io mi sono abituata ad essere depressa. Sono così abituata alla depressione, alle delusioni, ai fallimenti che ormai non provo più niente. Finalmente non ho più il vuoto nel petto. Finalmente dormo senza sentire quel peso. Ma tutto il resto è rimasto. Mi chiedo solo perché non posso godere di un cazzo. Mi chiedo perché va sempre tutto a finire male. Non va mai come voglio da almeno 10 anni. Giuro che le ho passate tutte, solo che adesso non mi faccio più domande. Perché è andata cosi? Semplicemente perché doveva andare così. Non è colpa mia, del mio peso, di ciò che ho fatto, di come ho studiato, di cosa faccio trasparire. È solo che doveva andare così. Deve sempre andare tutto così.
Però ho ancora le crisi respiratorie. Nell'uLtimo anno le ho avute di continuo. Ho avuto per tutto l'anno segni sul braccio e crisi respiratorie.
Però adesso inizia un nuovo anno forse posso lasciarmi tutto alle spalle, e vivere davvero senza emozioni, perché quelle fanno solo male.
Farò ciò che ho sempre fatto, eviterò cose, persone, situazioni. Vivrò in un metro quadrato con il cane, le sigarette e i libri da studiare. Non voglio più un contatto con il mondo. I contatti con il mondo fanno solo male, anche se li inizi via Chat
Non mi farò mai più un film mentale, non mi farò mai più prendere da una situazione, non farò più nulla, a parte i miei esami, le mie diete, le mie cagate da disagiata del cazzo.
Sto sempre peggio, mi chiedo se mai andrà meglio. Mi chiedo se mai qualcosa andrà per il verso giusto.
Almeno vita di merda, fammi passare questo esame, e poi anche gli altri. Fammi laureare, fammi avere questo lavoro di merDa. Fammi lavorare per guadagnare soldi che non saprò mai come spendere, perché di mangiare non mangio, di uscire non esco, di comprare bei vestiti nemmeno.
Così avrò delle mattinate di cui lamentarmi, dei colleghi da disprezzare, delle conversazioni su una famiglia che non avrò mai, altre cazzate contro cui combattere. Tanto poi finira tutto. Morirò, per vecchiaia o per suicidio. E che strano, mentre scrivo tutto cio non provo davvero un cazzo. L'eNnesima porta sbattuta in faccia e io calo giù la mia dose del cazzo di antidepressivi. alla mia età cazzo!
ma ci ho fatto il callo, chissà quante boccette finiro ancora, prima di morire. E mi sento stupida a dire tutto ciò. Ma non vedo più una via d'uscita. Se esiste una via d'uscita la vedo chiusa a chiave. Penso che riflettero su questo schifo con alex e simo che si ricordano che esisto.
Mi illudo da sola, mi illude la vita e pOi cado giù. Mi faccio male e mi rialzo, fino a che reggerO.
Ma cosa voglio reggere? È una vita che combatto. Ma cosa ho ottenuto? Forse qualche esame in più e qualche kg in meno. Ma per farci cosa? Non vedo vie d'uscita, non ho stimoli. Non ho più niente. Faccio solo storcere il naso ai miei che faranno i salti mortali per dirmi che la vita non fa così schifo. E forse se non penso a morire è solo per loro.
Penso che riapriro quel libro. Che farò finta di niente, ancora una volta. E spero di aver imparato la lezione, almeno stavolta. Cosa faccio? Imparo e mando tutto a fanculo o incasso il colpo e continuo a combattere come se stavolta il colpo non mi avesse fatto nulla?
Ma fammene andare bene una cazzo! Almeno una volta.
18 anni di merDa. anni universitari di merda, partendo già indietro con gli esami, correndo correndo senza recuperare mai, un ex che ha solo peggiorato il mio quadro clinico. Altre prese in culo che mi hanno solo smorzata ancora di più.
Però ho ancora le crisi respiratorie. Nell'uLtimo anno le ho avute di continuo. Ho avuto per tutto l'anno segni sul braccio e crisi respiratorie.
Però adesso inizia un nuovo anno forse posso lasciarmi tutto alle spalle, e vivere davvero senza emozioni, perché quelle fanno solo male.
Farò ciò che ho sempre fatto, eviterò cose, persone, situazioni. Vivrò in un metro quadrato con il cane, le sigarette e i libri da studiare. Non voglio più un contatto con il mondo. I contatti con il mondo fanno solo male, anche se li inizi via Chat
Non mi farò mai più un film mentale, non mi farò mai più prendere da una situazione, non farò più nulla, a parte i miei esami, le mie diete, le mie cagate da disagiata del cazzo.
Sto sempre peggio, mi chiedo se mai andrà meglio. Mi chiedo se mai qualcosa andrà per il verso giusto.
Almeno vita di merda, fammi passare questo esame, e poi anche gli altri. Fammi laureare, fammi avere questo lavoro di merDa. Fammi lavorare per guadagnare soldi che non saprò mai come spendere, perché di mangiare non mangio, di uscire non esco, di comprare bei vestiti nemmeno.
Così avrò delle mattinate di cui lamentarmi, dei colleghi da disprezzare, delle conversazioni su una famiglia che non avrò mai, altre cazzate contro cui combattere. Tanto poi finira tutto. Morirò, per vecchiaia o per suicidio. E che strano, mentre scrivo tutto cio non provo davvero un cazzo. L'eNnesima porta sbattuta in faccia e io calo giù la mia dose del cazzo di antidepressivi. alla mia età cazzo!
ma ci ho fatto il callo, chissà quante boccette finiro ancora, prima di morire. E mi sento stupida a dire tutto ciò. Ma non vedo più una via d'uscita. Se esiste una via d'uscita la vedo chiusa a chiave. Penso che riflettero su questo schifo con alex e simo che si ricordano che esisto.
Mi illudo da sola, mi illude la vita e pOi cado giù. Mi faccio male e mi rialzo, fino a che reggerO.
Ma cosa voglio reggere? È una vita che combatto. Ma cosa ho ottenuto? Forse qualche esame in più e qualche kg in meno. Ma per farci cosa? Non vedo vie d'uscita, non ho stimoli. Non ho più niente. Faccio solo storcere il naso ai miei che faranno i salti mortali per dirmi che la vita non fa così schifo. E forse se non penso a morire è solo per loro.
Penso che riapriro quel libro. Che farò finta di niente, ancora una volta. E spero di aver imparato la lezione, almeno stavolta. Cosa faccio? Imparo e mando tutto a fanculo o incasso il colpo e continuo a combattere come se stavolta il colpo non mi avesse fatto nulla?
Ma fammene andare bene una cazzo! Almeno una volta.
18 anni di merDa. anni universitari di merda, partendo già indietro con gli esami, correndo correndo senza recuperare mai, un ex che ha solo peggiorato il mio quadro clinico. Altre prese in culo che mi hanno solo smorzata ancora di più.
lunedì 28 dicembre 2015
"la paziente si lamenta di episodi depressivi ricorrenti in cui si lascia totalmente andare, fin dall'eta di 16 anni, non fa uso di sostanze stupefacenti, riferisce uso costante di caffè e stimolanti per studiare, non abusa frequentemente di alcol, ha una preoccupazione eccessiva per il peso e l'imagie corporea, riferisce di essere stata gassa nell'adolescenza, ha fatto diete molto restrittive, eccesso di attività fisica fino a perdere 17kg, ad oggi pesa 38kg, ma riferisce di vedersi ancora grassa e sgraziata, lamenta frequenti cambi dell'umore da un giorno all'altro, con episodi depressivi anche molto lunghi, momenti in cui si sente dio e momenti in cui si sente la merda della merda, ha una forte instabilità affettiva, paura di rimanere da sola, lamenta oscillazioni della percezione corporea in concomitanza degli sbalzi d'umore, lamenta un perfezionismo ossessivo, voglia di prendere 30 a tutti gli esami, senso di inadeguatezza quando prende un 29, paura di potersi fermare da un momento all'altro, paura di non ottenere il risultato sperato, ha un perfezionismo ossessivo anche nel mangiare, evita grassi e zuccheri, mmangia senza condimenti, ha adottato condotte espulsive in seguito ad abbuffate dettate da rabbia, segni di autolesionismo; tagli da lametta, si lamenta di non ottenere mai ciò che merita dalla vita, si sente spesso sola ed annoiata, lamenta paura dei luoghi affollati e di uscire da sola, oltre che di guidare e di prendere mezzi pubblici"
COOsa è cambiato da allora? Se tutto avviene per un motivo, perché a me capita tutto questo? Mamma dice che se A. è totalmente disinteressato è perché non era destino, dio non vuole perché sa che mi farebbe soffrire. Allora perché mi ha fatto conoscere il mio ex? Questa roba è nata da quando ho conosciuto lui. Prima stavo bene. Forse. No. Non lo so, ma stavo meglio di ora. E adesso ogni nuova presa in culo che vivo peggiora solo ciò che sono.
COOsa è cambiato da allora? Se tutto avviene per un motivo, perché a me capita tutto questo? Mamma dice che se A. è totalmente disinteressato è perché non era destino, dio non vuole perché sa che mi farebbe soffrire. Allora perché mi ha fatto conoscere il mio ex? Questa roba è nata da quando ho conosciuto lui. Prima stavo bene. Forse. No. Non lo so, ma stavo meglio di ora. E adesso ogni nuova presa in culo che vivo peggiora solo ciò che sono.
domenica 27 dicembre 2015
Mi da fastidio essere nata in questo posto di merda, continua a pesarmi ancora adesso, mi da fastidio essere nata come sono nata, mi da fastidio tutto il mio passato, anche se ora sono diversa. Mi da fastidio non essere le persone che invidio. mi da fastidio avere meno di loro. Mi da fastidio faticare senza mai una gioia.
Sono stufa delle cose difficili, di innamorarmi di chi non posso avere, dei film mentali e degli esami preparati in un mese. Sono stanca di provare a gestire la mia malattia senza farmaci, devi reprimere le emozioni perché ogni cosa può mandarti in un baratro da cui è difficile uscire. E tu non puoi finire nel baratro, non puoi perché devi tirare avanti, devi fare gli esami in tempo, sei una perfezionista e non puoi buttarti nel gelato e nei film drammatici. Devi mangiare sano, studiare tanto, correre più veloce, non fallire mai, non lasciarti mai andare, non fare la stupida a feste stupide. Quindi non fai ciò che vorresti perché hai paura che poi ti lasci solo il vuoto, perché poi vai in depressione e con la depressione perdi le forze, perdi te stessa, e quindi fallisci nei tuoi obblighi, e ciò non fa altro che aumentare la depressione.
Il perfezionismo si accompagna alla costante paura di smettere di essere così perfetta da un momento all altro. Alla paura di non arrivare mai a ciò che si vuole. Al Non apprezzare adeguatamente ciò che si ottiene. Perché un 29 non è un 30, perché 45kg non sono un peso ideale, perché un uscita non è mai abbastanza divertente.
È triste essere bipolare e perfezionista, e triste non vedere mai andare le cose come vorresti. È triste buttare soldi per vedersi ancora grassa e sgraziata. Combatto contro di me da troppi anni. Combatto contro i miei fantasmi, contro il passato, contro ciò che mi ha resa così come sono ora.
Quindi le giornate le passo a studiare e a consumare sigarette, caffè, pasticche eccitanti, qui, in una buia stanza, reperimendo ogni emozione che può sballate il mio umore di merDa.
A volte sei depressa e non vuoi fare niente. A volte sei dio e non riesci a fare niente anche se vorresti fare tutto.
Il perfezionismo si accompagna alla costante paura di smettere di essere così perfetta da un momento all altro. Alla paura di non arrivare mai a ciò che si vuole. Al Non apprezzare adeguatamente ciò che si ottiene. Perché un 29 non è un 30, perché 45kg non sono un peso ideale, perché un uscita non è mai abbastanza divertente.
È triste essere bipolare e perfezionista, e triste non vedere mai andare le cose come vorresti. È triste buttare soldi per vedersi ancora grassa e sgraziata. Combatto contro di me da troppi anni. Combatto contro i miei fantasmi, contro il passato, contro ciò che mi ha resa così come sono ora.
Quindi le giornate le passo a studiare e a consumare sigarette, caffè, pasticche eccitanti, qui, in una buia stanza, reperimendo ogni emozione che può sballate il mio umore di merDa.
A volte sei depressa e non vuoi fare niente. A volte sei dio e non riesci a fare niente anche se vorresti fare tutto.
giovedì 24 dicembre 2015
Qui l'aria è malsana, sa di respiri faticosi, sa di un mare di sigarette accese per calmare l'ansia, sa di parole lette sui libri, di cose che non ho e che non avrò mai. No, perché io non sono poi così speciale. Non vado poi così bene agli esami, non sono poi così avanti, non sono interessante e non sono carina. Sembrano dei deliri da 12enne, perché forse non sono mai cresciuta, perché forse non mi hanno mai fatto crescere. ho le paura di una bambina, le crisi di una bambina. E cosa serve per farmele passare?
Non serve l'iimpegno, non serve la fortuna, non serve uno psicologo.
Non capisco più niente. Cosa ho? Cosa mi manca? Cosa sono?
Partiamo dall'inizio, da quando andare a scuola era una tortura, da quando odiavo aprire i libri, da quando non avevo amici, da quando avevo 20kg in più, da quando mangiavo 2 cornetti di nascosto nel bagno della scuola, da quando tornavo a casa e saltavo i pasti, da quando ho visto gli altri come nemici, da quando odiavo la mia famiglia, da quando mi chiudevo nel cessò a piangere, da quando tornavo da scuola e mi tagliavo.
Poi l'universita; i primi amici, la mentalità che cambia, i primi sbalzi d'umore, le solite prese in culo, le diete, gli alcolici, gli antidepressivi, il primo amore, i primi voti buoni, le prime uscite, le crisi di ansia che avevo già dalle prime delusioni.
Non sono più una obesa pigra e rassegnanta, non sono più dipendente dalle circostanze. Ma sono sempre piena di sfiga. Ora sono il contrario, perfezionista, ossessiva, maniacale, lasciata andare, senza voglia di far niente.
Oggi pensavo ad A. E chissà perché non posso mai essere ricambiata da chi mi ruba il cuore. Non posso più dare la colpa al mio peso, ora la colpa è solo della sfiga. Del fatto che non sono nata diversa, dal fatto che sono io. Ma alla fine dovevo aspettarmelo, come me lo aspettavo anni fa. Mi ero abituata. Ora devo farci nuovamente l'al'abitudine.
Perché faccio sforzi immensi, per avere il solito mare di niente. Vorrei solo una pausa dalla vita. Vorrei solo dei sonniferi PEr svegliarmi rilassata tra qualche mese.
Non serve l'iimpegno, non serve la fortuna, non serve uno psicologo.
Non capisco più niente. Cosa ho? Cosa mi manca? Cosa sono?
Partiamo dall'inizio, da quando andare a scuola era una tortura, da quando odiavo aprire i libri, da quando non avevo amici, da quando avevo 20kg in più, da quando mangiavo 2 cornetti di nascosto nel bagno della scuola, da quando tornavo a casa e saltavo i pasti, da quando ho visto gli altri come nemici, da quando odiavo la mia famiglia, da quando mi chiudevo nel cessò a piangere, da quando tornavo da scuola e mi tagliavo.
Poi l'universita; i primi amici, la mentalità che cambia, i primi sbalzi d'umore, le solite prese in culo, le diete, gli alcolici, gli antidepressivi, il primo amore, i primi voti buoni, le prime uscite, le crisi di ansia che avevo già dalle prime delusioni.
Non sono più una obesa pigra e rassegnanta, non sono più dipendente dalle circostanze. Ma sono sempre piena di sfiga. Ora sono il contrario, perfezionista, ossessiva, maniacale, lasciata andare, senza voglia di far niente.
Oggi pensavo ad A. E chissà perché non posso mai essere ricambiata da chi mi ruba il cuore. Non posso più dare la colpa al mio peso, ora la colpa è solo della sfiga. Del fatto che non sono nata diversa, dal fatto che sono io. Ma alla fine dovevo aspettarmelo, come me lo aspettavo anni fa. Mi ero abituata. Ora devo farci nuovamente l'al'abitudine.
Perché faccio sforzi immensi, per avere il solito mare di niente. Vorrei solo una pausa dalla vita. Vorrei solo dei sonniferi PEr svegliarmi rilassata tra qualche mese.
lunedì 21 dicembre 2015
vorrei ricordarmi ogni secondo quanto è sbagliato farsi film mentali.
Mi sento sola e vuota, più passa il tempo e più sto male. Odio tutto ciò che mi circonda, sono stanca di fare esami, esami che non portano a nulla, voti che un giorno saranno dimenticati.
È evidente che qualcosa mi manca. Non so di preciso cosa, ma so che sono nata nel posto sbagliato.Non so cosa penso, cosa faccio, non sopporto più le voci di nessuno. Sono passati anni, ma non è cambiato un cazzo. Le mie fobie si sino amplificate.
ciò che potrebbe farmi star bene ovviamente va male.
domenica 20 dicembre 2015
Pensavo, in tuti questi anni ho maturato una grande fobia verso l'altro sesso. Non ci sono ragioni, o forse si, forse il contatto con i compagni di classe, con tutti i maschi che ho conosciuto, con la loro mentalità stupida, o con il semplice fatto di non provare un interesse nei loro confronti, con il fatto che non ero assolutamente il tipo di ragazza con cui ci avrebbe provato uno di loro... erano grezzi, cafoni, cattivi, provocatori, non li ho mai sopportati. Poi anche gli atteggiamenti del mio ex e il fatto di non sentirmi a mio agio con lui In certi momenti. Ho attraversato anche una fase in cui credevo di non essere davvero attratta da uomini.
Quando è stato il momento in cui qualcosa è cambiato? Quando ho conosciuto quelli gentili, seri, sensibili e disadattati. Quando ho conosciuto A. ed ora, che ho conosciuto M.
Forse sono solo attratta da gente come me, non era un problema relazionale, era che mi rapportavo con le persone sbagliate. È che ora ho capito che non sono tutti così. E poi, contrariamente ai luoghi comuni, i veri signori non hanno la giacca e la cravatta, non sono vestiti bene, non hanno macchine costose.
I veri signori ne hanno passate tante, hanno i piedi per terra, non fanno l'universita e non indossano camicie e scarpe eleganti. loro mi guardano con occhi diversi dal resto del mondo, e io ci sto bene. A quanto pare sono anche io normale, dovevo solo trovare le persone giuste.
Quando è stato il momento in cui qualcosa è cambiato? Quando ho conosciuto quelli gentili, seri, sensibili e disadattati. Quando ho conosciuto A. ed ora, che ho conosciuto M.
Forse sono solo attratta da gente come me, non era un problema relazionale, era che mi rapportavo con le persone sbagliate. È che ora ho capito che non sono tutti così. E poi, contrariamente ai luoghi comuni, i veri signori non hanno la giacca e la cravatta, non sono vestiti bene, non hanno macchine costose.
I veri signori ne hanno passate tante, hanno i piedi per terra, non fanno l'universita e non indossano camicie e scarpe eleganti. loro mi guardano con occhi diversi dal resto del mondo, e io ci sto bene. A quanto pare sono anche io normale, dovevo solo trovare le persone giuste.
mercoledì 16 dicembre 2015
Basta film mentali. Ho sbagliato io, ancora una volta, ciò che è successo è stato uno scherzo della mia mente, ma perché la mia mente mi fa ciò? Per cio che sono stata e per ciò che sono ora.
ciò che detesto è ciò che mi ha stomacata in passato. Cio che non voglio conoscere è frutto di un trauma passato. Ciò che ricerco è ciò che si differenzia da ciò che odio.
Ho ancora la convinzione che il nostro aspetto fisico sia influenzato da ciò che siamo dentro. Ho preso una sua foto, occhi spenti, tristi, sguardo dolce, testa coperta da un cappuccio di felpa. è stato vedendo quella foto che ho capito che potevo uscire con lui.
Ma sto divagando adesso. E se lui, così com'è fosse stato uno dei tanti? Non credo me ne sarei innamorata.
In fondo la più grande cazzata che racconto a chiunque e a me stessa è questa: che io non trovo nessuno perché non mi piace nessuno. Ma se non mi piace nessuno non è certo perché cerco l'impossibile. Cerco solo qualcuno da capire con uno sguardo. Uno sguardo e so chi è. Sembra follia. Sono più attratta da una personalità dilagante che da ciò che vedo con i miei occhi.
frequento solo i posti sbagliati. Non è in queste facoltà per sfigati paesani che troverò un battito in sincronia con il mio. Cosa ne sanno questi ragazzini vuoti, Cosa ne sanno quando la loro preoccupazione massima è quella di essere venuti male in foto. Cosa ne sanno se spendono tutti i loro soldi per andare in localini tristi a ballare musica triste e a bere in bottiglie del cazzo da fotografare.
Anche simo se ne va, forse andrà via anche Alex un giorno. I miei amici disadattati, loro che mi hanno regalato un sorriso. Loro che mi hanno cercata quando nessuno lo faceva, loro che mi hanno capita. La distanza è sempre una brutta cosa... soprattutto quando prende chi vorresti sempre al tuo fianco.
ciò che detesto è ciò che mi ha stomacata in passato. Cio che non voglio conoscere è frutto di un trauma passato. Ciò che ricerco è ciò che si differenzia da ciò che odio.
Ho ancora la convinzione che il nostro aspetto fisico sia influenzato da ciò che siamo dentro. Ho preso una sua foto, occhi spenti, tristi, sguardo dolce, testa coperta da un cappuccio di felpa. è stato vedendo quella foto che ho capito che potevo uscire con lui.
Ma sto divagando adesso. E se lui, così com'è fosse stato uno dei tanti? Non credo me ne sarei innamorata.
In fondo la più grande cazzata che racconto a chiunque e a me stessa è questa: che io non trovo nessuno perché non mi piace nessuno. Ma se non mi piace nessuno non è certo perché cerco l'impossibile. Cerco solo qualcuno da capire con uno sguardo. Uno sguardo e so chi è. Sembra follia. Sono più attratta da una personalità dilagante che da ciò che vedo con i miei occhi.
frequento solo i posti sbagliati. Non è in queste facoltà per sfigati paesani che troverò un battito in sincronia con il mio. Cosa ne sanno questi ragazzini vuoti, Cosa ne sanno quando la loro preoccupazione massima è quella di essere venuti male in foto. Cosa ne sanno se spendono tutti i loro soldi per andare in localini tristi a ballare musica triste e a bere in bottiglie del cazzo da fotografare.
Anche simo se ne va, forse andrà via anche Alex un giorno. I miei amici disadattati, loro che mi hanno regalato un sorriso. Loro che mi hanno cercata quando nessuno lo faceva, loro che mi hanno capita. La distanza è sempre una brutta cosa... soprattutto quando prende chi vorresti sempre al tuo fianco.
martedì 15 dicembre 2015
Forse esiste un modo per uscirne, limitare il mio peefezionismo ossessivo. Sono così da quando sono diventata una perfezionista. Da quando ha iniziato ad importarmi di essere magra, di prendere sempre 30, di avere le sopracciglia perfettamente simmetriche, di essere la migliore, sempre, di riuscire in tutto ciò che faccio, di finire ogni esame in tempo, di andare avanti correndo.
Ma forse qualcosa si può fare prima di cadere nel limbo per sempre.
Ma forse qualcosa si può fare prima di cadere nel limbo per sempre.
domenica 13 dicembre 2015
Ormai non sopporto più le delusioni, sono più di 20 anni che vivo a delusioni, che mi nutro di delusioni, è diventato un meccanismo ripetuto, uno strazio. È un po come quando fumi per anni, 20-30-40 anni, inizialmente non succede niente, poi cominci ad avere la nausea, i denti gialli, la tosse, non riesci più a fare sforzi, ti ammali. Fino a che anche l'aria inquinata ti porta ad una riacutizzazione, fino a che non riesci più nemmeno a salire una rampa di scale o ad uscire indenne da un banale raffreddore.
Va così.
Ho sopportato le prese in giro per il mio peso, mi sono distrutta con diete e corsa, tutt'ora non ho il concetto di "shopping terapeutico", perché è così, non potevo vestirmi bene prima perché non mi stava nulla bene, ora sono come un povero che diventa ricco di botto, un ricco che non sa cosa farsene di tutti quei soldi. Comprare vestiti era uno stress prima e continua ad esserlo.
Ho sopportato gli scherzi di cattivo gusto, lo stress della scuola, un inferno. Si, quelli che dovevano essere gli anni più belli sono stati solo un inferno. Così, anziché arrivare rilassata all'universita, prepararmi ad affrontare la vita, sono arriva con i nervi a pezzi. Troppo a pezzi per affrontare la vita.
Ho sopportato chi mi ha fatto sentire la merda della merda, la mia famiglia in primis. Ho sopportato ogni cosa.
Ora non ne posso più. basta delusioni, basta tutto.
Sono bipolare e basta poco per affondarmi o farmi arrivare troppo su, per poi cadere e farmi male.
Sono stanca di tutto. Voglio solo la vita dei miei colleghi, semplice. Fare esami, senza arrivare distrutta, senza mangiarmi le mani fino a sanguinare, senza soffrire di tricotillomania. Uscire la sera senza scocciarmi. Avere amici con cui passare serate interessanti. Avere un fidanzato con cui studiare o semplicemente da vedere la sera quando esce dal lavoro. fare shopping senza che sia uno stress, mangiare e bere senza sensi di colpa.
basta mangiare fuori e vomitare, basta a chi mi dice di no o peggio, a chi mi illude per poi manifestare il proprio disinteresse, basta a chi mi pugnala alle spalle, basta alle relazioni fatte di spintoni e schiaffi, basta alla mia famiglia che mi fa pressioni, che mi limita e mi manipola. Basta all'ansia che mi mette la gente che vedo. Basta ai cafoni che sopprimono la mia libido, basta tormenti. Non ne posso più :(
Riguardo a te, te di cui parlo in tutti i miei post, te che hai distrutto il mio già piccolo e debole cuore senza ritegno, senza contegno, te che vivi così lontano per non vedermi e non sentirmi ma abbastanza vicino per usarmi, te che mi avevi ridato una speranza, te che hai fatto andare talmente su il mio umore che ora, cadendo, mi sono fatta molto male, te che sei solo uno dei tanti stronzi che mi hanno portato dove sono.... LO SO BENISSIMO CHE LEGGI OGNI MIO POST, LO SO CHE MI SEGUI.
ora rileggi attentamente ogni mia parola, ogni riga e spero ti vengano i sensi di colpa, perché si, sei una merda. Potevi mettere le cose in chiaro da subito, potevi dirmi subito che non te ne fregava un cazzo di me, potevi giustificati anche con un "mi fai vagare stronza sfigata, io sono troppo per te che non vali un cazzo" ma cazzo, potevi dirmi subito che per te ero un passatempo, che volevi dimenticarti la tua ex, che ero una della tua collezione. Un grande vaffanculo anche a te!
Va così.
Ho sopportato le prese in giro per il mio peso, mi sono distrutta con diete e corsa, tutt'ora non ho il concetto di "shopping terapeutico", perché è così, non potevo vestirmi bene prima perché non mi stava nulla bene, ora sono come un povero che diventa ricco di botto, un ricco che non sa cosa farsene di tutti quei soldi. Comprare vestiti era uno stress prima e continua ad esserlo.
Ho sopportato gli scherzi di cattivo gusto, lo stress della scuola, un inferno. Si, quelli che dovevano essere gli anni più belli sono stati solo un inferno. Così, anziché arrivare rilassata all'universita, prepararmi ad affrontare la vita, sono arriva con i nervi a pezzi. Troppo a pezzi per affrontare la vita.
Ho sopportato chi mi ha fatto sentire la merda della merda, la mia famiglia in primis. Ho sopportato ogni cosa.
Ora non ne posso più. basta delusioni, basta tutto.
Sono bipolare e basta poco per affondarmi o farmi arrivare troppo su, per poi cadere e farmi male.
Sono stanca di tutto. Voglio solo la vita dei miei colleghi, semplice. Fare esami, senza arrivare distrutta, senza mangiarmi le mani fino a sanguinare, senza soffrire di tricotillomania. Uscire la sera senza scocciarmi. Avere amici con cui passare serate interessanti. Avere un fidanzato con cui studiare o semplicemente da vedere la sera quando esce dal lavoro. fare shopping senza che sia uno stress, mangiare e bere senza sensi di colpa.
basta mangiare fuori e vomitare, basta a chi mi dice di no o peggio, a chi mi illude per poi manifestare il proprio disinteresse, basta a chi mi pugnala alle spalle, basta alle relazioni fatte di spintoni e schiaffi, basta alla mia famiglia che mi fa pressioni, che mi limita e mi manipola. Basta all'ansia che mi mette la gente che vedo. Basta ai cafoni che sopprimono la mia libido, basta tormenti. Non ne posso più :(
Riguardo a te, te di cui parlo in tutti i miei post, te che hai distrutto il mio già piccolo e debole cuore senza ritegno, senza contegno, te che vivi così lontano per non vedermi e non sentirmi ma abbastanza vicino per usarmi, te che mi avevi ridato una speranza, te che hai fatto andare talmente su il mio umore che ora, cadendo, mi sono fatta molto male, te che sei solo uno dei tanti stronzi che mi hanno portato dove sono.... LO SO BENISSIMO CHE LEGGI OGNI MIO POST, LO SO CHE MI SEGUI.
ora rileggi attentamente ogni mia parola, ogni riga e spero ti vengano i sensi di colpa, perché si, sei una merda. Potevi mettere le cose in chiaro da subito, potevi dirmi subito che non te ne fregava un cazzo di me, potevi giustificati anche con un "mi fai vagare stronza sfigata, io sono troppo per te che non vali un cazzo" ma cazzo, potevi dirmi subito che per te ero un passatempo, che volevi dimenticarti la tua ex, che ero una della tua collezione. Un grande vaffanculo anche a te!
sabato 12 dicembre 2015
Vorrei qualcuno depresso come me da abbracciare, come la mia migliore amica del passato, di quando andavo a scuola, che poi si è rivelata una strOnza, ma con cui ho anche pianto insieme. Veniva a trovarmi quando stavo male, senza che glielo chiedessi, rallegrava le mie giornate di merda che passavo a scuola. Quando era tutto uno schifo ci mandavano messaggi e mi faceva sorridere. Aspettavo finissero quelle 5 ore di merda a scuola perché tanto nel pomeriggio avrei visto lei e sarebbe passato tutto. Era bello quando eravamo solo noi, prima che si mettesse in mezzo il suo ragazzo.
era bello quando sapevo che avrei cambiato città e sarei andata all'universita, non avrei più rivisto quelle facce che odiavo.
Un buco nell'ac qua, perché dopo qualche anno di università sei Di nuovo punto e a capo.
Sola, senza una famiglia su cui contare, senza veri amici, senza un fidanzato.
Simo dice che dovrei trovarmi uno psico. Ma a che servirebbe? Ormai è andata. Sono così ed è così che voglio essere. Voglio quello che voglio. Sono insoddisfatta. Ci sono tante cose che non ho, poi puntualmente vedo i miei colleghi e allora mi viene da piangere. Loro sono felici, sono in regola con gli esami, tirano avanti, non hanno sbalzi d'umore, non vomitano se mangiano troppo, nessuno gli fa pesare se sono grassi, vestono bene, sono a loro agio in un pub o in mezzo alla gente. Non hanno paura della folla. Hanno il loro fidanzatocon cui studiare, che puntualmente piace a tutta la famiglia, vanno in vacanza insieme senza che la loro madre si preoccupi del fatto che dormiranno insieme.
Io sono qui e nemmeno il cane mi vuole bene. I miei e le loro cattiverie, i libri che non si studiano da soli, combattere contro il vuoto per andare avanti, fare qualche esame, prendere un voTo mai abbastanza alto.
Piango, ho un nodo in gola.
Mi manca l'aria, mi manca tutto.
Devo avere qualcosa di terribilmente sbagliato. Perché nessuno ammette che ho solo tanta sfiga? La colpa non è mia, non è degli altri, e solo sfiga.
potevo innamorarmi di Alessio, Gentile, disponibile, messaggi su messaggi, vive a soli 5 minuti di macchina. Invece no! Ho scelto lo stronzo che vive lontano, troppo lontano, che non risponde ai messaggi, che mo fa fare 400 km per pOi darmi quasi buca, lasciarmi in una città deserta a piangere, presentarsi la notte come se niente fosse, darmi buca il giorno dopo Dimenticandosi di me.
È sfiga quando ho studiato tutto e mi chiedono ciò che non so. È sfiga tutto.
Anche il mio ex che decide di tradirmi davanti ai Miei occhi. Anche le serate che passavamo a litigare e tirarci schiaffi al posto di stare come le persone normali.
era bello quando sapevo che avrei cambiato città e sarei andata all'universita, non avrei più rivisto quelle facce che odiavo.
Un buco nell'ac qua, perché dopo qualche anno di università sei Di nuovo punto e a capo.
Sola, senza una famiglia su cui contare, senza veri amici, senza un fidanzato.
Simo dice che dovrei trovarmi uno psico. Ma a che servirebbe? Ormai è andata. Sono così ed è così che voglio essere. Voglio quello che voglio. Sono insoddisfatta. Ci sono tante cose che non ho, poi puntualmente vedo i miei colleghi e allora mi viene da piangere. Loro sono felici, sono in regola con gli esami, tirano avanti, non hanno sbalzi d'umore, non vomitano se mangiano troppo, nessuno gli fa pesare se sono grassi, vestono bene, sono a loro agio in un pub o in mezzo alla gente. Non hanno paura della folla. Hanno il loro fidanzatocon cui studiare, che puntualmente piace a tutta la famiglia, vanno in vacanza insieme senza che la loro madre si preoccupi del fatto che dormiranno insieme.
Io sono qui e nemmeno il cane mi vuole bene. I miei e le loro cattiverie, i libri che non si studiano da soli, combattere contro il vuoto per andare avanti, fare qualche esame, prendere un voTo mai abbastanza alto.
Piango, ho un nodo in gola.
Mi manca l'aria, mi manca tutto.
Devo avere qualcosa di terribilmente sbagliato. Perché nessuno ammette che ho solo tanta sfiga? La colpa non è mia, non è degli altri, e solo sfiga.
potevo innamorarmi di Alessio, Gentile, disponibile, messaggi su messaggi, vive a soli 5 minuti di macchina. Invece no! Ho scelto lo stronzo che vive lontano, troppo lontano, che non risponde ai messaggi, che mo fa fare 400 km per pOi darmi quasi buca, lasciarmi in una città deserta a piangere, presentarsi la notte come se niente fosse, darmi buca il giorno dopo Dimenticandosi di me.
È sfiga quando ho studiato tutto e mi chiedono ciò che non so. È sfiga tutto.
Anche il mio ex che decide di tradirmi davanti ai Miei occhi. Anche le serate che passavamo a litigare e tirarci schiaffi al posto di stare come le persone normali.
Mi trattano tutti male, anche mia madre quando dice certe cattiverie. Dopo una conversazione con lei mi vien sempre l'istinto di tagliarmi e va così da quando avevo 14 anni.
Ho questo rapporto di amore odio.
Sono legata ma non li sopporto.
Me le ricordo ancora tutte le cattiverie che mi han fatto e che mi han detto.
Il terrorismo psicologico, il buttarmi a terra, il dare sempre la colpa a me per tutto. ora si incazzano anche perché non credo in me stessa, se non mi alzo per fare l'esame non credo in me stessa se frequento uno brutto non credo in me stessa, se frequento uno che non ha 10 premi Nobel non credo in me stessa, se la mia amica è una zoccola non credo in me stessa.
forse andrebbe ben farsi qualche domanda ogni tanto. Se i primi a farmi terrorismo psicologico siete voi, cosa volete?
Se mi dite che non sono mai abbastanza brava, se mi avete fatto abbuffare quando ero già obesa, se mi dite che il mio ragazzo mi tradirá, se mi dite che vesto male, che faccio schifo, che ho una faccia oscena quando piango, che sono debole, che sono un peso, che sono un errore, cosa volete?
E i vostri regali di merda teneteveli, tanto con o senza faccio schifo lo stesso.
E un grande vaffanculo anche a mio fratello, lui che si crede dio, lui che vuol dirmi cosa è giusto e cosa è sbagliato, lui che spara a zero su tutto, lui che era il primo a chiamarmi "obesa di merda"
Ho questo rapporto di amore odio.
Sono legata ma non li sopporto.
Me le ricordo ancora tutte le cattiverie che mi han fatto e che mi han detto.
Il terrorismo psicologico, il buttarmi a terra, il dare sempre la colpa a me per tutto. ora si incazzano anche perché non credo in me stessa, se non mi alzo per fare l'esame non credo in me stessa se frequento uno brutto non credo in me stessa, se frequento uno che non ha 10 premi Nobel non credo in me stessa, se la mia amica è una zoccola non credo in me stessa.
forse andrebbe ben farsi qualche domanda ogni tanto. Se i primi a farmi terrorismo psicologico siete voi, cosa volete?
Se mi dite che non sono mai abbastanza brava, se mi avete fatto abbuffare quando ero già obesa, se mi dite che il mio ragazzo mi tradirá, se mi dite che vesto male, che faccio schifo, che ho una faccia oscena quando piango, che sono debole, che sono un peso, che sono un errore, cosa volete?
E i vostri regali di merda teneteveli, tanto con o senza faccio schifo lo stesso.
E un grande vaffanculo anche a mio fratello, lui che si crede dio, lui che vuol dirmi cosa è giusto e cosa è sbagliato, lui che spara a zero su tutto, lui che era il primo a chiamarmi "obesa di merda"
venerdì 11 dicembre 2015
Ho bisogno di una pausa dalla vita.
Viene qui, dimmi che verrai, poi portami con te o non andare più via. Abbracciami, dimmi che mi posso fidare, ti direi tutto ciò che non sai di te. Togli via le mie ansie, dimmi che so sarai per sempre, togli via il cattivo umore, ripetimi che ci sarai per sempre. Portami via da qui almeno per un po.
Vorrei staccare per tornare. Vorrei abbracciare qualcuno mentre dormo, vorrei aspettarti tutti i giorni tornare dal tuo lavoro. Vorrei stare sul tuo divano a studiare mentre tu non ci sei, aspettando il tuo ritorno. Vorrei che mi portassi in giro, perché si sa, quando devo guidare ho sempre tanta ansia, quando vedo gente voglio scappare, quando non sono in buona compagnia mi chiedo che me l'ha fatta fare.
Vorrei prendere i tuoi vestiti mentre non ci sei ed indossarli, per sentirmi più sicura, per sentire il tuo abbraccio e il tuo profumo. Voglio te che mi prendi in braccio e mi poggi sul divano. Voglio le tue mani sui miei capelli, voglio che mi sistemi i capelli con le tue mani per farmi venire bene in foto.
Voglio che vieni a darmi un bacino la mattina quando ho il trucco della Sera prima su tutta la faccia e i capelli scombinati, come Dopo la nostra prima sera insieme.
Dai, torna da me.
Viene qui, dimmi che verrai, poi portami con te o non andare più via. Abbracciami, dimmi che mi posso fidare, ti direi tutto ciò che non sai di te. Togli via le mie ansie, dimmi che so sarai per sempre, togli via il cattivo umore, ripetimi che ci sarai per sempre. Portami via da qui almeno per un po.
Vorrei staccare per tornare. Vorrei abbracciare qualcuno mentre dormo, vorrei aspettarti tutti i giorni tornare dal tuo lavoro. Vorrei stare sul tuo divano a studiare mentre tu non ci sei, aspettando il tuo ritorno. Vorrei che mi portassi in giro, perché si sa, quando devo guidare ho sempre tanta ansia, quando vedo gente voglio scappare, quando non sono in buona compagnia mi chiedo che me l'ha fatta fare.
Vorrei prendere i tuoi vestiti mentre non ci sei ed indossarli, per sentirmi più sicura, per sentire il tuo abbraccio e il tuo profumo. Voglio te che mi prendi in braccio e mi poggi sul divano. Voglio le tue mani sui miei capelli, voglio che mi sistemi i capelli con le tue mani per farmi venire bene in foto.
Voglio che vieni a darmi un bacino la mattina quando ho il trucco della Sera prima su tutta la faccia e i capelli scombinati, come Dopo la nostra prima sera insieme.
Dai, torna da me.
giovedì 10 dicembre 2015
Non va non va non va.
Seppur con minore frequenza sto continuando a tagliarmi, poi in certi momenti non ce la faccio più, butto fuori tutta l'aria che ho nei polmoni e piango, e poi non riesco a fermarmi.
non ho voglia di rispondere ai messaggi e li cancello. SBotto. Mi manca qualcosa, mi manca il respiro, mi manca un abbraccio.
Riuscivo a tirare avanti quando c'era chi mi abbracciava.
ora ci vorrebbero le parole di mio padre, si, mi sembra quasi di sentirlo, "io ti mantengo all'universita e tu ti tagli? Secondo me hai paura del buio, secondo me hai paura di tutto, dovresti essere ricoverata"
No, la verità è che non ho il loro supporto. Sono un peso, una piaga, una merdina, una disagiata, una figlia malata, un po come se non sapessi parlare e fossi attaccata ad un respiratore. Ma io sto bene. Forse non abbastanza, ma in fondo non sono malata.
Tutto questo schifo si poteva evitare. Potevo rispettare i tempi, potevo studiare quando avrei dovuto, potevo farmi una vita quando avrei dovuto, potevo vivere al posto di rimanere congelata tutti questi anni. Potevo avere degli amici, potevo avere un fidanzato, potevo aprire un libro, potevo imparare a vestirmi.
Sono un ripeto, lo sono un po per tutti. Per i miei sono la figlia che hanno avuto e che devono tenersi, per qualche altro stronzo sono una con cui uscire solo perché la ragazza lo ha tradito, per qualcuno sono quella a cui chiedere un passaggio. È così.
Ma alla fine, perché continuo a sentirmi vuota? Perché continuo a tagliarmi? Perché continuo con questo finto perfezionismo? Perché esco con gente che non mi interessa e a cui io non interesso? Perché nemmeno questa merda di cane a cui do l'anima mi vuole bene????
Perché non sono come tutti? Perché non ho la vita di tutti? Perché non me ne va bene una?
Forse farei bene a non vedere nessuno per un po, perché incontrare qualcuno e parlare mi fa soffocare.
Seppur con minore frequenza sto continuando a tagliarmi, poi in certi momenti non ce la faccio più, butto fuori tutta l'aria che ho nei polmoni e piango, e poi non riesco a fermarmi.
non ho voglia di rispondere ai messaggi e li cancello. SBotto. Mi manca qualcosa, mi manca il respiro, mi manca un abbraccio.
Riuscivo a tirare avanti quando c'era chi mi abbracciava.
ora ci vorrebbero le parole di mio padre, si, mi sembra quasi di sentirlo, "io ti mantengo all'universita e tu ti tagli? Secondo me hai paura del buio, secondo me hai paura di tutto, dovresti essere ricoverata"
No, la verità è che non ho il loro supporto. Sono un peso, una piaga, una merdina, una disagiata, una figlia malata, un po come se non sapessi parlare e fossi attaccata ad un respiratore. Ma io sto bene. Forse non abbastanza, ma in fondo non sono malata.
Tutto questo schifo si poteva evitare. Potevo rispettare i tempi, potevo studiare quando avrei dovuto, potevo farmi una vita quando avrei dovuto, potevo vivere al posto di rimanere congelata tutti questi anni. Potevo avere degli amici, potevo avere un fidanzato, potevo aprire un libro, potevo imparare a vestirmi.
Sono un ripeto, lo sono un po per tutti. Per i miei sono la figlia che hanno avuto e che devono tenersi, per qualche altro stronzo sono una con cui uscire solo perché la ragazza lo ha tradito, per qualcuno sono quella a cui chiedere un passaggio. È così.
Ma alla fine, perché continuo a sentirmi vuota? Perché continuo a tagliarmi? Perché continuo con questo finto perfezionismo? Perché esco con gente che non mi interessa e a cui io non interesso? Perché nemmeno questa merda di cane a cui do l'anima mi vuole bene????
Perché non sono come tutti? Perché non ho la vita di tutti? Perché non me ne va bene una?
Forse farei bene a non vedere nessuno per un po, perché incontrare qualcuno e parlare mi fa soffocare.
mercoledì 9 dicembre 2015
L'ultima volta che ho avuto una crisi del genere dovevo ancora iscrivermi all'università. È successo più di 5 anni fa. Poi zero. Ora di nuovo. Non imparo mai un cazzo, mi lascio uccidere da cose che mi cerco io. Mi sento nuovamente sbagliata, inutile, sfigata, non all'altezza. Sempre di serie B. Alla fine è questo che ll'esperienza ti insegna.
Chissà come sarebbero ora le cose se quella sera fosse andata diversamente, se non avessimo rischiato la vita, se fossi tornata tranquillamente a casa mia, se non fossi uscita proprio.
Probabilmente sarebbe andato tutto liscio, io continuerei a prendere antidepressivi, ad aver bisogno degli ansiolitici per uscire e per guidare, a sentire il vuoto tra i polmoni quando mi sveglio, a guardarmi allo specchio e sentirmi malata e brutta. avrei continuato a studiare in maniera ossessiva per il gusto di non pensare, a mangiare e stare male, a sentirmi la merda della merDA, ad accumulare soldi per comprare ciò che vita non mi ha mai dato, a trovarmi in situazioni spiacevoli pur di arrivare dove voglio.
Adesso è andata così. Ho dimenticato il passato, mi sento quasi a mio agio, mi vedo carina, sono rilassata, non ho più paura di uscire, non prendo più farmaci, riesco a parlare con la gente, a sopportare gli impegni, a guidare per lunghe distanze.
Forse è solo per questo che ho dovuto conoscerlo. O forse solo per star male un altro po. Per capire che le cose non finiscono quando credi che sia la fine, per capire che quando sei nel limbo senza vita un evento inaspettato cambia tutto. Li la mia vita stava cambiando per sempre, sono quasi morta, ma forse dovevo rischiare la vita per apprezzarla e ricominciare a vivere.
è stata come una metafora reale, morire e ricominciare a vivere, via i vecchi pensieri, via il corpo brutto che avevo quando ero una sfigata che andava a scuola; via le ansie, via tutto. Ora però sono morta di nuovo.
Probabilmente sarebbe andato tutto liscio, io continuerei a prendere antidepressivi, ad aver bisogno degli ansiolitici per uscire e per guidare, a sentire il vuoto tra i polmoni quando mi sveglio, a guardarmi allo specchio e sentirmi malata e brutta. avrei continuato a studiare in maniera ossessiva per il gusto di non pensare, a mangiare e stare male, a sentirmi la merda della merDA, ad accumulare soldi per comprare ciò che vita non mi ha mai dato, a trovarmi in situazioni spiacevoli pur di arrivare dove voglio.
Adesso è andata così. Ho dimenticato il passato, mi sento quasi a mio agio, mi vedo carina, sono rilassata, non ho più paura di uscire, non prendo più farmaci, riesco a parlare con la gente, a sopportare gli impegni, a guidare per lunghe distanze.
Forse è solo per questo che ho dovuto conoscerlo. O forse solo per star male un altro po. Per capire che le cose non finiscono quando credi che sia la fine, per capire che quando sei nel limbo senza vita un evento inaspettato cambia tutto. Li la mia vita stava cambiando per sempre, sono quasi morta, ma forse dovevo rischiare la vita per apprezzarla e ricominciare a vivere.
è stata come una metafora reale, morire e ricominciare a vivere, via i vecchi pensieri, via il corpo brutto che avevo quando ero una sfigata che andava a scuola; via le ansie, via tutto. Ora però sono morta di nuovo.
sabato 5 dicembre 2015
A certe cose non ci si abitua mai, non mi sono mai abituata a studiare, mmai a stare con gli altri, mai a controllare il mio umore... ma soprattutto non mi sono mai abituata alle delusioni, ora ho paura di tutto, di uscire, di fare esami. C'eC'è questo perfezionismo che mi schiaccia.
C'è che dovevo aspettarmi che non avrei trovato l'amore sbattendo contro un muro e risvegliandomi in ospedale.
Alcuni amori ti distruggono il cuore, altri anche la faccia.
Persone strane si trovano in situazioni strane che si sono cercate da se. Non capisco, non lo capisco, non so cosa vuole, cosa fa, cosa pensa, è come me. Dovremmo fare pace con noi stessi.
C'è che dovevo aspettarmi che non avrei trovato l'amore sbattendo contro un muro e risvegliandomi in ospedale.
Alcuni amori ti distruggono il cuore, altri anche la faccia.
Persone strane si trovano in situazioni strane che si sono cercate da se. Non capisco, non lo capisco, non so cosa vuole, cosa fa, cosa pensa, è come me. Dovremmo fare pace con noi stessi.
domenica 29 novembre 2015
Ricordo quando papà mi tendeva la mano, voleva che io la prendessi per dire che era tregua, che andava tutto bene, ma io mi giravo dall'altra parte. Ricordo quei giorni in cui mamma e papà erano lì con me, nella città in cui ho mosso i miei primi passi verso l'ingresso all'università. Mamma e papà prendevano una granita, un dolce, qualsiasi cosa, io non prendevo mai niente e li tormentavo con la mia faccia scontenta. Ero grassa e non volevo peggiorare la mia situazione con un cioccolata calda o fredda che fosse. Ero triste e non rivolgevo loro la parola perché le cose andavano male, non andavano come volevo io, ma da qualsiasi punto di vista, andavano male. Andavano male rispetto a tutte le altre persone di 17 anni che conoscevo.
Continuano ad andare male anche adesso. Continuo a mangiare quei pasti tristi da ospedale, anzi, forse nemmeno chi è in punto di morte mangia un petto di pollo grigliato per cena E un piatto di pasta integrale per pranzo. Ma la verità è che non sono mai come mi vorrei. E no, non parlo del mio corpo ancora non abbastanza magro, parlo di tutto, del fatto che più di 30 pagine al giorno non riesco a studiarle, del fatto che sono 3 mesi che studio per lo stesso inutile esame, del fatto che non sono mai abbastanza in tempo per avere una vita. Mi sento in colpa per aver tenuto il muso e pianto davanti ai miei, solo perché le cose non andavano come volevo io, solo perché erano ancora i primi esami, o perché non ero ancora all'universita. Solo perché ero grassa e brutta, solo perché non potevo mangiare senza fare i miei calcoli. Solo perché ero nata male. In fondo è così che mi sento anche oggi: nata male. Non ho mai qualcosa che mi renda contenta, non arrivo mai al massimo, mai al punto che vorrei.
Non chiedo molto per essere contenta, qualche 30 in più sul libretto, finire gli esami un po prima, non vedere mai più una bocciatura per i prossimi 2 anni, non aver più i rotoli di grasso che rovinano il mio corpo, essere sicura di me stessa quando cammino per strada, non farmi più seghe mentali, piacere a qualcuno che mi piaccia davvero, per evitare le storie tristi come quella con il mio ex, che finiscono sempre con qualche schiaffo e tanta delusione, per colpa mia, per colpa sua.
guardo i miei colleghi di università, hanno tutti un fidanzato con cui studiare, passano gli esami senza arrivare allo sfinimento, sono positivi ogni cazzo di giorno perché ricordano ciò che hanno studiato il giorno prima, hanno degli amici con cui fare qualcosa che vada loro a genio, prendono questi anni come un piacere piuttosto che come una tortura. Le ansie le hanno tutti, ma ciò che ho passato io, lascia segni che in pochi hanno.
Continuano ad andare male anche adesso. Continuo a mangiare quei pasti tristi da ospedale, anzi, forse nemmeno chi è in punto di morte mangia un petto di pollo grigliato per cena E un piatto di pasta integrale per pranzo. Ma la verità è che non sono mai come mi vorrei. E no, non parlo del mio corpo ancora non abbastanza magro, parlo di tutto, del fatto che più di 30 pagine al giorno non riesco a studiarle, del fatto che sono 3 mesi che studio per lo stesso inutile esame, del fatto che non sono mai abbastanza in tempo per avere una vita. Mi sento in colpa per aver tenuto il muso e pianto davanti ai miei, solo perché le cose non andavano come volevo io, solo perché erano ancora i primi esami, o perché non ero ancora all'universita. Solo perché ero grassa e brutta, solo perché non potevo mangiare senza fare i miei calcoli. Solo perché ero nata male. In fondo è così che mi sento anche oggi: nata male. Non ho mai qualcosa che mi renda contenta, non arrivo mai al massimo, mai al punto che vorrei.
Non chiedo molto per essere contenta, qualche 30 in più sul libretto, finire gli esami un po prima, non vedere mai più una bocciatura per i prossimi 2 anni, non aver più i rotoli di grasso che rovinano il mio corpo, essere sicura di me stessa quando cammino per strada, non farmi più seghe mentali, piacere a qualcuno che mi piaccia davvero, per evitare le storie tristi come quella con il mio ex, che finiscono sempre con qualche schiaffo e tanta delusione, per colpa mia, per colpa sua.
guardo i miei colleghi di università, hanno tutti un fidanzato con cui studiare, passano gli esami senza arrivare allo sfinimento, sono positivi ogni cazzo di giorno perché ricordano ciò che hanno studiato il giorno prima, hanno degli amici con cui fare qualcosa che vada loro a genio, prendono questi anni come un piacere piuttosto che come una tortura. Le ansie le hanno tutti, ma ciò che ho passato io, lascia segni che in pochi hanno.
Sono stanca, stanca di studiare, stanca di tutto. I primi 18 anni della mia vita mi hanno prostrata più che prepararmi alla fatica del dopo. Combattere tutti i giorni, nessun amico, nessun contatto, nemici, nemici in ogni angolo, in classe, fuori dalla scuola, ovunque. Le gite scolastiche a cui ero costretta ad andare, con i fighetti all'ultimo posto del pullman, fastidi, nessuno con cui parlare. Le gite scolastiche a cui non sono andata, i momenti no chiusa in camera, il mio aspetto ancora troppo brutto, prima di perdere 17 kg, prima che i miei tratti del viso assumessero questo aspetto apatico e tirato, i vestiti brutti perché ero grassa e sformata, gli immani sacrifici per essere quella che sono, i voti bassi di chi era troppo depre per studiare. Sembra che abbia vissuto 50 aanni, invece erano solo 18. Ogni anno era una pena, ogni giorno una tortura. Poi ne sono uscita, tutto ha preso ad andar meglio, dall'inferno sono arrivata al purgatorio. Ora aspetto solo il paradiso. Aspetto qualcosa che mi spiega ad andare avanti per davvero, e non per inerzia come sto facendo. Ci sarà Mai?
sabato 28 novembre 2015
Non voglio essere nella norma, sono stufa, non mi va di essere così, ne magra ne grassa, ne bella ne brutta, ne brava ne ciuccia, ne vestita bene ne vestita male, ne intelligente ne stupida.
non mi va di avere la ciccia nell'interno coscia e nella pancia, non mi va di avere cicatrici brutte, non mi va una misera media del 27,7, non mi va di finire gli esami con un po di ritardo, non mi va di avere un fidanzato brutto, o uno che sta con me e guarda le altre, non mi vanno le cose normali.
Non mi vanno le serate tranquille, non mi va di essere una delle tante. Non mi va, non mi va, non mi va!!!
Voglio guardarmi allo specchio e piacermi, voglio fare esami velocemente e con il massimo dei voti, non voglio passare tutto il pomeriggio a sforzarmi di capire cose che non capisco, non mi va di studiare ad agosto perché ho scelto una facoltà più difficile di quella della mia vicina di casa, non mi va di piacere a chi non mi piace, non mi va di star sola quando tutti hanno qualcuno al loro fianco, non mi va mia madre che sclera, non mi va di arrivare distrutta dopo un esame, non mi va che qualcuno abbia qualcosa che io vorrei e non posso avere, non mi va di spendere fiumi di soldi per non essere una ragazza grassa, non mi va di partire più svantaggiata di altri.
Voglio essere ciò che ho sempre voluto. E sono stufa di sudare e star male per ottenere cose che non sono mai il massimo. Perché fottersi il cervello per un misero 27? Perché uscire con gente che non mi va a genio?
Stavo bene quando mi andava bene essere nella norma, ora non più, ora voglio arrivate più un alto
non mi va di avere la ciccia nell'interno coscia e nella pancia, non mi va di avere cicatrici brutte, non mi va una misera media del 27,7, non mi va di finire gli esami con un po di ritardo, non mi va di avere un fidanzato brutto, o uno che sta con me e guarda le altre, non mi vanno le cose normali.
Non mi vanno le serate tranquille, non mi va di essere una delle tante. Non mi va, non mi va, non mi va!!!
Voglio guardarmi allo specchio e piacermi, voglio fare esami velocemente e con il massimo dei voti, non voglio passare tutto il pomeriggio a sforzarmi di capire cose che non capisco, non mi va di studiare ad agosto perché ho scelto una facoltà più difficile di quella della mia vicina di casa, non mi va di piacere a chi non mi piace, non mi va di star sola quando tutti hanno qualcuno al loro fianco, non mi va mia madre che sclera, non mi va di arrivare distrutta dopo un esame, non mi va che qualcuno abbia qualcosa che io vorrei e non posso avere, non mi va di spendere fiumi di soldi per non essere una ragazza grassa, non mi va di partire più svantaggiata di altri.
Voglio essere ciò che ho sempre voluto. E sono stufa di sudare e star male per ottenere cose che non sono mai il massimo. Perché fottersi il cervello per un misero 27? Perché uscire con gente che non mi va a genio?
Stavo bene quando mi andava bene essere nella norma, ora non più, ora voglio arrivate più un alto
martedì 24 novembre 2015
Mi trattano tutti male, a volte mi chiedo se ne sarebbero capaci anche i miei amici. Alex che è triste perché non ha una ragazza, che fa un lavoro di merda e ha un cane dolcissimo. Simo che odia le ingiustizie, mi ripete sempre che la curva più bella in una donna è il sorriso, come disse Bob Marley, mi dice che non è vero che sono brutta e depressa, dice solo che sono disadattata come lui. Poi mi ha detto che dai miei occhi si vede che sono triste e sola. Mi dice sempre di non avercela con il mondo intero, che ho solo sofferto, che sono quello che sono non per colpa di ciò che mi hanno insegnato i miei. Continua a dirmi di non farmi problemi, di non essere così riservata, di vivere in pace con me stessa.
possono loro essere stronzi con me? Possono pugnalarmi alle spalle? In fondo perché no, pensavo, anche Andrea sembrava dalla mia parte, anche lui mi han pugnalata alle spalle.
Se non gli avessi dato tutta questa fiducia forse ora ne soffrirei meno, ma sembrava proprio come me.
ora però sono infelice, ciò che studio non mi piace più, non mi soddisfa più. Forse perché non ho più nulla da dimostrare a nessuno, forse perché so già che il lavoro che farò non mi piacerà, che lo farò solo per vivere senza chiedere niente a nessuno.
Ma si può lavorare se anche una mosca che volta ti turba, ti infastidisce? Forse è solo un momento, un momento che dura da anni. Chi può dirlo. Ma ormai sono troppi avanti per mollare.
Forse è vero ciò che dice mio padre, sto mollando perché ho visto un'al tra strada, ho visto Andrea che non fa nulla nella vita e vive lo stesso, so che a lui non devo dimostrare di essere brava.
Forse voglio solo i miei farmaci come sempre, come quando ho studiato in un mese ciò che avrei dovuto fare in 3 ma che ero troppo depressa per farlo. Forse sono solo stanca, ho solo bisogno di tempo, forse di una motivazione.
Ma sono solo triste, non riesco ad andare avanti da sola, non ho più quei momenti in cui mi sento dio.
possono loro essere stronzi con me? Possono pugnalarmi alle spalle? In fondo perché no, pensavo, anche Andrea sembrava dalla mia parte, anche lui mi han pugnalata alle spalle.
Se non gli avessi dato tutta questa fiducia forse ora ne soffrirei meno, ma sembrava proprio come me.
ora però sono infelice, ciò che studio non mi piace più, non mi soddisfa più. Forse perché non ho più nulla da dimostrare a nessuno, forse perché so già che il lavoro che farò non mi piacerà, che lo farò solo per vivere senza chiedere niente a nessuno.
Ma si può lavorare se anche una mosca che volta ti turba, ti infastidisce? Forse è solo un momento, un momento che dura da anni. Chi può dirlo. Ma ormai sono troppi avanti per mollare.
Forse è vero ciò che dice mio padre, sto mollando perché ho visto un'al tra strada, ho visto Andrea che non fa nulla nella vita e vive lo stesso, so che a lui non devo dimostrare di essere brava.
Forse voglio solo i miei farmaci come sempre, come quando ho studiato in un mese ciò che avrei dovuto fare in 3 ma che ero troppo depressa per farlo. Forse sono solo stanca, ho solo bisogno di tempo, forse di una motivazione.
Ma sono solo triste, non riesco ad andare avanti da sola, non ho più quei momenti in cui mi sento dio.
mercoledì 18 novembre 2015
Mi guardo Allo specchio e penso che mia madre aveva ragione. Ormai non c'c'è più nulla da contrastare. Le cosce non si toccano, la pancia è piatta, le costole che si vedono laddove non sono coperte dalla mia seconda scarsa di seno, il sedere piatto, i fianchi stretti e la vita segnata. È tutto svuotato, eppure non sono contenta. E se volessi essere più magra? Ho ripreso a mangiare poco e fumare tanto. Non mi piaccio. non mi piace nemmeno il viso. Nulla.
come si può avere visioni discordanti su tutto in un giorno solo?
come si può avere visioni discordanti su tutto in un giorno solo?
martedì 17 novembre 2015
Oggi pensavo a quante cose sono cambiate in un anno. Sono sempre io, sempre la stessa diagnosi, ma vivo tutto in modo diverso. Il mio narcisismo si è accentuato, la mia ansia vitale è sparita.
Ho capito che quando ti accontenti soffri solo come un cane, passi la tua esistenza ad avvelenarti dentro, quindi è meglio non avere niente.
Vivo così da sempre o quasi, tutto o nulla, se non posso avere il massimo preferisco rinunciare. Non so come si faccia a vivere in una scala di grigi. Le persone sono fatte in Scala di grigi solo nelle radiografie, nella realtà sono bianche o nere, a contrasto. Nel mio caso quasi tutti neri, nemici, brutti, traditori, stupidi, inaffidabili, poco interessanti, fastidiosi, da rigettare.
Ci sarà mai qualcuno come me?
Certo, uno c'è, glielo vorrei dire che di me si può fidare, che nemmeno io mi fido di nessuno. Vorrei dirgli tante cose. Tante. Ma forse a modo suo è inaffidabile pure lui. Come fai a fidarti? Cosa Mai potrà esserci? Esiste solo distanza. Nulla di più.
E poi forse è vero, ho cercato nel posto sbagliato.
Un po come quando speri di conoscere un alternativo in discoteca.
Oggi ho preso molta più coscienza di me so chi sono, un po di più di ieri.
eppure continuo Ax avere scatti di rabbia intensi, per un nulla, per qualcosa e qualcuno che non conta, per chi ti rivolge la parola quando tu non vorresti. Perché il mondo non è fatto solo di persone come me o come lui.
Ho capito che quando ti accontenti soffri solo come un cane, passi la tua esistenza ad avvelenarti dentro, quindi è meglio non avere niente.
Vivo così da sempre o quasi, tutto o nulla, se non posso avere il massimo preferisco rinunciare. Non so come si faccia a vivere in una scala di grigi. Le persone sono fatte in Scala di grigi solo nelle radiografie, nella realtà sono bianche o nere, a contrasto. Nel mio caso quasi tutti neri, nemici, brutti, traditori, stupidi, inaffidabili, poco interessanti, fastidiosi, da rigettare.
Ci sarà mai qualcuno come me?
Certo, uno c'è, glielo vorrei dire che di me si può fidare, che nemmeno io mi fido di nessuno. Vorrei dirgli tante cose. Tante. Ma forse a modo suo è inaffidabile pure lui. Come fai a fidarti? Cosa Mai potrà esserci? Esiste solo distanza. Nulla di più.
E poi forse è vero, ho cercato nel posto sbagliato.
Un po come quando speri di conoscere un alternativo in discoteca.
Oggi ho preso molta più coscienza di me so chi sono, un po di più di ieri.
eppure continuo Ax avere scatti di rabbia intensi, per un nulla, per qualcosa e qualcuno che non conta, per chi ti rivolge la parola quando tu non vorresti. Perché il mondo non è fatto solo di persone come me o come lui.
domenica 15 novembre 2015
Oggi continuavo a pensare a lui, ci sono quelle poche caratteristiche che qualcuno deve avere per piacermi, in genere però tendo semPre ad essere flessibile e ad accontentarmi se ne rispetti solo qualcuna, ma lui, lui le aveva tutte! È stato quel tipico incontro che mi ha cambiato la vita, penso sia per questo che non sono morta.
Ero bellissimo, non rendeva in quelle foto che ho visto prima di incontrarlo, era un orgasmo solo guardarlo.
Aveva i miei stessi gusti, stesso tipo di serate, stessa musica, stessi film, stesso stile di vita.
Era intelligente, mi piaceva parlare con lui, potevi parlarè di tutto quando eri con lui, non ti annoia mai, non parlava di cazzate.
Aveva quella vena di tristezza nel cuore, il che non vuol dire chiudersi nel cessò a piangere tutto il giorno, ma si vedeva che non era come tanti altri, non amava ridere, pur avendo il sorriso più bello di tutti.
Sembrava uno di quelli legati, uno che se sta con qualcuno ci sta per davvero, uno che per vederti fa le peggiori cazzate (ccome del resto aveva fatto)
Aveva tutte le caratteristiche per farmi perdere la testa, le aveva tutte al 100%.
Questo era il motivo per cui gli altri ai miei occhi non erano nulla, questo era il motivo di tante cose che mi stavano succedendo.
Ero bellissimo, non rendeva in quelle foto che ho visto prima di incontrarlo, era un orgasmo solo guardarlo.
Aveva i miei stessi gusti, stesso tipo di serate, stessa musica, stessi film, stesso stile di vita.
Era intelligente, mi piaceva parlare con lui, potevi parlarè di tutto quando eri con lui, non ti annoia mai, non parlava di cazzate.
Aveva quella vena di tristezza nel cuore, il che non vuol dire chiudersi nel cessò a piangere tutto il giorno, ma si vedeva che non era come tanti altri, non amava ridere, pur avendo il sorriso più bello di tutti.
Sembrava uno di quelli legati, uno che se sta con qualcuno ci sta per davvero, uno che per vederti fa le peggiori cazzate (ccome del resto aveva fatto)
Aveva tutte le caratteristiche per farmi perdere la testa, le aveva tutte al 100%.
Questo era il motivo per cui gli altri ai miei occhi non erano nulla, questo era il motivo di tante cose che mi stavano succedendo.
domenica 8 novembre 2015
Tutto sta diventando pesante. Studiare non è più così piacevole come una volta. Ho solo un gran mal di testa e non ricordo nulla, l'umore a puttane, le sigarette aumentano sempre di più.
Mentre studio nella testa mi appare la sua immagine, A Turbare tutto quanto.
Ricordo ancora quando disse che ero la sua ragazza, non so se fosse ubriaco o se lo pensasse. Non lo so, non so nemmeno che tipo è. Come posso saperlo con tutTa questa distanza?
Chissà perché non riesco ad avere una relazione come tutti gli altri. Forse è vero, non sono solo malata, non sono solo selettiva, sono anche terribilmente narcisista. Quante forme di narcisismo esistono? Due. Un tipo grida "io sono il massimo" l'altro grida "nnon sono ancora abbastanza" e lavora lavora lavora pee che vuole arrivarci ad "abbastanza". È quello con non è mai contento. Io penso di essere così.
Pensavo: la miglior risposta che ho dato alle 4 teste di cazzo che hanno tentato di buttarmi giù è proprio questa. Una bella facoltà borghese, ottimi voti, 17 kg persi, niente più grasso localizzato, niente più vestiti brutti e capelli sporchi. desidero vedere tutti morti affogati, ma poi penso a me e ai miei risultati, a ciò che sono io e a ciò che sono loro, quindi godo anche di più.
Ora non ho più scuse, non sono più una sfigata, obesa, che si sveglia la notte per mangiare, cche si abbuffa a scuola di nascosto e poi salta il pranzo. Non sono più quella persona di merda, eppure il mio cuore è rimasto così.
Da merda depressa e con disturbi alimentari sono passata a sbalzi d'ud'umore esagerati, a rabbia intensa, a narcisismo.
Oggi è uno di quei giorni in cui mi sento dio, mi guardo allo specchio e dico, cazzo, ho un fisico da modella, dei tratti del viso carini, armonici, go interessi interessanti, non mo importa un cazzo di chi mi circonda, sono superiore, allora perché non ho una relazione?
forse perché davvero mi manca l'umilta. Non sono un cessò che si accontenta dei cessi e di guardare fighi nei reality perché la vita fa schifo. Ero un cessò che non si è accontentata. Altrimenti adesso farei la commessa in qualche negozietto di merda del mio paese, avrei un fidanzato grezzo e bruttbrutto, sarei grassa e bulimica, avrei amici di merda con cui parlare di quale tatuaggio è meglio tra cuoricino e stellina.
Mentre studio nella testa mi appare la sua immagine, A Turbare tutto quanto.
Ricordo ancora quando disse che ero la sua ragazza, non so se fosse ubriaco o se lo pensasse. Non lo so, non so nemmeno che tipo è. Come posso saperlo con tutTa questa distanza?
Chissà perché non riesco ad avere una relazione come tutti gli altri. Forse è vero, non sono solo malata, non sono solo selettiva, sono anche terribilmente narcisista. Quante forme di narcisismo esistono? Due. Un tipo grida "io sono il massimo" l'altro grida "nnon sono ancora abbastanza" e lavora lavora lavora pee che vuole arrivarci ad "abbastanza". È quello con non è mai contento. Io penso di essere così.
Pensavo: la miglior risposta che ho dato alle 4 teste di cazzo che hanno tentato di buttarmi giù è proprio questa. Una bella facoltà borghese, ottimi voti, 17 kg persi, niente più grasso localizzato, niente più vestiti brutti e capelli sporchi. desidero vedere tutti morti affogati, ma poi penso a me e ai miei risultati, a ciò che sono io e a ciò che sono loro, quindi godo anche di più.
Ora non ho più scuse, non sono più una sfigata, obesa, che si sveglia la notte per mangiare, cche si abbuffa a scuola di nascosto e poi salta il pranzo. Non sono più quella persona di merda, eppure il mio cuore è rimasto così.
Da merda depressa e con disturbi alimentari sono passata a sbalzi d'ud'umore esagerati, a rabbia intensa, a narcisismo.
Oggi è uno di quei giorni in cui mi sento dio, mi guardo allo specchio e dico, cazzo, ho un fisico da modella, dei tratti del viso carini, armonici, go interessi interessanti, non mo importa un cazzo di chi mi circonda, sono superiore, allora perché non ho una relazione?
forse perché davvero mi manca l'umilta. Non sono un cessò che si accontenta dei cessi e di guardare fighi nei reality perché la vita fa schifo. Ero un cessò che non si è accontentata. Altrimenti adesso farei la commessa in qualche negozietto di merda del mio paese, avrei un fidanzato grezzo e bruttbrutto, sarei grassa e bulimica, avrei amici di merda con cui parlare di quale tatuaggio è meglio tra cuoricino e stellina.
giovedì 5 novembre 2015
Ricorda sempre che questa "merda" che studi ti ha salvata, ti ha regalato momenti di gioia, oltre che di sconforto, ti ha fatto trovare la prima relazione della tua vita, ti ha dato una motivazione, ti ha fatto scappare da vecchi luoghi e da vecchie paure, ti ha dato una cultura, ti ha fatto scoprire cosa vuoi e cosa non vuoi, ti ha impegnato la mente quando avevi voglia di morire, ti ha fatto credere do essere una persona migliore, ti ha fatto sentire qualcno, ti ha tolto da un mondo fatto di ansie e brutte strade.
Non lavorerai da giovane, rimarrai bambina fino a 25 anni, non avrai altri interessi, non sarai autonoma, avrai grosse crisi per piccoli fallimenti, ma oggi fai qualcosa, hai una scusa per dire che non fai nient'altro nella vita.
Forse questa facoltà oltre a tante cose brutte ha portato anche tante cose belle. Bisogna coglierLe.
Oggi mia madre mi ha fatto anche capire il motivo dei miei tagli, una risposta che cercavo da tempo, ma che non trovavo sui libri. Spesso la realtà non puo essere espressa da qualche studio scientifico. È sempre una banalizzazione che va estesa al particolare. Non sempre i libri dicono la verità, spesso sono solo ipotesi. Oggi mi conosco un po meglio. Forse lo devo ai libri, forse all'eTa, forse a mia madre e al mio ex. Oggi so cosa non voglio, anche se non mi è chiaro quello che voglio.
Non lavorerai da giovane, rimarrai bambina fino a 25 anni, non avrai altri interessi, non sarai autonoma, avrai grosse crisi per piccoli fallimenti, ma oggi fai qualcosa, hai una scusa per dire che non fai nient'altro nella vita.
Forse questa facoltà oltre a tante cose brutte ha portato anche tante cose belle. Bisogna coglierLe.
Oggi mia madre mi ha fatto anche capire il motivo dei miei tagli, una risposta che cercavo da tempo, ma che non trovavo sui libri. Spesso la realtà non puo essere espressa da qualche studio scientifico. È sempre una banalizzazione che va estesa al particolare. Non sempre i libri dicono la verità, spesso sono solo ipotesi. Oggi mi conosco un po meglio. Forse lo devo ai libri, forse all'eTa, forse a mia madre e al mio ex. Oggi so cosa non voglio, anche se non mi è chiaro quello che voglio.
mercoledì 4 novembre 2015
Pensavo, spesso ho incontrato gente che vorrei morisse affogata. non è facile trovare qualcuno che ti prenda con poche frasi, eppure....ehh eppure è successo, nonostante la mia testa fosse altrove, volevo vederlo, parlarci, andavo all'universita solo per la connessione che mi avrebbe permesso di sentirlo. Sentivo già una certa affinità. Non si trattava di attrazione fisica pura e semplice, di belle facce ne è pieno il mondo, sono stati i vari discorsi con lui, tutto, li ho capito che volevo vederlo. Che strano, non è stato lui a farmi pressioni per vederci. È andata così è basta, anche l'uscita è stata diversa, c'eRa una atmosfera diversa. Non volevo scappare, stavo bene e basta. Era stranamente gentile, insolito per un uomo. Nessuno è mai gentile con me, o forse non lo percepisco io. Non credo di essere tagliata per apprezzare chiunque. Cosa mi ha spinto ad innamorarmi non so. Perché di lui poi. L'uNico, l'unico con cui non posso stare. Potevo innamorarmi di Alessio, pochi km di distanza, convenzionale, pressante.
Potevo innamorarmi di uno di quelli conosciuti dopo, tutti mandano cuori, tutti gentili. Chissà. Però ho scelto lui.
che triste scherzo che mi ha fatto la vita.
alcuni hanno tutto ciò che serve per essere felici, lui, un lavoro, un corpo, non lo so.
Io ho cominciato male la vita, digiuni, abbuffate, diete, vomitare nel cessò, chat per sentirmi meno sola. le ho tentate tutte per non essere più la merda grassa che non combina un cazzo nella vita, ma nulla può renderti diverso da ciò che sei. I miei voti non sono abbastanza alti, il mio corpo non è abbastanza magro, il mio ragazzo non è mai come lo vorrei. Nulla è come lo vorrei. Perché?
Potevo innamorarmi di uno di quelli conosciuti dopo, tutti mandano cuori, tutti gentili. Chissà. Però ho scelto lui.
che triste scherzo che mi ha fatto la vita.
alcuni hanno tutto ciò che serve per essere felici, lui, un lavoro, un corpo, non lo so.
Io ho cominciato male la vita, digiuni, abbuffate, diete, vomitare nel cessò, chat per sentirmi meno sola. le ho tentate tutte per non essere più la merda grassa che non combina un cazzo nella vita, ma nulla può renderti diverso da ciò che sei. I miei voti non sono abbastanza alti, il mio corpo non è abbastanza magro, il mio ragazzo non è mai come lo vorrei. Nulla è come lo vorrei. Perché?
Sono malata lo so. Se lui mi chiedesse di raggiungerlo lo farei, adesso, senza pensarci e senza fare le valigie. l'ho visto 2 volte, ma ho perso la testa. Manderei a puttane 5 anni di universita, 21 esami fatti e messi in tasca. Meno 14 esami per la laurea. Ma forse lo farei.
Che storia è questa? Perché? Ma poi lui è così instabile, non affidabile, dice la mia amica "ffuori legge"
ha la memoria fottuta, pensa solo a bere e drogarsi, dimentica di andare a lavoro. Si, una classica persona da non frequentare. Eppure io lo amo così. Lo trovo carino, farei tutto per lui.
Che storia è questa? Perché? Ma poi lui è così instabile, non affidabile, dice la mia amica "ffuori legge"
ha la memoria fottuta, pensa solo a bere e drogarsi, dimentica di andare a lavoro. Si, una classica persona da non frequentare. Eppure io lo amo così. Lo trovo carino, farei tutto per lui.
lunedì 2 novembre 2015
Comincio ad odiare questa città, non mi ha portato ad altro che guai.
Delusioni negli esami, certo, le avevo anche prima di iscrivermi all'unniversita. la prima storia, con l'unico psicopatico della facoltà, ma del resto l'ho scelto io in base a ciò che sono. La scoperta che la gente è merda pura, dalla coinquilina zoccola al pezzente dell'estremo sud che vuol fotterti, così gli auguri Di tentare il suicidio e non riuscirci mai.
I colleghi esaltati, quelli che parlano di eSami, si quanto era bello quel capitolo, di quanto amano questa professione di merDa, che si fanno le foto a lezione tutti convinti. Le mie amiche del cazzo, quelle che non hanno argomentazioni se non il "ooh non sono uscita perché c'eRa un reality del cazzo in TV, ora ci sono tizi con malattie strane e ripugnanti, wow"
E infine...lui. nato e cresciuto qua, accento di questa città. Ti scrive quando pensi ancora al tuo ex, ti illude, ti fa innamorare, ti fa credere che non sta forzando i tempi perché potrebbe importargli qualcosa di te, ma poi.... poi non ti scrive piu, se lo fa ti risponde dopo 3 giorni, fino a cancellare il tuo numero. Che bello, come dire in faccia che tu non sei niente per me.
Va bene, sono solo altri 2 anni, dopo andrò via di nuovo, sperando che le cose vadano meglio.
Delusioni negli esami, certo, le avevo anche prima di iscrivermi all'unniversita. la prima storia, con l'unico psicopatico della facoltà, ma del resto l'ho scelto io in base a ciò che sono. La scoperta che la gente è merda pura, dalla coinquilina zoccola al pezzente dell'estremo sud che vuol fotterti, così gli auguri Di tentare il suicidio e non riuscirci mai.
I colleghi esaltati, quelli che parlano di eSami, si quanto era bello quel capitolo, di quanto amano questa professione di merDa, che si fanno le foto a lezione tutti convinti. Le mie amiche del cazzo, quelle che non hanno argomentazioni se non il "ooh non sono uscita perché c'eRa un reality del cazzo in TV, ora ci sono tizi con malattie strane e ripugnanti, wow"
E infine...lui. nato e cresciuto qua, accento di questa città. Ti scrive quando pensi ancora al tuo ex, ti illude, ti fa innamorare, ti fa credere che non sta forzando i tempi perché potrebbe importargli qualcosa di te, ma poi.... poi non ti scrive piu, se lo fa ti risponde dopo 3 giorni, fino a cancellare il tuo numero. Che bello, come dire in faccia che tu non sei niente per me.
Va bene, sono solo altri 2 anni, dopo andrò via di nuovo, sperando che le cose vadano meglio.
venerdì 23 ottobre 2015
Se dovessi definire la parola "onnipotenza" direi che sei onnipotente solo quando non hai bisogno di nessuno. Ma riflettiamo, tutti abbiamo bisogno di qualcuno, che sia per un'informazione, che sia perché davvero non ne possiamo fare a meno. Tutti abbiamo bisogno del medico, dell'amico con cui uscire, di una compagnia, di qualcuno che ci dia la pillola della pressione quando siamo troppo vecchi. Allora non puoi essere onnipotente. Eppure esiste qualcosa di più sottile della semplice mancanza totale di indipendenza. Sai perché a 12 anni passi per sfigato? Non perché non hai un fidanzato, non perché i vestiti te li compra ancora mamma, non perché sei grasso e brutto, non perché non hai il telefonino figo. Perché allora? Perché sei uno sfigato che vuole essere accettato dal branco. Fai capire a chi ti circonda che senza sei una nullità. Fai capire che ti importa avere la loro benedizione per sentirti qualcuno. Senza il loro si, sei meno di una merdina. Fai sentire loro potenti, tu nullità. Come quando vai a fare il tuo esame di fisiologia: sai tutto, il libro dice così, ma il professore è onnipotente e tu nullità. Non conta ciò che è giusto, conta ciò che pensa l'onnipotente, lui ha il potere di decidere se tu andrai avanti o meno. Lui ha il potere di dirti se sei genio o stupido. Impari a memoria le sue teorie perché vuoi che lui ti accetti, ti dica che sei stato bravo.
Questa è la mia teoria, non serve essere qualcuno per qualcuno; devi sapere che sei qualc
Questa è la mia teoria, non serve essere qualcuno per qualcuno; devi sapere che sei qualc
domenica 11 ottobre 2015
Mi sento la merda della merda, ho voglia di tagliarmi ma lo vedrebbero i miei. Poi ricomincio, sono di nuovo depre, si ripete sempre tutto, sono sempre la solita sfigata a cui non ne va bene una, prima avevo la scusa di essere brutta e grassa, ora no, sono nata sbagliata e basta. Destinata a prendere pasticche a vita. Dopo questo passo dovrei star meglio, ma se così non fosse riprenderò a mandar giù le mie pasticche.
Che sfigata che sono, alla mia età nessuno prende questa meRda. Ma scelgo sempre quanto di più difficile c'è.
In Chat ho raccontato che non esco con qualcuno dai tempi del mio eX. Sono 3 anni, TRE. Ho provato a dare la colpa al grasso, al fatto che sono acida, al mio viso non tanto bello, al fatto che sono imbranata e tutto, ma niente, c'è chi sta peggio di me ed esce con qualcuno.
allora la colpa è delle mie osseessioni.
Dai un tagliato piccolo e un po di subsonica e si va a nanna pronti per una bella giornata vuota di merda.
Che sfigata che sono, alla mia età nessuno prende questa meRda. Ma scelgo sempre quanto di più difficile c'è.
In Chat ho raccontato che non esco con qualcuno dai tempi del mio eX. Sono 3 anni, TRE. Ho provato a dare la colpa al grasso, al fatto che sono acida, al mio viso non tanto bello, al fatto che sono imbranata e tutto, ma niente, c'è chi sta peggio di me ed esce con qualcuno.
allora la colpa è delle mie osseessioni.
Dai un tagliato piccolo e un po di subsonica e si va a nanna pronti per una bella giornata vuota di merda.
giovedì 8 ottobre 2015
Non vedo l'ora che finisca questo inferno, essere chiusa in una camera a studiare, per ore. A sfogarmi con la birra e le sigarette. lla verità è che gli insuccessi collezionati fino ad ora mi fanno troppo male, fa troppo male il loro ricordo. Certo, ho collezionato anche tanti successi, ma non bastano più. Sono a poco più di metà strada dalla fine, si tratta di fare per qualche altro anno, 2 o 3 al massimo, un ultimo sforzo. Mi fa male il ricordo delle notti insonni, del fallimento, dei sacrifici, per fare qualcosa che non so a cosa porterà in futuro.
Poi vado a lezone, vedo quelli della mia età in tempo, poco più avanti di me, calmi, senza ansie, senza nulla di pesante da portarsi dietro, sono li, preparano gli esami con il loro ragazzo/a. Io da sola qui, senza sfoghi.
Basterebbe poco per essere felici, e chissà se mai mi riusciRa di avere quel poco che hanno gli altri. Mi sento indietro, in debito con i miei, fallita, piena di pesi da portarmi dietro.
Pesa troppo, spero che andando avanti sarà più semplice. Sono già fuori dalla zona più grigia.
Poi vado a lezone, vedo quelli della mia età in tempo, poco più avanti di me, calmi, senza ansie, senza nulla di pesante da portarsi dietro, sono li, preparano gli esami con il loro ragazzo/a. Io da sola qui, senza sfoghi.
Basterebbe poco per essere felici, e chissà se mai mi riusciRa di avere quel poco che hanno gli altri. Mi sento indietro, in debito con i miei, fallita, piena di pesi da portarmi dietro.
Pesa troppo, spero che andando avanti sarà più semplice. Sono già fuori dalla zona più grigia.
lunedì 21 settembre 2015
Mi sento sbagliata, da che ho memoria. Me lo hanno messo in testa mamma e papà, dicevano cosa dovevo dire, cosa dovevo pensare, come mi dovevo comportare, come mi dovevo vestire, cosa avrei dovuto fare nella mia vita.
Quando dicevano nero e io ero nero o al limite grigio, ecco che invece doveva essere bianco. Allora ti davi al bianco, ma non andava più bene, era di nuovo nero. Poi la confusione. Cosa sono? Cosa voglio? Perché non vado bene così?
Ma mamma e papà erano un problema marginale. Mamma voleva che i miei capelli fossero in ordine, ma se anche lo fossero stati, il problema era il peso, il corpo. Cosa te ne fai dei capelli in ordine se ti chiamano tutti grassa, obesa, brutta, cicciona e simili. Sembravano essere tutti miei nemici, compresi mamma e papà, che continuavano a dirmi di crescere e di preoccuparmi delle cose serie. Ma quali sono le cose serie quando non hai più di 14 anni? Pressioni su pressioni, sé non ero considerata stupida ero considerata brutta, o negligente, o ribelle.
Ma sentirsi sbagliati a non più di 14 anni è una cosa normale, passa nel tempo, soprattutto se poi trovi la tua strada e scegli quella che vuoi sia la tua vita, nel mio caso, avevo le idee chiare e mi ero detta che mi sarei impegnata.
poi però è sempre lo stesso film, visto e rivisto, mi ero abituata, ma ogni tanto la vita mi prendeva nuovamente per il culo.
Quando dicevano nero e io ero nero o al limite grigio, ecco che invece doveva essere bianco. Allora ti davi al bianco, ma non andava più bene, era di nuovo nero. Poi la confusione. Cosa sono? Cosa voglio? Perché non vado bene così?
Ma mamma e papà erano un problema marginale. Mamma voleva che i miei capelli fossero in ordine, ma se anche lo fossero stati, il problema era il peso, il corpo. Cosa te ne fai dei capelli in ordine se ti chiamano tutti grassa, obesa, brutta, cicciona e simili. Sembravano essere tutti miei nemici, compresi mamma e papà, che continuavano a dirmi di crescere e di preoccuparmi delle cose serie. Ma quali sono le cose serie quando non hai più di 14 anni? Pressioni su pressioni, sé non ero considerata stupida ero considerata brutta, o negligente, o ribelle.
Ma sentirsi sbagliati a non più di 14 anni è una cosa normale, passa nel tempo, soprattutto se poi trovi la tua strada e scegli quella che vuoi sia la tua vita, nel mio caso, avevo le idee chiare e mi ero detta che mi sarei impegnata.
poi però è sempre lo stesso film, visto e rivisto, mi ero abituata, ma ogni tanto la vita mi prendeva nuovamente per il culo.
Mi disse "ogni tanto anche io sorrido"
una sola frase che ha fatto sorridere anche me.
Chissà perché scelgo sempre le cose più difficili, forse sono loro che scelgono me, potevo scegliere un corso di studi più facile, un amore più facile, una vita più facile, ma mi ritrovo così.
Sento un forte vuoto, una forte mancanza... la sua. Avevo trovato qualcuno davvero come me, come me, non una finta.
avevo già avuto la fortuna di conoscerlo, non poteva andarmi bene una seconda volta, non avevo la quantità giusta di fortuna per poterlo avere vicino a me o per poter iniziare una storia.
Sembra quasi una storia da 15enne, o forse è solo una triste realtà di una mente disturbata.
se non avessi una mente malata cercherei ciò He cercano tutte. Mi accontenterei di cio cHe fa accontentate le altre. Che bisogno avevo di innamorarmi di qualcuno che vedo una volta ogni 3 mesi Per poche ore?
Ma io avevo solo una mente malata, forse per colpa mia, forse per colpa degli altri.
Aveva ragione Andrea, sono una di quelle che si sente intrappolata nelle gabbie che crea la società. Ero dentro quelle gabbie, solo piegandomi agli scherzi della mia mente (o della realtà) potevo uscirne, non potevo più ribellarmi, le torture di quei luoghi di prigionia mi straziavano; mi avevano straziato troppo a lungo.
Non era solo colpa mia, era colpa di tutti.
una sola frase che ha fatto sorridere anche me.
Chissà perché scelgo sempre le cose più difficili, forse sono loro che scelgono me, potevo scegliere un corso di studi più facile, un amore più facile, una vita più facile, ma mi ritrovo così.
Sento un forte vuoto, una forte mancanza... la sua. Avevo trovato qualcuno davvero come me, come me, non una finta.
avevo già avuto la fortuna di conoscerlo, non poteva andarmi bene una seconda volta, non avevo la quantità giusta di fortuna per poterlo avere vicino a me o per poter iniziare una storia.
Sembra quasi una storia da 15enne, o forse è solo una triste realtà di una mente disturbata.
se non avessi una mente malata cercherei ciò He cercano tutte. Mi accontenterei di cio cHe fa accontentate le altre. Che bisogno avevo di innamorarmi di qualcuno che vedo una volta ogni 3 mesi Per poche ore?
Ma io avevo solo una mente malata, forse per colpa mia, forse per colpa degli altri.
Aveva ragione Andrea, sono una di quelle che si sente intrappolata nelle gabbie che crea la società. Ero dentro quelle gabbie, solo piegandomi agli scherzi della mia mente (o della realtà) potevo uscirne, non potevo più ribellarmi, le torture di quei luoghi di prigionia mi straziavano; mi avevano straziato troppo a lungo.
Non era solo colpa mia, era colpa di tutti.
sabato 19 settembre 2015
Erano mesi che non mi tagliavo, ricordo ancora l'ultima volta, una sera dopo esser tornata da una festa forse troppo triste per i miei gusti, con i miei amici dell'universita. Avevo il pensiero del mio ex in testa, e Andrea che mi scriveva, ancor prima di incontrarlo.
Poi mi sono messa a letto e ho continuato per ore a parlare con Andrea, l'avrei incontrato la sera successiva. Sono passati molti mesi; alcuni esami; alcuni cambiamenti, ho anche smesso di prendere gli antidepressivi; ma ora ci sono ricaduta ancora. Sono depressa e senza via d'uscita, mi sono tagliata ancora. Sono comunque contenta di aver smesso senza astinenza per tutto questo tempo. È un ottimo traguardo considerando che prima mi capitava tutte le sere.
Ma ora sono di nuovo in un vicolo cieco, pero sono stanca di buttare i soldi per farmi dire quante gocce devo prendere e cosa devo fare. Che palle gli antidepressivi, non li voglio più, non sopporto la fame che mi mettono, l'insonnia, la tachicardia. Si può star bene anche senza.
io però dovevo andare avanti, gli esami non aspettavano, se ne fregavano del mio cervello sbagliato. Cosa dovevo fare?
Uscire, diceva mia madre, uscire con quelli della mia età. Detto fatto. Sai che palle; la tua amica che parla dei suoi esami, il suo ragazzo che non è un tossico come il tuo, i suoi amici tutti per bene, la noia, i silenzi; il tuo sentirti fuori luogo perché loro sono vestiti bene e tu non ricordi nemmeno come si infila una t shirt, perché non ti vesti mai; non esci mai di casa, se esci ti vedi con qualcuno che hai conosciuto in chat. Non ero mai stata abituata a tutto questo. Per me le amicizie non si facevano a scuola o in palestra, ma in chat. Se ti andava bene conoscevi l'uomo della tua vita, se andava male passavi una serata davanti ad una birra facendo finta che ti fregasse a qualcosa delle cazzate che aveva da dire il tuo interlocutore.
Poi mi sono messa a letto e ho continuato per ore a parlare con Andrea, l'avrei incontrato la sera successiva. Sono passati molti mesi; alcuni esami; alcuni cambiamenti, ho anche smesso di prendere gli antidepressivi; ma ora ci sono ricaduta ancora. Sono depressa e senza via d'uscita, mi sono tagliata ancora. Sono comunque contenta di aver smesso senza astinenza per tutto questo tempo. È un ottimo traguardo considerando che prima mi capitava tutte le sere.
Ma ora sono di nuovo in un vicolo cieco, pero sono stanca di buttare i soldi per farmi dire quante gocce devo prendere e cosa devo fare. Che palle gli antidepressivi, non li voglio più, non sopporto la fame che mi mettono, l'insonnia, la tachicardia. Si può star bene anche senza.
io però dovevo andare avanti, gli esami non aspettavano, se ne fregavano del mio cervello sbagliato. Cosa dovevo fare?
Uscire, diceva mia madre, uscire con quelli della mia età. Detto fatto. Sai che palle; la tua amica che parla dei suoi esami, il suo ragazzo che non è un tossico come il tuo, i suoi amici tutti per bene, la noia, i silenzi; il tuo sentirti fuori luogo perché loro sono vestiti bene e tu non ricordi nemmeno come si infila una t shirt, perché non ti vesti mai; non esci mai di casa, se esci ti vedi con qualcuno che hai conosciuto in chat. Non ero mai stata abituata a tutto questo. Per me le amicizie non si facevano a scuola o in palestra, ma in chat. Se ti andava bene conoscevi l'uomo della tua vita, se andava male passavi una serata davanti ad una birra facendo finta che ti fregasse a qualcosa delle cazzate che aveva da dire il tuo interlocutore.
martedì 15 settembre 2015
Cosa c'è di peggio di un pensiero fisso? Un'ossessione.
Monotono resta li a tormentati, e tu cosa puoi fare? Vorresti strapparlo via, buttarlo lontano, ma non puoi.
E se questa fosse proprio la storia della tua vita? Voglio dire, se la tua vita fosse da anni tormentata dalla stessa ossessione, che cambia solo tempo e nome, cosa faresti?
Quando diventa un'abitudine ma poi non ci sei più abituato. Quando si ripete e ti fa sentire solo peggio, sempre peggio. è la storia degli inetti come me, avere una, una sola, ossessione logorante, ma non poter far nulla.
vorrei solo che smettesse questa triste storia, che la vita la smettesse di prendersi il gioco di me, perché mi fai questo?
Perché mi coinvolgi nel mare delle ossessioni quando sOno li tranquilla, cche tento di riprendermi dal disagio precedente? Perché fai di tutto per aggravare la mia malattia? Perché perché perché?
A volte la vita ti fa questo scherzo, fa di tutto per farti credere pazza, mette tutti i tasselli in maniera perfetta, e quando sai già di non essere normale continua ad infierire, così tu diventi sempre più grave, tutto ciò che ti capita ti fa capire che sei pazza, non hai i sintomi di una malattia però, è la vita che ti fa il solito scherzo, da anni, e tu ci caschi sempre, e non puoi guarire.
Chissà perché; nonostante tutto sono così sana, chissà perché non sono allo sbando come tutti gli altri, chissà perché faccio ancora tutto ciò che fanno le persone normali, solo con un cervello malato.
Monotono resta li a tormentati, e tu cosa puoi fare? Vorresti strapparlo via, buttarlo lontano, ma non puoi.
E se questa fosse proprio la storia della tua vita? Voglio dire, se la tua vita fosse da anni tormentata dalla stessa ossessione, che cambia solo tempo e nome, cosa faresti?
Quando diventa un'abitudine ma poi non ci sei più abituato. Quando si ripete e ti fa sentire solo peggio, sempre peggio. è la storia degli inetti come me, avere una, una sola, ossessione logorante, ma non poter far nulla.
vorrei solo che smettesse questa triste storia, che la vita la smettesse di prendersi il gioco di me, perché mi fai questo?
Perché mi coinvolgi nel mare delle ossessioni quando sOno li tranquilla, cche tento di riprendermi dal disagio precedente? Perché fai di tutto per aggravare la mia malattia? Perché perché perché?
A volte la vita ti fa questo scherzo, fa di tutto per farti credere pazza, mette tutti i tasselli in maniera perfetta, e quando sai già di non essere normale continua ad infierire, così tu diventi sempre più grave, tutto ciò che ti capita ti fa capire che sei pazza, non hai i sintomi di una malattia però, è la vita che ti fa il solito scherzo, da anni, e tu ci caschi sempre, e non puoi guarire.
Chissà perché; nonostante tutto sono così sana, chissà perché non sono allo sbando come tutti gli altri, chissà perché faccio ancora tutto ciò che fanno le persone normali, solo con un cervello malato.
domenica 13 settembre 2015
Ma poi, come fai a non avere una diagnosi come la mia se quello che ti offre la vita è questo?
Dagli 11 anni ai 19 ti senti un errore, è ciò che ti dicono sempre tua madre e tuo padre, perché non hai buoni voti, perché non hai buoni amici, perché guardi male la gente al posto di fare la simpatica con il presentatore TV ad un concorso di bellezza, perché non fai sport, perché non suoni uno strumento, perché ti abbuffi ma poi piangi perché sei grassa.
Poi sembra di stare meglio, trovi la tua strada, studi quel che ti piace, hai buoni voti, ti impegni perché sai che è quello che ti piace.
Ma è allora che comincia qualcosa di peggio, ti rendi conto che vieni abbandonata un po da tutti, quelli a cui tu non fai ribrezzo, chiaro.
quante volte è successo? Stavo anche meglio da quando quella chat mi ha regalato Andrea. Per una volta avevo conosciuto qualcuno che mi piacesse a 360 gradi. Quello che cercavo da anni, e cavolo, gli andavo pure bene, lo speravo considerando che ho perso 20kg di orrido grasso. Ma alla fine è così, se ti interessa tu non gli interessi, se ti interessa e tu gli interessi puoi aver fatto centro? Ovviamente no. Quand'è che una cosa è andata per il verso giusto?
Adesso è sparito, senza giustificazioni, senza un motivo, senza la solita frase "ill problema sono io", senza nemmeno dire addio.
Alla fine ci fai così tanto il callo che non ti importa più, è solo uno di quelli che ha seguito il corso naturale delle cose.
Eppure mi mancherai...
Dagli 11 anni ai 19 ti senti un errore, è ciò che ti dicono sempre tua madre e tuo padre, perché non hai buoni voti, perché non hai buoni amici, perché guardi male la gente al posto di fare la simpatica con il presentatore TV ad un concorso di bellezza, perché non fai sport, perché non suoni uno strumento, perché ti abbuffi ma poi piangi perché sei grassa.
Poi sembra di stare meglio, trovi la tua strada, studi quel che ti piace, hai buoni voti, ti impegni perché sai che è quello che ti piace.
Ma è allora che comincia qualcosa di peggio, ti rendi conto che vieni abbandonata un po da tutti, quelli a cui tu non fai ribrezzo, chiaro.
quante volte è successo? Stavo anche meglio da quando quella chat mi ha regalato Andrea. Per una volta avevo conosciuto qualcuno che mi piacesse a 360 gradi. Quello che cercavo da anni, e cavolo, gli andavo pure bene, lo speravo considerando che ho perso 20kg di orrido grasso. Ma alla fine è così, se ti interessa tu non gli interessi, se ti interessa e tu gli interessi puoi aver fatto centro? Ovviamente no. Quand'è che una cosa è andata per il verso giusto?
Adesso è sparito, senza giustificazioni, senza un motivo, senza la solita frase "ill problema sono io", senza nemmeno dire addio.
Alla fine ci fai così tanto il callo che non ti importa più, è solo uno di quelli che ha seguito il corso naturale delle cose.
Eppure mi mancherai...
domenica 6 settembre 2015
Non siamo solo il nostro cervello, i nostri voti, il nostro lavoro. Siamo persone, c'è altro.
Non voglio dire che il cervello non sia importante, insomma provate voi ad uscire con un nullafacente senza aspirazioni e senza amore per la scienza. No, a me non piace.
Però a volte gli obiettivi cambiano, sarei più felice se nello specchio non vedessi il mio corpo ridicolo che mi ha quasi fatto morire. A volte ti viene da dire fanculo gli esami, la scienza, la cultura. A volte per essere contenti non basta più un voto, un libro, la cultura.
A volte vuoi solo che la vita vada bene.
Allora pensavo: il dsm recita "un narcisista si sente speciale, pensa di dover avere un trattamento speciale, che la vita non gli da mai ciò che lui pensa gli sarebbe dovuto" ma cosa ne sanno loro? E se fosse davvero così? E se davvero la vita non ti da ciò che ti meriti? Perché alcuni hanno di più?
Mia madre dice che è colpa mia, che sono cattiva, che studio poco, che mangio poco.
Ma forse ciò che sOno è solo la catena dei miei fardelli, uno tira l'alTro.
Lui è sparito e forse è davvero colpa della mia insicurezza, che è colpa della forma del mio corpo, e se lui sparisce io sono triste, quindi non studio, non esco, mi deprimo e fallisco. E poi forse non avrò mai il lavoro che sogno, perché sono una inetta.
Quindi basterebbe cambiare fuori, poi non essere più mollata da chi mi piace, poi essere tranquilla e mantenere i miei obiettivi. Poi la vita.
Oggi invece va così...
Non voglio dire che il cervello non sia importante, insomma provate voi ad uscire con un nullafacente senza aspirazioni e senza amore per la scienza. No, a me non piace.
Però a volte gli obiettivi cambiano, sarei più felice se nello specchio non vedessi il mio corpo ridicolo che mi ha quasi fatto morire. A volte ti viene da dire fanculo gli esami, la scienza, la cultura. A volte per essere contenti non basta più un voto, un libro, la cultura.
A volte vuoi solo che la vita vada bene.
Allora pensavo: il dsm recita "un narcisista si sente speciale, pensa di dover avere un trattamento speciale, che la vita non gli da mai ciò che lui pensa gli sarebbe dovuto" ma cosa ne sanno loro? E se fosse davvero così? E se davvero la vita non ti da ciò che ti meriti? Perché alcuni hanno di più?
Mia madre dice che è colpa mia, che sono cattiva, che studio poco, che mangio poco.
Ma forse ciò che sOno è solo la catena dei miei fardelli, uno tira l'alTro.
Lui è sparito e forse è davvero colpa della mia insicurezza, che è colpa della forma del mio corpo, e se lui sparisce io sono triste, quindi non studio, non esco, mi deprimo e fallisco. E poi forse non avrò mai il lavoro che sogno, perché sono una inetta.
Quindi basterebbe cambiare fuori, poi non essere più mollata da chi mi piace, poi essere tranquilla e mantenere i miei obiettivi. Poi la vita.
Oggi invece va così...
sabato 5 settembre 2015
Aprile: esco con ***, conosciuto in Chat, è amore a prima vista.
Luglio: esco con un altro ragazzo conosciuto in Chat, sempre ****.
Agosto: rivedo **** (cconosciuto ad aprile)
Prima niente, gli unici con cui mi do appartamento sono gli psichiatri.
Si è vero non ricordo l'ultima volta che sono uscita con qualcuno non conosciuto in Chat, amiei o ragazzi.
la verità è che io non piaccio alle persone e a me non piacciono le persone.
Aspettiamo il miracolo, perché sembra che vada sempre così, o non provo interesse, o non succede niente, o va a finire di merDa.
Luglio: esco con un altro ragazzo conosciuto in Chat, sempre ****.
Agosto: rivedo **** (cconosciuto ad aprile)
Prima niente, gli unici con cui mi do appartamento sono gli psichiatri.
Si è vero non ricordo l'ultima volta che sono uscita con qualcuno non conosciuto in Chat, amiei o ragazzi.
la verità è che io non piaccio alle persone e a me non piacciono le persone.
Aspettiamo il miracolo, perché sembra che vada sempre così, o non provo interesse, o non succede niente, o va a finire di merDa.
giovedì 30 luglio 2015
Tu pensa se questo disagio se ne andasse: potresti spendere i tuoi soldi per dei vestiti decenti invece che per gli antidepressivi, avresti più tempo per studiare perché non saresti ossessionata dall idea di esser sbagliata, potresti mangiare liberamente senza inventare scuse quando esci con qualcuno, saresti più sicura nell affrontare la vita.
ma infondo ci pensa già mia madre a farmi sentire così perdente, lei lo sa che non valgo abbastanza per arrivare a qualcosa, dall'al tra parte però vorrebbe che io combinassi qualcosa nella vita e che fossi meno depressa per scocciarla. Si incazzano se credo in me, si incazzano se non credo in me.
ma infondo ci pensa già mia madre a farmi sentire così perdente, lei lo sa che non valgo abbastanza per arrivare a qualcosa, dall'al tra parte però vorrebbe che io combinassi qualcosa nella vita e che fossi meno depressa per scocciarla. Si incazzano se credo in me, si incazzano se non credo in me.
lunedì 27 luglio 2015
Forse non ho più l'età per pensare certe cose, ma la realtà è questa: vorrei solo essere magra, si, solo veder sparire questi cumuli di ciccia, solo poter vestire come vorrei senza pensare a nascondermi, solo poter aprire una di quelle riviste di moda del cazzo in cui spiegano come mettere in risalto i punti forti senza sbottare. non ho punti forti, ho solo cose da nascondere, ma quando mascheri un difetto se ne accentua un altro, quindi cosa fai?
Cosa vuoi che me ne importi di quelli che muoiono di fame, di quelli cHe non hanno più di un mese di vita...
Dicono che sono egoista, che ho problemi inventati da una mente malata. ..
ma vorrei non vedere questi rotoli di ciccia, vorrei non sentirmi malata, vorrei poter mangiare come tutti gli altri, poter mangiare fuori come tutti gli altri.
E poi sono stufa degli antidepressivi, delle critiche e degli insulti. Sono stufa della sfortuna che mi porto addosso.
Cosa vuoi che me ne importi di quelli che muoiono di fame, di quelli cHe non hanno più di un mese di vita...
Dicono che sono egoista, che ho problemi inventati da una mente malata. ..
ma vorrei non vedere questi rotoli di ciccia, vorrei non sentirmi malata, vorrei poter mangiare come tutti gli altri, poter mangiare fuori come tutti gli altri.
E poi sono stufa degli antidepressivi, delle critiche e degli insulti. Sono stufa della sfortuna che mi porto addosso.
martedì 23 giugno 2015
Avevo accettato di incontrarlo, avevo pensato che non aveva tentato il solito approccio fastidioso, che non aveva i soliti tratto che mi fanno ribrezzo, facevamo discorsi sensati, almeno uno su un milione si salvava.
Discorsi su discorsi, non la solita serata che non passa mai, il tempo passava veloce tra una birra e l'altra. Allora sorrido e ricordo le uscite con qualcun altro. Una birra era già troppa, decidevo di tornare a casa subito dopo, i discorsi non mi coinvolgevano, ero passiva.
Questo era quello che succedeva di routine.
Con lui era diverso, avevo perso la testa e dimenticato il resto, chi pensava più al mio ex? Chi pensava più che la vita era un vicolo cieco?
Era diverso e si vedeva, mi piacevano i suoi tratti, il suo modo di vestire, i suoi discorsi, il tempo passato con lui.
Avevo percepito qualcosa di diverso, qualcosa che lo rendeva affine a me, e nonostante sembrasse forte e sicuro di se, io vedevo una maschera. Avevo intuito che potessimo avere la stessa diagnosi, perché succede sempre così, stessa diagnosi significa stesso carattere, e io non riuscivo ad essere attratta da chi non era così. poi la sua conferma. Ormai ero arrivata ad un nuovo inizio, aspettavo lui...
Discorsi su discorsi, non la solita serata che non passa mai, il tempo passava veloce tra una birra e l'altra. Allora sorrido e ricordo le uscite con qualcun altro. Una birra era già troppa, decidevo di tornare a casa subito dopo, i discorsi non mi coinvolgevano, ero passiva.
Questo era quello che succedeva di routine.
Con lui era diverso, avevo perso la testa e dimenticato il resto, chi pensava più al mio ex? Chi pensava più che la vita era un vicolo cieco?
Era diverso e si vedeva, mi piacevano i suoi tratti, il suo modo di vestire, i suoi discorsi, il tempo passato con lui.
Avevo percepito qualcosa di diverso, qualcosa che lo rendeva affine a me, e nonostante sembrasse forte e sicuro di se, io vedevo una maschera. Avevo intuito che potessimo avere la stessa diagnosi, perché succede sempre così, stessa diagnosi significa stesso carattere, e io non riuscivo ad essere attratta da chi non era così. poi la sua conferma. Ormai ero arrivata ad un nuovo inizio, aspettavo lui...
venerdì 12 giugno 2015
Ormai mi sono rassegnata.
Il fatto di non trovare nessuno con cui possa andare d'accordo mi porta ad essere ossessionata quando finalmente trovo qualcuno con cui mi trovo bene.
tutto ciò succede sempre, si parte con una prima uscita in cui sono sicura che non perderò il controllo, sono riservata, a disagio, provo a far finta di essere normale. Poi succede qualcosa, perdo la testa. Comincio a pensare, idealizzare, autoalimento la mia triste illusione e poi scatta l'ossessione. Potrei arrivare al matrimonio con una sola uscita.
Questo è quanto è successo con lui, conosciuto su una chat, dopo uno scambio di numeri di telefono, dopo un'uscita che doveva essere per una birra tranquilla.
Tutto ciò si è trasformato in una tragedia, troppo alcol, una birra bevuta in piedi e una sigaretta, lui si avvicina, poi un bacio che ricordo in maniera molto vaga, ma non so dire di no.
poi un colpo alla testa, una serata finita male, il disagio di aver perso il controllo. La mattina dopo ancora un bacio, non dico di no, lo so che sono già innamorata, ma c'è il pensiero del mio A., amavo solo lui e guardaVo solo lui.
Qualche messaggio, la convinzione che tanto non ci saremo più rivisti. Poi perdo la testa.
Ora lo seguirei in capo al mondo se solo me lo chiedesse, mollerei tutto, ho perso la testa. Penso a lui notte e giorno, ma siamo stati insieme solo quanche ora.
Come si fa? Sarà una nuova delusione che mo porterà ancora una volta ad aumentare la dose di farmaci.
Prima o poi finira male questa storia, ma in fondo ho bisogno di tutto ciò.
Ho sentito di aver il bisogno di lui, di amare la sua guida pericolosa, le sue frasi, le serate con lui, i suoi messaggi, tutto.
Il fatto di non trovare nessuno con cui possa andare d'accordo mi porta ad essere ossessionata quando finalmente trovo qualcuno con cui mi trovo bene.
tutto ciò succede sempre, si parte con una prima uscita in cui sono sicura che non perderò il controllo, sono riservata, a disagio, provo a far finta di essere normale. Poi succede qualcosa, perdo la testa. Comincio a pensare, idealizzare, autoalimento la mia triste illusione e poi scatta l'ossessione. Potrei arrivare al matrimonio con una sola uscita.
Questo è quanto è successo con lui, conosciuto su una chat, dopo uno scambio di numeri di telefono, dopo un'uscita che doveva essere per una birra tranquilla.
Tutto ciò si è trasformato in una tragedia, troppo alcol, una birra bevuta in piedi e una sigaretta, lui si avvicina, poi un bacio che ricordo in maniera molto vaga, ma non so dire di no.
poi un colpo alla testa, una serata finita male, il disagio di aver perso il controllo. La mattina dopo ancora un bacio, non dico di no, lo so che sono già innamorata, ma c'è il pensiero del mio A., amavo solo lui e guardaVo solo lui.
Qualche messaggio, la convinzione che tanto non ci saremo più rivisti. Poi perdo la testa.
Ora lo seguirei in capo al mondo se solo me lo chiedesse, mollerei tutto, ho perso la testa. Penso a lui notte e giorno, ma siamo stati insieme solo quanche ora.
Come si fa? Sarà una nuova delusione che mo porterà ancora una volta ad aumentare la dose di farmaci.
Prima o poi finira male questa storia, ma in fondo ho bisogno di tutto ciò.
Ho sentito di aver il bisogno di lui, di amare la sua guida pericolosa, le sue frasi, le serate con lui, i suoi messaggi, tutto.
mercoledì 6 maggio 2015
con la consapevolezza che non posso proprio star meglio.
ero semplicemente andata alla festa insieme ai miei amici, tutto nella norma, un po di sano divertimento.
Torno a casa alle 3, senza sonno e con tanta tristezza. Ripensavo ad A. e ascoltavo le sue canzoni dal telefono. Me lo ricordavo cosi, come un bambino indifeso che ti guarda con gli occhi da cane bastonato, come uno che odiavano tutti, che fissava un libro con le cuffie alle orecchie. Ricordo ancora quando lo vidi tagliarsi con paura, quando mi scattava foto mentre dormivo. Le canzoni mi parlavano, come fosse la sua voce. Poi proprio non ho resistito e ho tirato fuori dallo specchietto il mio solito taglierino ancora imbrattato di sangue. Qualche messaggio con un tipo a cui avevo promesso un'uscita.
poi sono andata a dormire per svegliarmi triste ancora una volta.
iniziava un nuovo giorno in cui avrei dovuto vedere il tipo. Ero triste ma avevo già promesso che ci sarei stata.
ho messo tutto da parte e sono salita in macchina per andare da lui.
ci siamo visti, abbiamo bevuto fino a far schifo, parlato di quel mare di cazzate che facevano parte del mio passato, la musica di merda, libri di merda, idee politiche da deficiente a cui forse fregava qualcosa della gente. dopo 3 ore ci cacciano dal locale per chiudere. Ci alziamo con l'ultima birra. Comincio a vederci sfocato. Come ultimo ricordo la birra poggiata sul tavolo e una sigaretta.
Dopo il buio. Ricordo una voce che diceva "sei violenta" "Mi stai staccando il labbro"
mi risveglio il giorno dopo. Arriva da me, qualche frase fatta, poi mi dice "ieri sera mi stavi staccando il labbro". Poi si avvicina per abbracciarmi, faccio finta di essere stordita dopo tutto quell'alcol. Mi da un bacio, ricambio passivamente.
Poi penso la stessa cosa che Penso dopo ogni uscita "quando ero con A. Tutto questo non sarebbe mai successo"
Sì, quando ero con A. Non mi sarei mai trovata su un letto in un garage a morire di freddo dopo aver fumato, con A. Non mi risvegliavo in ospedale, con A. Non si avvicinava nessuno per rivolgermi la parola ed annoiarmi, con A. non tornavo a casa a tagliarmi o a vomitare nel lavandino.
Ma era successo. Avevo baciato un altro. Qualcuno dirà che era pure ora. Stava passando un anno, ma non aveva importanza, l'idea di baciare qualcuno che non fosse A. Mi rendeva triste e nostalgica. Non ci sarei mai riuscita, da sobria,almeno.
Avevo bevuto e quindi non contava. Non me lo ricordavo, che sollievo. Era già successo altre volte, ma avevo comunque bevuto. Mi mancava il mio A. E vederlo vicino a me al mattino. Tutto di lui.
però ero stata illuminata. Qualche giorno dopo ripenso al mio nuovo frequentante, non era male, 5 anni prima mi avrebbe presa un sacco.
ricomincia il ciclo. Lo idealizzo, lo cerco, voglio rivederlo, mi offendo e rispondo male nel sentirmi dire che ha parlato con la ex.
Era evidente il suo interesse nei miei confronti, ma in ogni caso è sparito. Già. Sparito. Proprio quando accantono l'idea di A. Per pensare a lui, per pensare che la vita continua.
Il solito gioco perverso di abbandoni, la solita sfortuna, la mia solita mentre fottuta che non può fare nulla.
Adesso davvero non ne posso più.
sabato 14 febbraio 2015
Pensavo: perché mai dovrebbe esistere un Dio? Perché con la scusa di un dio viviamo passivamente? Vedevo quella massa di insoddisfatti indossare una maschera di ottimismo che non dura più di un rossetto scadente.
Ma sotto sotto li invidiato. A loro non importa niente se sono belli o brutti, se la vita gli da tanto o poco, se sono 3 o 4 anni indietro con gli esami. Vivono in un mondo più bello del mio, che è fatto solo da catene e paure. Loro fanno tutto entro le loro possibilità, non hanno l'ossessione di voler avere di più.
Il mio mondo era diverso, era fatto di tagli nascosti, non di sorrisi (forse) falsi.
Dio è una scusa per raccontate a se stessi che non si può essere diversi da come si è. È la scusa per sfoggiare buonismo, per passare un po di tempo con altra gente di cui non te ne importa nulla.
Ma io non ero così. Io speravo di morire e risvegliarmi diversa. Non ho mai accettato il fatto che qualcuno abbia deciso per me. Io sono quello che voglio essere, non quello che sono nata.
Ma sotto sotto li invidiato. A loro non importa niente se sono belli o brutti, se la vita gli da tanto o poco, se sono 3 o 4 anni indietro con gli esami. Vivono in un mondo più bello del mio, che è fatto solo da catene e paure. Loro fanno tutto entro le loro possibilità, non hanno l'ossessione di voler avere di più.
Il mio mondo era diverso, era fatto di tagli nascosti, non di sorrisi (forse) falsi.
Dio è una scusa per raccontate a se stessi che non si può essere diversi da come si è. È la scusa per sfoggiare buonismo, per passare un po di tempo con altra gente di cui non te ne importa nulla.
Ma io non ero così. Io speravo di morire e risvegliarmi diversa. Non ho mai accettato il fatto che qualcuno abbia deciso per me. Io sono quello che voglio essere, non quello che sono nata.
giovedì 12 febbraio 2015
C'è chi fa presto a rifarsi una vita,
c'è chi pensa al suicidio
c'è chi come me, pensa solo a come rovinarsi ulteriormente la vita.
Si ricomincia a mangiare solo verdure grigliate e insalata, a drogarsi tutte le sere, a bere tutte le sere chiusa in camera, a fumare un pacco di tabacco al giorno, a non dormire, a studiare pesante perché i voti non sono mai troppo alti.
Si ricomincia a stare bene a qualunque prezzo, al prezzo della vita.
c'è chi pensa al suicidio
c'è chi come me, pensa solo a come rovinarsi ulteriormente la vita.
Si ricomincia a mangiare solo verdure grigliate e insalata, a drogarsi tutte le sere, a bere tutte le sere chiusa in camera, a fumare un pacco di tabacco al giorno, a non dormire, a studiare pesante perché i voti non sono mai troppo alti.
Si ricomincia a stare bene a qualunque prezzo, al prezzo della vita.
mercoledì 11 febbraio 2015
Ero agitata. Avevo deciso di chiedermi in camera fino alla laurea, di fare più esami possibili e di vivere il meno possibile. Che poi la fuori non c'è niente. Ci sono quelle persone strane che non ti interessano e che usano i tuoi appunti come scusa per poterci provare, ci sono gli stronzi sconosciuti che provano ad abbracciarti mentre cammini per la tua strada, facendoti passare un brutto quarto d'ora e mettendoti la voglia di colpirli sul cranio fino a fracassarglielo, ci sono le serate in cui ti senti a disagio perché non è il tuo ambiente, c'è l'alcol che ti fa fare ciò che non vorresti fare. Non avevo altri interessi. Non mi piace ballare o andare a correre, non mi piace sorridere a chi non sopporto. Mi piace la mia camera, i miei libri, il mio caffè, le mie benzo, le sigarette fumate guardando giù dalla finestra, mangiarmi le mani, il profumo che c'è nell'aria.
Ora come ora non posso fare a meno di pensare a come sarebbe se in questo preciso istante morissi. Ci sono 4 piani tra la finestra della mia amata camera e l'asfalto, ma poi? A volte mi chiedo come reagirebbe mia madre che ha sempre fatto in modo di distruggere psicologicamente tutte quelle merde che mi han reso la vita un inferno. E mio padre? Lui che al posto di credere alle parole altrui ha sempre e solo creduto in me, Lui che ha sempre detto che dovevo fare ciò che volevo, non ciò che gli altri mi avevano destinata a diventare. Caro papà per chi farai fare una collana su misura?
Senza di loro sarebbe più facile, sia la vita che la morte. Mentre adesso non è facile per niente.
E loro poi, come fanno a non sapere che un giorno potrei lasciarli? Sanno tutto: la depressione, le medicine prese senza un criterio, le sostanze per stare sveglia, i tagli, l'alcol, il mal di testa, i cibi spazzatura che vengono vomitati, i pranzi a base di verdure e pasta integrale. Tutto. Come fanno a non sospettare che io possa avere l'idea di farla finita? Ho 24 ore al giorno di autonomia per poterlo fare.
Poi finirebbe tutto. Niente più notti insonni per gli esami, niente più tagli, niente più soldi rubati per i miei complessi, niente più ansia per qualcuno che nel bene o nel male mi si avvicini, niente più cuscini bagnati di lacrime, niente più aritmie. Niente.
Senza di loro sarebbe più facile, sia la vita che la morte. Mentre adesso non è facile per niente.
E loro poi, come fanno a non sapere che un giorno potrei lasciarli? Sanno tutto: la depressione, le medicine prese senza un criterio, le sostanze per stare sveglia, i tagli, l'alcol, il mal di testa, i cibi spazzatura che vengono vomitati, i pranzi a base di verdure e pasta integrale. Tutto. Come fanno a non sospettare che io possa avere l'idea di farla finita? Ho 24 ore al giorno di autonomia per poterlo fare.
Poi finirebbe tutto. Niente più notti insonni per gli esami, niente più tagli, niente più soldi rubati per i miei complessi, niente più ansia per qualcuno che nel bene o nel male mi si avvicini, niente più cuscini bagnati di lacrime, niente più aritmie. Niente.
mercoledì 28 gennaio 2015
"Devi imparare a soffrire".
Conoscere.
Sentire.
Ascoltare.
Palpare con mano il tuo dolore.
Giorno dopo giorno.
Da sola.
Senza paure.
Senza tappi.
Finire dentro ad ogni buco diventato voragine.
Affrontarlo.
Da sola.
Imparare a bastarti.
IMPARARE A BASTARMI.
Solo dopo riuscirò ad essere felice.
A parte questo, forse vado ad un concerto con Ale. Sarà il primo, in attesa di un ritorno dei subsonica. Rivedrò il mio localino trash preferito dopo 2 anni. Tutto ciò se passo l'esame, porco mondo!
Conoscere.
Sentire.
Ascoltare.
Palpare con mano il tuo dolore.
Giorno dopo giorno.
Da sola.
Senza paure.
Senza tappi.
Finire dentro ad ogni buco diventato voragine.
Affrontarlo.
Da sola.
Imparare a bastarti.
IMPARARE A BASTARMI.
Solo dopo riuscirò ad essere felice.
A parte questo, forse vado ad un concerto con Ale. Sarà il primo, in attesa di un ritorno dei subsonica. Rivedrò il mio localino trash preferito dopo 2 anni. Tutto ciò se passo l'esame, porco mondo!
lunedì 26 gennaio 2015
Una decina di gocce per dormire.
La testa appoggiata al mio cuscino che abbraccio e accarezzo dolcemente come fosse vivo.
posso sentire il suo cuore, o forse no.
Forse è solo il sangue che mi pulsa nella testa e fa il rumore del mio cuore.
Tachicardico e rumoroso come sempre.
E non si dorme, mai.
Si riempie solo la stanza di lacrime rabbia e nostalgia.
La testa appoggiata al mio cuscino che abbraccio e accarezzo dolcemente come fosse vivo.
posso sentire il suo cuore, o forse no.
Forse è solo il sangue che mi pulsa nella testa e fa il rumore del mio cuore.
Tachicardico e rumoroso come sempre.
E non si dorme, mai.
Si riempie solo la stanza di lacrime rabbia e nostalgia.
sabato 17 gennaio 2015
Era notte, una notte con il solito retrogusto di crisi respiratorie e vuoto nello stomaco. Era notte e lui non c'era più. Ascoltavo "tutti i miei sbagli" dei subsonica, come in quella canzone io sesezionavo la notte e il cuore per sentirmi viva. Ho preso lo specchietto con il mio taglierino dentro e ho riempito di sangue una manciata di fazzoletti.
È andata così è tutt'ora va così.
È andata così è tutt'ora va così.
giovedì 1 gennaio 2015
Certo che mi fa incazzare a bestia il fatto di aprire facebook e vedere le foto della gente che, non solo odio profondamente, ma pubblica anche foto di cibi grassi che io non mangio più da 10 anni. Si abbuffano come merde e mantengono il loro fisico. Solo io devo vomitare per un pezzo di cheesecake? Solo io ho quel cazzo di vuoto dentro che alcune volte mi fa venir voglia di mangiare tutto ciò che trovo con il preciso intento di vomitarlo?
Li chiamano complessi da stupida. Ormai però non sono più un'adolescente del cazzo. No, i miei complessi non sono finiti con l'adolescenza e con un fidanzato. Anzi. L'età e il mio fidanzato li hanno incrementati.
Quindi? Cosa dovrei fare? Da fuori è sempre facile giudicare e capire che così rischio di morire o star male. Provate a vivere voi così.
Nessuno sa cosa si prova e cosa ho provato io fino ad ora.
È una storia eterna da cui non posso uscire.
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