giovedì 10 dicembre 2015

Non va non va non va.
Seppur con minore frequenza sto continuando a tagliarmi,  poi in certi momenti non ce la faccio più,  butto fuori tutta l'aria che ho nei polmoni e piango, e poi non riesco a fermarmi.
non ho voglia di rispondere ai messaggi e li cancello. SBotto.  Mi manca qualcosa, mi manca il respiro,  mi manca un abbraccio.
Riuscivo a tirare avanti quando c'era chi mi abbracciava.
ora ci vorrebbero le parole di mio padre,  si, mi sembra quasi di sentirlo,  "io ti mantengo all'universita e tu ti tagli? Secondo me hai paura del buio,  secondo me hai paura di tutto,  dovresti essere ricoverata"
No, la verità è che non ho il loro supporto.  Sono un peso,  una piaga,  una merdina,  una disagiata,  una figlia malata, un po come se non sapessi parlare e fossi attaccata ad un respiratore.  Ma io sto bene.  Forse non abbastanza, ma in fondo non sono malata.
Tutto questo schifo si poteva evitare. Potevo rispettare i tempi, potevo studiare quando avrei dovuto, potevo farmi una vita quando avrei dovuto,  potevo vivere al posto di rimanere congelata tutti questi anni.  Potevo avere degli amici, potevo avere un fidanzato,  potevo aprire un libro,  potevo imparare a vestirmi.
Sono un ripeto,  lo sono un po per tutti. Per i miei sono la figlia che hanno avuto e che devono tenersi,  per qualche altro stronzo sono una con cui uscire solo perché la ragazza lo ha tradito,  per qualcuno sono quella a cui chiedere un passaggio.  È così.
Ma alla fine,  perché continuo a sentirmi vuota?  Perché continuo a tagliarmi? Perché continuo con questo finto perfezionismo?  Perché esco con gente che non mi interessa e a cui io non interesso?  Perché nemmeno questa merda di cane a cui do l'anima mi vuole bene????
Perché non sono come tutti? Perché non ho la vita di tutti?  Perché non me ne va bene una?
Forse farei bene a non vedere nessuno per un po, perché incontrare qualcuno e parlare mi fa soffocare.

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