mercoledì 11 febbraio 2015

Ora come ora non posso fare a meno di pensare a come sarebbe se in questo preciso istante morissi. Ci sono 4 piani tra la finestra della mia amata camera e l'asfalto,  ma poi? A volte mi chiedo come reagirebbe mia madre che ha sempre fatto in modo di distruggere psicologicamente tutte quelle merde che mi han reso la vita un inferno. E mio padre? Lui che al posto di credere alle parole altrui ha sempre e solo creduto in me, Lui che ha sempre detto che dovevo fare ciò che volevo,  non ciò che gli altri mi avevano destinata a diventare. Caro papà per chi farai fare una collana su misura?
Senza di loro sarebbe più facile, sia la vita che la morte.  Mentre adesso non è facile per niente.
E loro poi, come fanno a non sapere che un giorno potrei lasciarli?  Sanno tutto:  la depressione,  le medicine prese senza un criterio,  le sostanze per stare sveglia,  i tagli, l'alcol, il mal di testa, i cibi spazzatura che vengono vomitati, i pranzi a base di verdure e pasta integrale. Tutto. Come fanno a non sospettare che io possa avere l'idea di farla finita? Ho 24 ore al giorno di autonomia per poterlo fare.
Poi finirebbe tutto. Niente più notti insonni per gli esami, niente più tagli, niente più soldi rubati per i miei complessi, niente più ansia per qualcuno che nel bene o nel male mi si avvicini, niente più cuscini bagnati di lacrime, niente più aritmie. Niente.

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